Ai tempi d’oro della MGM in effetti si faceva un ragionamento simile. Soprattutto riguardo i musical. Il leone se non di cinema di qualità era sinonimo di spettacolarità.
Ecco si’, probabilmente un film di una data azienda garantiva una produzione ricca, ma adesso garantisce un tipo standardizzato di prodotto.
L’ultimo film che ho visto é stato Sotto una buona stella con Carlo Verdone e Paola Cortellesi.
Da allora, mai più e credo che rientrerò a frequentarlo solo se ci fosse una bella rassegna sui poliziotteschi o gialli e horror anni 70.
Tenendo come parametro solo gli ultimi anni (dal 2020 ad oggi), al cinema sono andato una volta e basta per guardare Scream VI. Tra i costi, la pressoché totale assenza di titoli di mio interesse e il fattore streaming, purtroppo il cinema ha imboccato una spirale discendente che ormai sembra irreversibile.
A questo punto credo che ci tornerò quando uscirà Scream 7, l’unica saga ancora in grado di farmi scegliere la sala cinematografica.
Fra aprile e oggi, in sala ho visto “Ghostbusters”, “Il regno del pianeta…” e “Inside out 2”. Tre volte, quindi. Se si calcola che per più di vent’anni, fino al 2019, andavo mediamente al cinema più di una volta a settimana, eccovi l’idea del mio “tracollo cinefilo”. Che temo sia irreversibile. Inutile illudersi…
Purtroppo causa covid nel mio caso ha chiuso il cinema storico che ho visto un sacco di film fino ad ora.
Il primo cinema della mia infanzia fu uno degli ultimi ancora a proiettare su pellicola, chiuse per crisi e incapacità di aggiornarsi.
Ho ancora bei ricorsi di film visti.
Poi sostituì quel cinema con quello chiuso durante il periodo covid, la proiezione non era sempre il massino, ma l’impianto audio era fenomenale.
Ora purtroppo a causa di questo sono costretto a fare molta strada per trovare dei cinema abbastanza buoni, e sono diventato iper-selettivo nella scelta a causa costi dello spostamento.
A parte dune Dune - Parte due, furiosa ecc.
Dissento con chi dice che non c’è più niente di buono: nonostante la qualità media sia effettivamente diminuita, almeno una decina di titoli discreti all’anno ci sono, solo che non li trovate al cinema (a meno di frequentare festival).
Scusatemi ma io non ce la faccio a credere che la causa del non andare al cinema sia la qualità attuale dei film. Io ci andavo almeno una volta alla settimana ed invece adesso ogni due/tre mesi, questo sì, ma sembra di sentire la storia del fan del Metal al quale fanno esclusivamente concerti di neomelodici napoletani.
Io vado una volta all’anno a volte manco quella, l’ultima volta tre giorni fa e non ricordo manco il film che avevo visto la volta prima, forse il remake della casa.
La causa è il fatto che non seguo più le uscite al cinema, non sono informato e anche la pigrizia fa il suo. Però il fascino della sala rimane, non è più quello degli anni 90 nelle sale uniche ma comunque nonostante le multisale siano un po una baracconata , una volta seduto nel mio posto il film lo godo ancora come una volta.
argomento interessantissimo su cui si potrebbero scrivere fiumi di parole,ma in soldoni ,fino al 2010 ,circa,andavo ogni settimana quasi,poi quasi zero..ora ho ripreso con un ritmo di 3,4 film l’anno..ultimo film visto The conjuring…passabile ma niente di che..cerco di evitare come la peste le multisale e andare ai pochi cinemini tradizionali,dove spendi meno e stai piu’ tranquillo,qualita’ media dei film passati comunque per me è da voto 4..ps mi è venuto in mente che la cosa migliore vista ultimamente è Robot Selvaggio,in animazione,bello bello
Io vado al cinema ormai solo 2-3 volte al mese e il motivo è solo legato al minor tempo a disposizione, al lavoro, alla famiglia.
Il cinema in sala oggi non fa più i numeri di una volta, lo sappiamo tutti. A metà anni 50 in Italia si vendevano oltre 800 milioni di biglietti all’anno, nel 2024 sono stati circa 70 milioni. Ma il declino era stato progressivo, soprattutto dal 1976-1977 in avanti, con la perdita del monopolio delle trasmissioni nazionali da parte della RAI e il progressivo aumento di film proiettati in televisione. Già nel 1990 gli ingressi al cinema furono solo 90 milioni, quindi il Covid o le piattaforme hanno indebolito un sistema già in crisi da tempo, almeno nel nostro paese.
Io continuo a vedere film per me molto belli o comunque interessanti, ma ho la sensazione che il cinema conti meno che in passato. Che incida meno il presente e entri poco nell’immaginario collettivo, che scateni meno discussioni e reazioni.
Gli anni 10 del 2000 sono stati probabilmente il primo decennio in cui la serialità ha avuto un’incidenza maggiore del cinema nella fruizione, nelle chiacchiere da bar e, soprattutto, sui social e nella creazione di merchandising e meme.
