Lo splatter/gore italico delle origini (fino alla fine dei '70)

Ogni tanto mi partono delle questioni esistenziali che hanno lo spessore di un film barzellettaro. Nello specifico, come ho anticipato nel topic de Il plenilunio delle vergini, mi sono interrogato sulla violenza grafica nei film italiani. Lo spunto deriva dal fatto che negli USA l’invenzione del cinema splatter è unanimamente attribuita a H.G. Lewis mentre a casa nostra mi resta difficile trovare un prototipo come Blood Feast.

Sicuramente i mondo-movie hanno aperto la strada agli estremi visivi ma se parliamo di pura narrazione e non di documentario, da dove si parte?
Salvo errori io credo che la prima vera scena non censurata di violenza splatter/gore sia stata quella del taglio dell’orecchio in Django e siamo quindi nel 1966. Tutto sommato però è una scena isolata e se dobbiamo trovare qualcosa di più caratterizzato da scene forti, dobbiamo andare a Se sei vivo spara - Oro Hondo del 1967. Ricordo che quando lo vidi sulle TV private restai scioccato soprattutto di fronte all’estrazione delle pallottole con le mani.

Per un po’ di scene forti nel thriller forse dobbiamo aspettare Bava con il protoslasher Reazione A Catena - Ecologia Del Delitto (1971) che però già l’aveva colpita piano con la scena del volto bruciato sulla stufa di Sei donne per l’assassino del lontano 1964.

Per arrivare però al vero e proprio horror splatter/gore in cui è l’emoglobina a fare da padrona di casa dovremo aspettare alla fine dei '70 il maestro Lucio Fulci con Zombi 2.

Ci può stare questa ricostruzione?

3 Mi Piace

non è facile rispondere,nel gia’ citato Plenilunio, di sangue (parecchio)finto ne scorre molto ,pero’ non lo so se si attanaglia al concetto di splatter,a parte come t dicevo la scena della tranciata di mano della Rosalba…a doppia faccia di Freda ,del 69 mi pare avesse dei momenti definibili splatter

2 Mi Piace

Una delle primissime scene splatter proviene anche da 5 tombe per un medium (1965) dove uno dei personaggi viene infilzato (che a seconda della versione il personaggio viene impiccato).

Anche “Non si deve profanare il sonno dei morti” (1974) co-produzione con la Spagna ha i suoi momenti splatter.

3 Mi Piace

dal 1973…

Questo mi ha sorpreso con le scene di splatter molto spinte per l’epoca. Possibilmente ispirato dagli film Giapponesi (Lone Wolf & Cub) - ma solo una teoria.

1 Mi Piace

Be’, in realtà anche un paio di gotici nostrani osavano parecchio, per gli anni 60. La maschera inchiodata al volto della strega nel classico di Bava era tosta; di più ha fatto Mario Caiano in Amanti d’oltretomba, che il prologo con le sevizie inflitte alla Steele e al suo amante sono di rara efferatezza.

Non ho visto il film di Caiano ma in quello di Bava non c’è lo splatter che intendo io, anzi non c’è proprio lo splatter visto che mi sembra che non ci sia neanche una goccia di sangue.
Io mi riferisco non genericamente ad una scena “dura” ma ad una scena che mette in evidenza sangue e carne con estremo realismo.

2 Mi Piace

“Non c’è neanche una goccia di sangue”… riguardati il prologo, per cortesia (rivisto su grande schermo, lo schizzo di sangue che parte appena il martellone cala sulla maschera è gagliardo). E pensa all’effetto che avrà avuto sul pubblico del 1960 (neanche la Hammer, che pure era famosa per le sue truculenze, osava tanto). Recupera anche Caiano, l’incipit per l’epoca era assai feroce e sadico.
Comunque, come sottolineato all’inizio per il primo e autentico blood & gore nostrano bisognerà attendere l’inizio anni 70 con Reazione a catena. Guarda caso, sempre di Bava che è stato un pioniere a 360 gradi in ambito fantastico e horror. Ma valutiamo che da noi la censura picchiava durissimo negli anni 60: se pensiamo alle sforbiciate inflitte al dottor Hichcock di Freda per i risvolti necrofili della storia… un Blood Feast nel 1963 sarebbe stato improponibile, alla fine Reazione a catena è passato perché al giallo venivano concesse maggiori libertà espressive.

4 Mi Piace

Quasi sicuramente qualsiasi sia l’origine dello splatter made in italy, c’era lo zampino di Carlo Rambaldi. Che sia Reazione a catena, La polizia chiede aiuto, Flesh for Frankenstein o La notte dei diavoli…

6 Mi Piace

Verissimo, gli effetti meccanici di tante situazioni gore del giallo e dell’horror italiano di quegli anni sono suoi. Bava, Argento, Fulci… non ricordavo c’entrasse anche con il poliziesco di Dallamano, in effetti il gore lì era efficace assai.

