Mi pare che nessuno abbia menzionato Quella strana ragazza che abita in fondo al viale, con Jodie Foster. Il pedofilo interpretato da Martin Sheen non lo si dimentica facilmente…
Allertate la polizia postale: sto per rivedere dopo oltre 30 anni colpo di fulmine!!!
sono freschissimo di revisione e lasciando stare l’aspetto critico o anche solo il mi è piaciuto-non mi è piaciuto-e perché la mia posizione è assolutamente assoolutoria nei confronti di questo wanna be morte a venezia coca light. non mi ha fatto minimamente brutto, non mi ha contrariato neanche al minimo dispensabile e come non lo trovai in alcun modo conturbante allora continuo a non trovarlo così disdicevole oggi e non sono neanche così certo che con tutti i titoli che hanno ormai abbracciato e squadernato lo specifico in largo e in lungo oggi una nuvoletta come questa che ha lo stesso peso specifico dei kellogg’s non verrebbe più girata (al più solleverebbe i medesimi scudi che troviamo alzati in questo topic, ma dubito scatenerebbe reazioni forcaiole, interpellanze parlamentari o scandali sociomediaticii su vasta scala), ma anche se alla fine è una sorta di favoletta dell’adulto mai cresciuto che diventa paradossalmente maturo grazie al confronto affettivo con una bambina che ha già tratti caratteriali fortemente adulti e che pur nella sua freschezza e lunaticità puberale è più lucida e meno autoindulgente (a me in un certo senso è pure parso un da grande ante litteram per i toni e il modo bamboleggiante in cui è tratteggiato calà, che alla fine incarna l’uomo anagraficamente adulto ancora immerso in una dimensione psichica preadolescenziale) vanno prospetticamente ridisposte un paio di cose, anche in seno alla linea difensiva di zardoz:
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anzitutto è da ricordare che il chiamiamolo rapporto calà-gravina ha uno sviluppo narrativo che scatta davvero solo nell’ultimo terzo del film attorno al 50° minuto e praticamente a gamba quasi tesa in poche abbozzatissime mosse, senza un processo davvero escalativo e sfumato/articolato, il che sfiata subito qualsiasi possibilità di processo empatico positivo come negativo perché ha la stessa piattezza del fumettone o profondità/consistenza del più blando fotoromanzo
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prima che la gravina palesi interesse tutt’altro che dissimulato e si dichiari apertamente, calà riceve a sorpresa una chiamata dalla ex che gli domanda se ha trovato un’altra donna e lui pur tenendosi vago (“eh, adesso dai, donna…”) per non farsi sentire dalla madre e perché conscio dell’anormalità della cosa, sembra far chiaramente intendere di esserne già mezzo invaghito o intrigato, ma la cosa apre anche a una doppia lettura, perché è altrettanto evidente che se ne serve per disperatissimo e infantile tentativo di far ingelosire una ex che non si è davvero messo via per i primi 50’ di film (a tal proposito risi è stato se mai più azzardato e coraggioso a inizio film nel rappresentare un tentativo di threesome quando questa parola non era neanche conosciiuta e la pratica di uso comune).
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per converso, quando la gravina dopo un altro po’ si dichiara senza mezzi termini lui ha esattamente la reazione auspicata da tuc, cerca cioè - in maniera anche aspra e contratta - di riportarla coi piedi per terra con tutti i ragionamenti del caso, e quando alla fine “cede” tutto si riduce a un casto bacetto sulla guancia sganciato dalla gravina - ce ne sarà solo un altro più avanti, sempre suo, mai il contrario - e al loro tenersi mano nella mano quando passeggiano (cosa che quasi subito dopo a calà non va più bene specie in pubblico: se ne vergogna, la trova inappropriata), ma in maniera talmente innocente da rendere invisibile ogni ipotesi di morbosità o sessualità e comunque l’ho visto più come un macguffin per innescare in entrambi un disincanto generazionale a doppio senso di circolazione: si veda tutto il finale, dove calà si scopre per netto scarto di aspettative di vita ed esperienze assolutamente inadeguato a lei e lei inadeguata a lui, fa apposta a irritarla e scontentarla e resosi conto della sperequazione la divarica volutamente da sé smettendo di andarla a prendere a scuola; ma anche prima, quando la gravina se ne esce con la domanda “secondo te la nostra storia è destinata a funzionare e durare”? la sua risposta è che non si può propriamente parlare di una storia. è evidente che il colpo di fulmine non è mai esattamente reciproco e che del rapporto tra loro a risi interessi il solo aspetto asimmetrico: per jerry è l’occasione di un rinnovamento di sé e riconferma di vitalità in un momento di sbandamento in cui tutta la sua vita (creativa, lavorativa, affettiva) è sullo zero assoluto, per vanessa è un’esperienza emotiva reale ma anche un banco di prova destinato a rivelare limiti e illusioni; calà usa il flirt per evitare egoisticamente il confronto col vuoto e col fallimento della propria vita, ma non è veramente innamorato, al più intenerito; l’attrazione di vanessa è viceversa sincera ma non cieca ed è lei che vede prima di lui l’implausibilità di una vera convergenza. nessuno dei due idealizza e sublima davvero quel che sta accadendo. quindi non capisco le reazioni allergiche a questo film precedentemente esternate.
