[FESTIVAL] Sadique Master 2026

Ho tentato l’esperienza di quello che probabilmente è il festival francese più estremo: l’atmosfera generale cosi come gli ospiti ed il pubblico non hanno tradito le aspettative, ma la qualità delle pellicole proposte mi ha lasciato un’impressione decisamente più tiepida.

Si partiva forte con Baskin, che il destino sembra proprio non voler farmi vedere: anche questa volta un contrattempo mi ha impedito di presenziare alla proiezione inaugurale della rassegna. E, per non farmi mancare nulla, un pizzico di pigrizia mi ha fatto preferire il tepore domestico ai corti presentati nella stessa serata.

Per fortuna, mi sono rifatto il giorno seguente con una nottata filmica degna di questo nome: tre lungometraggi e una marea di corti & trailer!

Il primo film della maratona — e anche quello che ho preferito — appartiene a una famigerata saga, di cui rappresenta l’ultimo capitolo: American Guinea Pig: Slaughter of the Swine. Si tratta essenzialmente della cronaca di un rito satanico, dalla presentazione del guru ai suoi discepoli agli orrori che li attenderanno: una “sarta”, un “contadino” ed un “architetto” metteranno in scena le loro “opere”, con quest’ultimo che raggiungerà alte vette di delirio, trasformando una donna in un angelo. Il tutto culmina con le offrande riservate ad un misterioso “sacerdote”, che darà il via ad un’orgia indemoniata, sequenza che ha scandalizzato parte del pubblico (non certo me).

Pur privo di una vera trama, il film vanta una pregevole fotografia, ottimi effetti speciali e una regia capace di trovate estetiche e concettuali notevoli. Un suono martellante aggiunge un ulteriore strato sensoriale a questa proposta volutamente scandalosa, che, a mio avviso, avrebbe guadagnato ancora di più se inserita in un contesto capace di valorizzarne la verosimiglianza, soprattutto considerando quanto le depravazioni dei potenti siano tornate tristemente d’attualità negli ultimi tempi.

A seguire è arrivato VHS Underground, con Laurence R. Harvey che, in una camera mortuaria, trova una chiavetta USB nascosta in un cadavere e decide di visionarne il contenuto. Ovviamente si tratta di una compilation di scene (molto) violente, tra cui una sequenza reale di S/M che avrei evitato volentieri. Che dire: la noia ha dominato e il susseguirsi di frammenti gore privi di senso mi ha irritato parecchio. L’unico aspetto positivo è stato il cast: a eccezione del regista, erano tutti presenti per l’intera nottata e si sono rivelati incredibilmente gentili e disponibili.

Infine è arrivato Mar Negro, visto per metà e sognato per l’altra, con una creatura marina che zombifica gli abitanti di un villaggio. Il programma lo descriveva come un incrocio tra Braindead e Premutos: diciamo che è meglio recuperare direttamente quei due, ma almeno ha chiuso la nottata con un tono più burlesco dopo l’ondata di violenza dei film precedenti.

A questo si sono aggiunti due corti davvero notevoli, di cui purtroppo non ho annotato i titoli. Il primo era una parodia di Non aprite quella porta, realizzata con grande verve con un qualcosa di Monster Man. Il secondo rivisitava i classici Rape & Revenge con uno stile straniante: dalla violenza sessuale volutamente macchiettistica all’allenamento con un personaggio direttamente uscito dall’universo di New Kids Turbo, fino a una vendetta finale indescrivibile e da applausi, che se fosse stato un lungometraggio sarebbe stato senza dubbio il miglior film del festival!

Parentesi speciale per una dominatrix francese, che ha presentato entusiasta il trailer di un film omaggio alle opere di Lucifer Valentine: 1 minuto e 30 da voltastomaco, in questo caso se avessero proiettato il film intero, sarei scappato rapidamente dalla sala!

Il giorno seguente era dedicato esclusivamente a Masking Threshold, il titolo su cui riponevo le maggiori aspettative del weekend. Il risultato è stato gradevole, ma nulla di più. Il film segue la progressiva discesa nella follia di un uomo che si isola in casa per condurre una serie di esperimenti “scientifici”: la sua auto-reclusione, unita a una paranoia sociale sempre più marcata, lo allontanano dalla realtà fino a spingerlo a compiere atti criminali. Si tratta di un’opera semi-sperimentale, interessante nelle intenzioni ma alla lunga un po’ faticosa da seguire, nonostante il climax finale sia orchestrato in modo magistrale. Una visione la merita senz’altro, ma paradossalmente è già il film che ricordo di meno :grinning_face_with_smiling_eyes:

Magari anche l’anno prossimo ci farò un salto!

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miiiiii ti sei perso proprio l’asso pigliatutto, baskin in sala deve essere una botta da cui non ti riprendi a breve, è un film che richiede un paio di mutande di ricambio da mettersi in bagno a fine proiezione e purtroppo tutto l’evrenol successivo non ha mai più pareggiato in termini di intensità e virulenza

buono ad apprendersi che sia stata finalmente ripristinata la saga di american guinea pig, stroncata dal covid mentre stava per pre-produrre altri tre capitoli, uno dei quali avrebbe dovuto essere firmato dall’eluti del micidialissimo visceral, devo dire che il precedente ep di biro era bruttino per non dire il peggiore dei 5 e sapere che a riprendere le redini del progetto è lui non mi entusiasma, ma mai porre freni ad alcunché

tanta acquolina per il ritorno di harvey, cuore di panna nella vita ma sempre temibile sullo schermo, e annesso nuovo capitolo di un franchise che mi fece partire prevenutissimo ma che mi ha via via regalato soddisfazioni sempre maggiori

mar negro lo ricordo brutto andante e non mi stupisce che tu sia finito nella risacca del sopore e lucifer valentine e chi per lui con le sue bordate di vomito e polpi morti può sbattermi 3/4 di faccia in culo, senza contare che è anche tristemente noto per ripetute accuse di abusi e grooming nei confronti delle attrici che recluta

masking threshold lo ricordo essenzialmente un pastone non proprio riuscitissimo di in the earth, clean shaven e sounds like, che dava purtroppo il meglio e il massimo nei soli 10’ circa finali

festival davvero interessante, ho dato una spulciata alle programmazioni delle edizioni precedenti, annoverano non pochi titoli mai sentiti prima!

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