DC (Arun Matheswaran, 202?)

https://www.imdb.com/title/tt37501035

Il regista del mitico Captain Miller é di ritorno, non so quando, ma spero molto presto :star_struck:

Questa volta con un film che vede una coppia coinvolta in una spirale di violenza; dal trailer sembrerebbe più simile a Rocky che al suo ultimo film, tra campi lunghissimi e inquadrature geometriche senza orpelli, in un mondo selvaggio dominato dalla brutalità.

Ecco il filmato apparso recentemente :

Distribuito infine molto prima del previsto, sono ovviamente accorso a vederlo, insieme a una folla entusiasta di spettatori indiani, soprattutto perché alcune canzoni della soundtrack erano già state diffuse online, ottenendo un successo notevole.

Anche le mie aspettative erano over the rainbow, dato che, come sapete, adoro il regista. E che film straordinario ho visto!

Il regista non inventa nulla di nuovo, ma continua a lavorare sulle proprie tematiche: la ribellione alle ingiustizie, infischiandosene della legalità, dal momento che qui i cattivi sono gli stessi poliziotti, mentre gli eroi un gruppo di amici conosciutisi in prigione, incapaci di accettare la società così com’è e decisi a ristabilire una propria idea di “giustizia”, rimediando ad un’ingiustizia dopo l’altra. In questo caso, ad innescare la serie di rocamboleschi avvenimenti, è un padre a cui la polizia ha rubato i soldi destinati all’università del figlio e che sarà da questi ucciso e lasciato marcire in un cespuglio.

Anche sul piano stilistico il regista continua a sviluppare quanto fatto nelle due opere precedenti, fondendone gli elementi con un senso della grandiosità della messa in scena che ricorda Captain Miller e una perfezione nella costruzione dei piani e nella composizione dell’immagine che rimanda a Rocky. Il tutto evitando totalmente gli effetti speciali digitali, utilizzati invece a man bassa da gran parte del cinema indiano contemporaneo e privilegiando un naturalismo che rende ancora più concreta e fisica la sua narrazione.

Ma veniamo anche alle novità, perché nella caccia tra poliziotti e banditi fa capolino un’inaspettata storia d’“amore” tra il più anarchico (e ritardatario :grin:) dei giustizieri e una donna che visse due volte, che il caso trascina proprio lì, in mezzo a una delle tante vendette. Una scena che ha mandato in estasi me e il resto della platea e che rientra a pieno titolo nella lunga tradizione delle sequenze da corridoio in cui ci si mena di brutto (Old Boy, A Better Tomorrow 2, per non citare che due capolavori, ma anche lo stesso Rocky).

E poi il film oscilla continuamente tra le dinamiche di gruppo e la tormentata relazione tra i due, complicata da ragioni che non vi spoilero ma che rendono il loro legame molto più sfaccettato. Una complessità che trova la sua espressione in un’altra grandiosa scena, questa volta ambientata lungo una spiaggia.

Ma ci si potrebbe soffermare anche sulla scena del commissariato, dove un lavoro sul suono semplicemente straordinario contribuisce a renderla stupefacente oppure sullo scontro finale, che porta alle estreme conseguenze lo stile registico, disseminandolo di dettagli incredibili: dalla bomba che colpisce dall’alto a quella che, invece, avrebbe potuto prendere la traiettoria opposta. Descrizione forse un po’ criptica, lo ammetto, ma la genialità della scena è davvero difficile da trasmettere a parole: molto meglio vederla!

Sto ancora cercando di elaborare l’effetto che quest’opera avrà su di me: il mio entusiasmo difficilmente scemerà, ma, più probabilmente, non farà che aumentare con il tempo. Questo Bonnie & Clyde riletto con uno stile ed un’originalità tutta indiana è già senza dubbio una delle visioni più mitiche del 2026!

Che fenomeno questo Arun. Ma anche che coppia formidabile, il silenzioso Devadas e la magnetica Chandra!