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quando calà vuota il sacco con tognazzi, gli mette in chiaro che non c’è assolutamente tensione sessuale e che è un invaghimento effimero e giocoso; tognazzi va più k.o nell’apprendere che è partito tutto, primo casto bacetto incluso, dalla figlia e che se lei non si fosse così apertamente dichiarata lui non si sarebbe mai sognato di assecondarla, cosa che sfarina anche tutta la sua rabbia verso calà (in tal senso sarebbe stato interessante e coraggioso da parte di risi sviluppare un serio confronto tognazzi-gravina in merito, ma il film è quello che è)
in finale, se devo dirla tra il serio e il faceto, a me ha stranito e scandalizzato molto di più vedere franca scagnetti che dorme ancora col padre (!!!) su un materasso ad acqua e se proprio si vuole parlare di cose che fanno stacco, il reale pizzicotto nel culo che tognazzi assesta alla gravina quando le dà la buonanotte (calà non farà mai neanche la metà della metà di una cosa simile). certo senza malizia sessuale (è il padre e ho visto padri e figlie baciarsi sulle labbre con la stessa assenza di tensione erotica), ma fuori dalla finzione il pizzicotto è vero ed ecco quindi una scena che forse oggi in italia non verrebbe più rigirata e nemmeno presentata su uno script…
Schramm, scrivi da Dio ma come (quasi) sempre scrivi troppo. A scuola, l’insegnante avrebbe annotato sulla tua pagella “il ragazzo è intelligente, si applica, ma sovente è prolisso. Se raggiunge il dono della sintesi, potrà aspirare ad alti traguardi, a scuola e nella vita”. ![]()
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Ciò detto, non avendo io le tue notevoli capacità di scrittura ed analisi, mi limito a dire che sono d’accordissimo con te. Lunghezza esagerata a parte, un intervento il tuo che merita il plauso E applausi convinti.![]()
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Grazie di cuore.![]()
adesso ne ho vaghissimi ricordi ma Improvvisamente un uomo nella notte,1972 di winner ,con l immenso Brando,non contiene situazioni ben piu scabrose?
Buh non nei confronti dei bimbi, Quint è un sadico ma con la governante. Nel romanzo di James (di cui rappresenta un prequel) il rapporto fra i due bimbi, posseduti dagli spettri dei due antichi amanti, è effettivamente morboso assai.
non cè qualche scena in cui brando fa sesso sotto gli occhi di uno dei ragazzi o entrmbi..o scene cosi..
senza volerlo né cercarlo, gli ultimi 3 film visti in questi giorni (uno del 2014 e due del 2024) vivevano di questo tema con immagini e situazioni che non la mandavano troppo a dire. per la sua indagine sul cine-pedocentrismo, riconsiglio dunque ad @A_N di fare un balzo in avanti e spostarsi dal 98 a oggi. la lista è sovrabbondante, lunghissima.
Nel 1986 Joe Spinell concepisce il soggetto di un film che potrebbe essere il seguito ideale di Maniac. Coinvolge nel progetto Buddy Giovinazzo (Combat shock) e realizzano un promo di una decina di minuti scarsi per cercare produttori che finanziassero il lungometraggio.
Il titolo è Maniac 2: Mr. Robbie.
Purtroppo pochi anni dopo Spinell muore d’infarto e non se ne fa più niente.
La trama parlava del presentatore di uno show televisivo per bambini che diventa un sanguinoso vendicatore assassino dando la caccia ai pedofili.
Il corto promozionale è visionabile tra gli extra del DVD Troma di The last horror film.
EDIT: visto ora, in realtà la mia segnalazione è errata. Nel promo si parla di abusi sui minori in generale, in particolare di violenza dei genitori sui bambini. La trama di imdb mi ha forviato. È stato comunque interessante scoprire questa piccola storia di cinema, se volete approfondire il corto sta su YouTube