Lo Straniero - L'étranger (François Ozon, 2025)

Dal romanzo di Albert Camus, un’altra ambiziosietta trasposizione cinematografica dopo quella di Visconti, Benjamin Voisin nel ruolo di Meursault.

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Sarà una cafonata immeritevole di redenzione. Traduzione filmica operata dall’occhio borghese per i borghesi… Talmente borghesi che non riescono più a concepire l’opacità, lo sporco, l’imperfezione: pure la cella sembra accettabile, guardando il trailer. Chi ha letto il libro non potrà non notare quanto le prime immagini di questo film tradiscano lo spirito del romanzo, tutto incentrato sulla solitudine degli esclusi, sullo sfacelo e sulla vanità delle cose. La lettura di quel capolavoro ti fa sentire in bocca la polvere della strada assolata sulla quale scorre il corteo funebre in onore della madre del protagonista; l’umidità si appiccica addosso, nelle scene ambientate vicino al mare; erompe una calma disumana dalle pagine che descrivono il processo intentato nei confronti de “Lo straniero”, nelle pagine finali. Questo trailer, invece, sembra un intermezzo pubblicitario commissionato da Dolce e Gabbana - peccato non ci siano i soliti faraglioni. Ennesima prova che la borghesia si è pappata veramente tutto, e continua a ingozzarsi in stile “Grande Abbuffata”, rimastica ciò che è stato già masticato, senza pudore e senza vergogna. Incredibile!

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6 messaggi sono stati spostati in un nuovo Argomento: Il Cinema: Impegno o intrattenimento?

Sicuramente Visconti era più intellettuale di quanto non lo sia Ozon che è risultato particolarmente irritante nel suo sciovinismo tipicamente francese avendo saputo, pare non lo sapesse, che Visconti ne aveva fatto una versione con Mastroianni e per questo ha sentito il ‘bisogno’ di farne uno tutto francese (in realtà la maggior parte degli attori del film di Visconti sono francesi). A parte l’assurdo bianco e nero che come giustamente scrive Carati sa più di uno spot di Dolce e Gabbana che non di un film tratto da Camus, ma aver scelto un attore giovane e bello, per quanto bravo devo ammettere, e che riprende spesso nudo anche frontalmente, dimostra di non aver capito molto delle pagine del romanzo in cui il protagonista praticamente non viene descritto e a cui non si dà un’età. Il punto è che il capolavoro di Camus non è un titolo facilmente filmabile nonostante la scrittura apparentemente semplice, ma solo apparentemente, e che alcuni passaggi messi su pellicola rischiano il ridicolo a partire dall’incontro col fantasma della madre e della lunga sequenza col prete. Per il resto checché ne dica non si discosta molto dal lavoro viscontiano. Anzi, alcune sequenze sono pressoché identiche.

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Che Ozon non sapesse dell’esistenza del film di Visconti, non ci credo. Se è così, il regista francese è stupido, o di ignoranza abissale e imperdonabile. Ciò detto, dal trailer e dalle foto, l’aria appunto da spot D&G è clamorosa, imbarazzante per un cinefilo. Di Ozon ho apprezzato alcuni dei primi film, poi l’ho perso di vista, in ogni senso. Certo, se è questa la strada che vuole intraprendere (il mero estetismo), mi sa che ho fatto bene a mollarlo…:roll_eyes::thinking::neutral_face:

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Guardando quel bianco e nero mi chiedevo ‘ma che peccato non essere a colori con tutte quelle bellezze da vedere’.

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Eh, ma Ozon vuole fare “il Grande Artista”, “l"Autore”, anzi “l’Auteur”. Col bianco e nero blandisce i cinefili più giovani, e si arruffiana quelli più stagionati. Insomma, parafrasando Polselli buonanima, Ozon è diventato una mignotta del cinema…:tongue::smiling_face_with_horns::thinking:

Ma come puoi fare un’affermazione così a capocchia se sono anni che non vedi nulla di suo. Almeno una volta avevi l’alcolismo come scusa, ma ora? Solo per imbrattare pixels? Non ho visto questo, e nemmeno tu, ma già se vai sul suo penultimo film:

non ti viene né da dargli dell’ “autore arrogante” né della “mignotta del cinema”.

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E lasciami divertire, su…:clown_face::tongue::poop:
P.S. Poi se vorrò recuperare qualcosa del francesino, che magari mi piacerà, ok. Altrimenti, ciccia. Continuo a preferire Fulci, su..:smiling_face_with_sunglasses::heart:

Sono anni che non vedo un suo film. Però inizialmente mi sembrava un autore decisamente più interessante.

Riguardo il film che i due giovani vanno a vedere al cinema, Le Schpountz di Marcel Pagnol, 1938, che risulta essere inedito in Italia, per chi pensa che Fernandel abbia cominciato con Don Camillo sappia che tra corto, medio e lungometraggi era già al 56esimo film ed era già stato diretto da Allegret, Renoir, Genina, Duvivier, Bonnard e il succitato Pagnol con cui era alla terza collaborazione anche se per anni il suo regista di riferimento fu il da noi sconosciuto Maurice Cammage morto giovane a soli 40 anni.

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