la cosacazzohoappenavisto presenta. agghiacciantissimo e probabilmente anche oltre. da una parte mi ha neutralizzato le biglie a livelli mai esperiti (supponendosi alto cinema di denuncia, un obbrobrio di tal disfatta si permette pure i 130’ di tenuta), dall’altra ho dovuto usare un cric per risistemarmi la mascella lussata dal ridere a squacquera. siamo davvero a dislivelli disumani oltre il peggior merola. il soggetto sembra non essere stato mai pensato, o pensato e abbozzato e poi finito in un tritadocumenti e i rimasugli girati, a parco attori lombrosiano e incompetente quasi nulla da inviadiare alla turksploitation (ritroviamo anche uno spaesatissimo williamson al quale evidentemente stavano per staccare le utenze e pazzafini), a situazioni dialoghi e montaggio potrebbe benissimo porsi in concorrenziale lizza con pastore o bruno vani, con l’apogeo raggiunto, dopo una sbroscia di sparate scritte con le emorroidi, di citazioni una via l’altra di novalis bacone e von clausewitz.
a ogni minuto fa desiderare una macchina del tempo per poter fare un tap tap di incoraggiamento sulla spalla di ogni sventurato che entrava in sala o ne usciva (che poi, quanti ne avrà effettivamente sommati? non è credibile che abbia retto la prova della programmazione per oltre 3 giorni). che un affronto grammaticale come questo sia stato non solo circuitato ma addirittura foraggiato va oltre l’umana comprensione e anche contro la convenzione di ginevra. ad aumentare non di poco la quota psicotronique è il rip, ottnuto con una vhs talmente marcia che fa tornare nostalgicamente indietro a quando si scazzottava lateralmente la tv per migliorare la ricezione del segnale macchiato dalla nebbia o dall’immagine sballonzolante (atto peraltro inutile, dipendeva dall’antenna), sensazione rafforzata anche dal logo sovrimpresso della mitica GVR che lo fa sembrare un’arcaica tv privata. in tal senso gli ultimi 10’ sono di tale imperscrutabilità visiva (evidentemente il nastro era semismagnetizzato e divorato dalla muffa bianca) che sembrano rimaneggiati da brackhage e tscherkassky, valore aggiunto se lo si riesce a prendere dall’angolazione del trash che più non ce n’è. 130’ che contravvengono a tutto quel che dovrebbe significare film, che avrei voluto esperire dopo un personal di maria rossa per uccidermi di risate anche nel 70% della visione in cui ho invece avuto una gran voglia di farmi una pera cavallina col mr muscolo gel dritta in giugulare.
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