E il Tamburo di latta di Schlördoff? Non l’ho mai visto, ma sapevo che anche lì c’erano delle scene discutibili al riguardo.
La Pelle, della Cavani. La scena con i soldati marocchini in coda per farsi dei baby-prostituti, con una madre pentita che trascina via il figlioletto, è da torcere le budella.
La Caduta degli dei, di Visconti. C’è uno stupro pedofilo, compiuto dal laidissimo personaggio di Berger se non ricordo male.
In Novecento una contadina bambina mette la mano dentro la patta dei pantaloni del vecchio padrone per esser “munto”.
Sempre nello stesso film, i due bambini nella sala dei bachi da seta che giocano con le proprie fimosi.
Poi lo stupro (e uccisione) del bambino per opera del fascista Attila.
Non ricordavo lo stupro del bambino, l’uccisione (dopo averlo sorpreso che spiava lui e la Betti) sì…
Non viene mostrato, ma si intuisce fin troppo bene. Invece l’uccisione viene mostrata, FIN TROPPO…![]()
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Mi sono sempre chiesto come Burt Lancaster possa aver accettato di girare quella scena, che definire sgradevole è dir poco…
In quel periodo l’ormai sessantenne (invecchiato ma ancora aitante..![]()
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) Lancaster volle cimentarsi con ruoli per lui insoliti, dimostrando invidiabile coraggio oltre che indubbio talento. Vedi anche, giusto un paio d’anni prima, l’amareggiato professore di “Gruppo di famiglia..” del Maestro Visconti. Attualmente su piazza a livello mondiale, non riesco a immaginare un attore dal curriculum professionale analogo al suo, che accetti di mettersi in gioco con ruoli “rischiosi” simili. Evidentemente, oltre ad essere “altri tempi”, circolavano pure “altri attori”…![]()
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No, non l’ho intuito. Da cosa lo hai dedotto? Io ricordo che lo sorprendono, Sutherland si fa beffe di lui e poi inizia quell’assurdo gioco che che culmina nell’uccisione del bimbo, con la Betti che all’inizio ride ma nel realizzare cosa sta succedendo davvero urla di raccapriccio.
Io ricordo il bambino in piedi, in lacrime. Per il motivo che ho detto, che in quella atmosfera “marcia laida & perversa” era appunto intuibile. Poi tenta di fuggire, ma viene fermato dal biechissimo ripugnante Attila. Il resto, si sa…![]()
Non l’ho mai visto ma c’è materiale anche in M -il mostro di Düsseldorf ?
Così a margine, segnalo che nel film il vedovo, il tecnico tedesco Fritzmayer non può rientrare in Germania perché ha in corso un processo poiché “ha aggredito una bimba di 12 anni”
Avevo pensato al film di Lang ma non so, si parla più di assassinio che di pedofilia… però è implicito che sia sadicamente attratto dalle bimbe, diciamo che nel film non ci sono elementi morbosi che mettano a disagio il pubblico. Per intenderci, girarlo oggi non presenterebbe grossi problemi; invece, riproporre scene come quella citata da altri in Novecento, o l’atroce scena con la neonata in Girolimoni, nessuno oserebbe.
probabilmente Lancaster ha avuto l intelligenza di capire il ruolo che gli era stato assegnato e "il senso"del film di Bertolucci ,in cui si mostrava senza filtri i comportamenti di certi padroni ,convinti che le persone che lavoravano per loro fossero quasi come cose loro,di cui si poteva aproffittare in ogni modo,anche dal lato sessuale,poi dopo quella scena mi pare che lancaster si suicidi impiccandosi nella stalla.film straordinario comunque
in italia, forse - che registra gli ultimi singulti a riguardo con pianese nunzio. il cinema a cavallo tra il 1998 e il 2025 ha ampiamente sdoganato il tema (motivo per cui ho consigliato e continuo a raccomandare ad andrea di spostare ulteriormente l’orizzonte), chi implicitamente chi (molto) meno, tanto che se ne potrebbe, volendo, elaborare un libro-excursus. ma attenendoci al margine cronologico de quo solo per il 1992 ricordo ben 2 scene di infanticidio/stupro con feticidio di una donna incinta al nono mese (che si può intendere come sorta di pedofilia nell’uovo) nel bastardissimo il cameraman & l’assassino - la seconda raggelantissima anche dopo dozzine di rewatches (è da qui che cade anche il tabù dell’inviolabilità della puerpera e del neonato - per quanto non meno raggelante del prodromo nel damiani ante-girolimoni). e anche se non è rappresentato l’atto, sempre nel film belga ci sarebbe la battuta oggi impronunciabile sulla bambina (indicata dall’auto mentre passa) che “tra qualche anno farà i pompini come sua madre e non ha ancora visto il colore di un glande”… e ci sarebbe anche, a chiudere il secolo col botto, quella incestuosa in zona di guerra
Non lo vedo da tanto, eppure è un film che mi piaceva molto e che ho visto più volte, non ricordo scene scabrose in tal senso… Ma potrei sbagliarmi.
Non è stato citato Taboo di Sjoman, tra le parafilie presentate nel film c’è anche il caso di un esibizionista che si masturba davanti a dei bambini.
Esiste poi un film televisivo americano totalmente incentrato sul tema che però è praticamente irreperibile, sarei curioso di vederlo, si chiama Hush little baby don’t you cry.
la Discesa di acla fioristella ,sebbene ho vaghissimi ricordi,potrebbe rientrare
Il tamburo di latta l’ho visto tanti anni fa anch’io, in un cinema a Bologna. Ricordo bene che una scena che risponde al tema del topic (mi pare una donna nuda di fronte a un bambino) era presente, infatti mi domandai come un momento tanto ardito potesse essere passato in censura con un divieto ai 14.
Intanto mi sono venute in mente due scene analoghe (adulti nudi con bambini e viceversa): quella con la Melato e la bambina in Il buon soldato di Brusati, e il dettaglio dei bambini haitiani nudi, visti di spalle, insieme a donne adulte nude, che circondano un uomo - se non erro Gabriele Tinti - all’inizio del flashback onirico di Al tropico del cancro di Lomi e Mulargia.
credo che ogni scena alla voce adulti nudi con bambini e viceversa, vada contestualizzata perché chi più chi meno tutti da bambini siamo stati visti nudi da genitori e parenti stretti senza che si sollevassero ole di scandali, così come viceversa almeno una volta abbiamo visto i nostri genitori nudi.
in tal senso e proposito, annovero il documentario para-sexedu oswalt kolle: dein kind, das unnbekante wesen (la famiglia kolle: il tuo bambino, questo sconosciuto) con la famiglia kolle interamente svestita, figli di 15 e 4 anni compresi, che discetta bel bella di complessi edipici, masturbazione and the likes con loro attorrno, che riprende anche un dettagliato parto alla helga con tanto di episiotomia. la versione originaria della premiere di 93’ è oggi irreperibile. la tv nel 1992 ne rilasciò una ridotta ai minimi termini da 58.
del 1969 è invece freiheit fur die liebe docudrama che esplora il rapporto tra sessualità (specie minorile) e legge. assurdamente, l’organo di censura teutonico pensò di censurarlo decolorandolo senza rimuoverne un frame
siamo comunque sempre a molti metri di distanza dalla richiesta di andrea, che non credo conosca numerosi corrispettivi espliciti oltre i pochi già elencati.
beh ho rivisto il film di Mulargia recentemente nel buon dvd raro video,ma non mi pare di aver ravvisato intenti malsani,li girano nudi quasi tutti
tornando di volata su il cameraman & l’assassino, due curiosità a latere che rientrano nel tema:
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l manifesto originario del film, ritraente ben che spara dentro una culla, ha subito diverse traversie censorie. in francia, il ciuccio che emerge dall’onda di sangue è stato rimpiazzato da una dentiera.
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- duplice injoke di metacronaca: la preparazione del cocktail piccolo gregory oltre a essere un terribile riferimento sarcastico alla morte di gregory lemarchal, fa celato riferimento al ritrovamento di un cadavere di un bambino suo omonimo, trovato a pezzi (e precedentemente stuprato) in un sacco della spazzatura che galleggiava in un fiume.
Questo posso confermarlo, e vale anche per Il buon soldato, dove la scena, tutt’altro che pruriginosa, vede la donna e la bambina che giocano tra di loro in casa. Se vogliamo, anche la scena di Storia di Piera non ha di per sé nessun elemento erotico vero e proprio, fatta eccezione per il nudo. Semplicemente, mi attenevo ai punti 5 e 6 del post iniziale.
Un caso invece esplicitamente morboso, in un film non italiano, è quello della scena nei primi minuti di Una candela per il diavolo di Eugenio Martin, dove una delle due protagoniste guarda di nascosto, con visibile trasporto, un gruppo di ragazzini che fanno il bagno nudi al lago, il tutto con dovizia di primi piani.
Al contrario, un esempio senza scene di nudo in cui il tema è trattato in maniera esplicita, pure con accenni zoofili, è l’episodio “Pornodiva” de I nuovi mostri.