1 Mi Piace

Nel campo del thriller italiano, quello che conosco un po’ meglio, la prime scene che definirei gore e splatter (non parlo di violenza in senso generale, né scrivo contestualizzando i film alle sensibilità dell’epoca) sono quelle incluse in Nelle pieghe della carne di Bergonzelli, del 1970. Altri film con scene apertamente splatter antecedenti a Ecologia del delitto sono, in ordine cronologico, Una lucertola con la pelle di donna, Un omicidio perfetto a termine di legge (per il veloce dettaglio della fuoriuscita di interiora nell’omicidio al porto) e L’iguana dalla lingua di fuoco.
A seguire direi che si è osato sempre di più fino al 1980-81, poi la situazione si è stabilizzata, con in mezzo casi difficilmente collocabili come l’intervento a cuore aperto dal vero di I due volti della paura.

Fuori dal thriller, oltre ai più scontati Salò (ma anche Il fiore delle mille e una notte mostrava mutilazioni abbastanza esplicite) e Faccia di spia, cito il delirante finale di Messalina Messalina, oltre a una delle scene più truci del cinema italiano del decennio, quella inclusa in Un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti.

4 Mi Piace

Va be’, anche nell’argentiano Il gatto a 9 code il primo omicidio e il finale sono decisamente splatter (e avendolo rivisto su grande schermo qualche anno fa, vi assicuro che finché lo si visiona alla tele non ci si rende conto di quanto sangue si veda in quelle due scene). Siamo sempre nel 1971, quando uscirono Reazione a catena e altri italian giallo qui menzionati. Si potrebbe dire che quell’anno ha fatto decisamente da spartiacque… fino ad allora, dove si era osato di più era il western (e lo avevamo già detto).
Negli anni 70, contributi ne sono arrivati anche dal filone erotico-torbido: dai sexy-conventuali come Flavia, monaca musulmana ai wip e i nazi-erotici, si osava perfino più di quanto avvenisse con l’horror e il giallo (probabilmente perché tanto erano film “per adulti” e quindi sapevi già che erano sconsigliati alle anime candide).

2 Mi Piace

Ho colto il tuo invito e sono andato a vederlo. Confesso che il fiotto mi era scappato perchè in bianco e nero e non su grande schermo. Effettivamente al cinema nel 1960 credo sia stato uno shock. Non è quello per cui ho aperto il topic ma mi sembra un ottimo esempio di proto-splatter. Ti risulta che in precedenza non ci sia stato nulla di simile nel nostro cinema?

1 Mi Piace

Non credo, valuta che il primo horror ufficiale del nostro cinema è stato I Vampiri di Freda che era più castigato, da quel punto di vista. Però potrei sbagliarmi, credo che il forumista più qualificato per una ricerca storica in tal senso sia A.N. Rimango d’accordo con te nel considerare che i primi veri gore nostrani sono stati alcuni western, ovviamente all’epoca scene come l’orecchio in Django furono sforbiciate per l’edizione italiana ma si osava comunque (mi pare che la scena con i cavalli che passano sulle mani di Nero, fracassandogliele, comunque ci fosse. Più violenza che vero e proprio splatter ma fortina).

Ricordo che mio padre, che ovviamente lo aveva visto al cinema, mi disse che la scena dell’orecchio c’era. Adesso vattela a pesca se era integrale o meno. Sicuramente c’era quella dei cavalli come la conosciamo.
Effettivamente è molto valida la considerazione che la censura era più tenera con i western. Sempre in ambito western come non ricordare I Quattro dell’Apocalisse di Fulci? E’ vero che siamo ormai nel 1975 un anno dopo, per esempio, di Flavia la Monaca Musulmana ma ricordo l’effetto shock di un film western vietato ai minori di 18 anni.

2 Mi Piace

La scena dell’orecchio di Django nella copia approvata in prima istanza con divieto ai 18 era presente. Se ne può leggere infatti sul verbale di censura datato 2 aprile 1966 (anche se nella trascrizione di Italia taglia il passaggio inerente alla scena in questione manca). Riporto il passaggio: “recisione di un orecchio, che viene, poi, introdotto nella bocca del prigioniero, prima di essere ucciso”.
Non so se in successive copie cinematografiche possa essere stato eliminato. Sicuramente, figura nella lista tagli dell’edizione senza divieti datata 1997.

Passando invece a scene semi-splatter o semi-gore nei film anni Sessanta, cito anche “teschio umano” di La vergine di Norimberga di Margheriti, che mostra un esperimento di scarnificazione abbastanza dettagliato.

4 Mi Piace

Bella citazione. Ho recuperato la scena ed effettivamente è forte anche se stemperata dal B/N e stavamo nel 1963. Forse la più “esplicita” del proto-gore che ho visto finora. Fosse stata a colori poteva scalzare dal podio Django.

2 Mi Piace