Mi limito comunque alla mia esperienza personale. Vedere film è sempre la mia passione principale, ma i film non mi ‘cambiano più la vita’, non mi mostrano qualcosa di me come mi accadeva quando ero bambino, adolescente o giovane adulto. Il cinema di quel periodo della mia vita fa parte di quelle esperienze che hanno indirizzato il mio percorso di essere umano.
Anche se è possibile che sia vero, non mi sento di dire che i film di una volta siano migliori di quelli di oggi, perché me lo diceva già mio padre quando io ero ragazzino. Non mi sento nemmeno di dire che l’esperienza in sala oggi, tra smartphone spesso accesi per controllare messaggi o per riprendere lo schermo e fare un post live su Instagram, sia peggior di quella di 30-40 anni fa, perché c’era comunque sempre qualcosa che dava fastidio ai più suscettibili.
Ma, soprattutto, avendo il piacere di lavorare con tanti ragazzi e ragazze ventenni che amano il cinema e vogliono andarlo a vedere il più possibile in sala, mi rendo conto che questa esperienza forse significa ancora tanto, anche se per un numero minore di persone.
ho letto il tuo bel post,pero’ 2,3 film al mese sono ancora una bella media ,altroche’…io saro’ tranchant ,il cinema di adesso ,parlo di quello del “mondo occidentale”,perche’ nulla so di quello che fanno in asia ,per dire,è nettamente inferiore a quello fatto nel passato,mediamente.quando è uscito Apocalypse now,io avro’ avuto 5,6 anni..teoricamente era un film dei "vecchi"di oggi,ma era un capolavoro agli occhi di mio padre,come è un capolavoro per me ,sono film a prescindere ,non è una questione che ogni generazione ha i "suoi"film.I film che cambiano la vita ,è normale siano quelli visti da giovani,un periodo in cui si è in formazione ,e piu’ aperti a tutti gli stimoli.difficile che a 50 o 60 anni con una vita strutturata,ci possano essere film che ti cambiano (non so se dire purtroppo,o per fortuna)
massime felicitazioni, io ci vado 2-3 volte (forse menoì) ogni 5 anni (forse più)
sono comunque ancora numeri di spessore, ti dirò pensavo molto peggio tipo 800mila biglietti anziché 8 milioni
qui invece sbalordisco perché tolte alcune esperienze nelle sale di terza, dove comunque la domenica pomeriggio c’era quasi sempre pienone, ricordo affluenze bomba in sala, talvolta con posti in piedi e gente seduta per terra
se intendi il cinema in sé, non lo credo. secondo me è diventata solo una faccenda più intima e solitaria dissociata dall’istanza comunitaria. se intendi più lo spazio platonico, cioè la sala, mi limito a dire che un amico di una generazione e mezzo circa più piccolo di me mi ha rivelato che vedere zombi in sala l’ha emozionato molto meno del vederlo nella solitudine di casa propria. cosa della quale tutt’oggi fatico a capacitarmi e a comprendere in sé.
eppure… sono l’unico a pensare che molte serie siano cinema al cubo, che rappresentino la cosa più cinematografica che ci sia? il mio sogno-cruccio è di non averle viste in sala!
me ne dispiace, questo a me invece capita quasi sempre ancora oggi. forse la vita non me la potrà più cambiare (ma resto possibilista) ma sicuramente me la arricchisce ogni volta; il cinema mi parla ancora di come-cosa sono io, di come cosa è la vita ora rispetto a ieri o cosmicamente, di come cosa è (diventato/dovrebbe-potrebbe diventare) il mondo, portandomi in un altro mondo.
adesso non esageriamo: quello di cui parli non infastidisce i più suscettibili, infastidisce chiunque si rechi in sala per immergersi in un film. all’epoca magari in sala avevi la sfiga di trovare i due maleducati che chiacchieravano di continuo o che quasi ti scopavano davanti o dietro o accanto, ma per certo non avevi a macchia di leopardo o a scacchiera circa metà platea che spippettava coi cellulari suscitando suoni e fonti luminose di un certo disturbo per la restante metà spettatoriale. è uno dei motivi per cui, personalmente, con la sala sono arrivato ai ferri cortissimi.
io direi che è nettamente diverso, ma non necessariamente inferiore. non abbiamo più il respiro dei kubrick o dei coppola, ma ci sono non pochi titoli degli ultimi 30 anni che sono potentissimi e poderosi a ogni revisione.
Nel mio caso la difficolta a andare al cinema è anche nella distanza.
Causa chiusure, io per esempio ho 40 km da fare solo andata per il primo cinema più vicino è non è il massino di audio con spesso pubblicità all’inizio del film.
Per cinema migliori dovrei macinare molti più chilometri.
Purtroppo sono costretto a scegliermi quei titoli selezionati.
Io il periodo per ragioni anagrafiche che mi ha dato molte emozioni è stato tra il 2006,2007 e 2008 fino al 2010.
Ma è un periodo che andavo spesso al cinema allora molti ricordi di serate e pomeriggi sia da solo che in compagnia potrebbero romanticizzare i ricordi.
Che bellissimo periodo ho vissuto al cinema.
L’ultimo regista che mi ha fatto venir voglia di vederlo a cinema due volte di fila è Stato George Miller con il suo Mad Max: Fury Road, visto al cinema due volte nel 2015.
Adesso un bel cinema che frequentavo e chiuso causa periodo del covid.