https://www.imdb.com/title/tt11772600/
Dopo tante ricerche, sono infine riuscito a vederlo in una copia disastrata, con la visione continuamente interrotta da pubblicità di scommesse, senza alcun sottotitolo e probabilmente persino doppiata in un’altra lingua. Eppure ne è valsa la pena!
La storia del criminale appena uscito di prigione, alla ricerca della sorella minore e di una vita tranquilla, è un canovaccio noto ma sempre efficace. Qui in più diventa il pretesto per il regista al suo esordio di condensare le proprie molteplici influenze in uno stile personale, dando vita a un’opera imperfetta, ma già decisamente affascinante.
L’autore del superbo Captain Miller sceglie un approccio più minimalista, imposto forse anche da limiti di budget, e riduce i grandi spazi tipici dell’epica ad una bidimensionalità forzata che ricorda molto Only God Forgives, opera con cui condivide, oltre al tema della vendetta e della violenza, scelte stilistiche estreme: bianco e nero per descrivere il passato, parziale monocromia per il presente, campi lunghissimi che favoriscono l’incedere orizzontale del protagonista, scene mute alternate a dialoghi filosofici (almeno basandosi sul trailer).
Come accennato una sequenza su due omaggia altre opere, ma sempre in modo funzionale : echi kitaniani ed espliciti calchi (il più evidente: la scena del corridoio presa da Old Boy), traversate desertiche dal sapore kazako e rudi rapporti umani non dissimili da un certo Rainy Dog (anche se qui tutto é secco). Cio che invece sorprende é la distanza col cinema indiano a cui appartiene e di cui diventerà un fiero rappresentante con il suo ultimo film.
Se vi capita in un’edizione decente, fatemi un fischio, e se no vi consiglio di cercare in lidi turchi, dove il cinema indiano é molto apprezzato e dove dispongono anche di questa curiosità (trattata in vero non proprio all’altezza)!
In ogni caso, qui di seguito, il bel trailer: