MARINA HEDMAN Introduzione allo studio esegetico e riesaminativo con finalità di conservazione e tutela... (Alessandro Palamà, 2026)

Un testo che trovo più di consultazione che di lettura. Approfondisce in maniera encomiabile, senza limitarsi a squallidi copia- incolla di precedenti lavori (che comunque l’Autore conosce a menadito), aspetti biografici della Nostra. Avallo inoltre la tesi dell’attribuzione della paternità registica di Marina e la sua bestia a Polselli e non a Sacco, il quale, a giudizio e avviso di chi scrive, avrebbe assemblato le scene di scarto per farne il n. 2. Nella maggior parte delle altre fonti la detta paternità è invertita.

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Ma cos’è, una barzelletta? O un colpo di sole? Ma state scherzando? Moonlight, mi auguro di aver letto male il tuo post o di non averlo capito. La paternità di Sacco del primo Marina e la sua bestia è stra-accertata. Leggete - solo una tra le tante - la dichiarazione di Grosso riportata in ‘Luce rossa’ dove racconta come è nato il film e dei suoi rapporti diretti con Sacco (“aveva girato lui [Sacco] il film con Marina e il cavallo” [che gli avevo proposto io]). Vogliamo riportare indietro tutti i risultati raggiunti dalla ricerca? E non contano proprio niente i ripetuti colloqui del mio co-autore con Polselli, che ha sviscerato ogni aspetto di queste questioni?

Io non ho ancora letto il libro di Palamà (o Palamari, o come si chiama questo tale) ma se è tutto così, con disinformazioni e fantasie a briglia sciolta, si qualifica già da solo (mi meraviglio di te, Moonlight, che sei persona equilibrata e competente. Dimmi, per favore, che ho capito male il tuo post).

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Attenzione perché io non ho assolutamente scritto nulla di simile:
il numero 1 è di Sacco. Il 2 di Polselli.

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Intervengo in questo argomento solo perché coinvolto in primissima persona.

Ti ringrazio per gli apprezzamenti, non ha senso cercare di arrampicarmi sugli specchi per rispondere a qualche rimprovero. Ho fatto del mio meglio. Una sola precisazione: non ti lamentare per l’impaginazione grafica eh! Io volevo inserire almeno 1/2 foto prima di ogni riferimento, ma non è stato possibile. Poi all’inizio Nocturno aveva previsto 10 foto e io l’ho portate a 100. Quelle porno sono una loro idea. La qualità è quella che è ma io le feci fare in formato digitale da un fotografo professionista. Molte foto sono mai viste, comprate dai paparazzi o di scena, alcuni affissi non li trovi manco su internet. Ah, a chi ha bisogno della foto, perchè non crede alle mie parole, consiglio vivamente la visione della prima fotografia hardcore (quella relativa a EMANUELLE IN AMERICA), ammetto che manco io me ne sono accorto fino alla decisione di pubblicarla, è semplicemente uno scoop involontario… (e che nessuno venga a dire che lo sapeva perchè anche la Santa Sede dei catecumeni di Joe D’Amato è saltata dalla sedia).
Mi dispiace non potermi più divertire qui con voi, davvero.
Io non sono cattivo. Però non mi meritavo quelle brutte parole. Vabbè, intanto per ora c’è la scusa del libro. Senza polemica, vai a dire a quel maleinformato che sosteneva che Marina se la ricordano al massimo in Svizzera, i nostri paesani emigrati, che invece - come sosteneva il sottoscritto - Marina se la ricordano molto più in là delle sue limitate visioni, non lo dico per vanto (ma un poco sì), il libro che le rende omaggio per quello che merita è stato accolto con entusiasmo (in alcuni casi davvero forse troppo esagerato) in Spagna, Francia (e forse ne vedrete delle belle) e per almeno un caso accertato negli States. E stavolta per motivi di privacy non posso mettere gli screenshot di Facebook e Messenger.

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Meno male. Infatti non potevo crederci. 'A moon, ma che stai a dì? :grin:

Palamà, sei di coccio. Ma ci sei o ci fai? Quando ancora stavi finendo il libro ti ho già detto e stradetto in privato (insieme ad altri suggerimenti che non hai seguito - liberissimo - e che forse non hai nemmeno letto) che i film della Hedman usciti all’epoca nelle sale estere sono pochi, e comunque senza alcun riscontro rilevante (a parte un paio di tarde e tiepide recensioni francesi). Hai fatto ricerche sulla stampa periodica, specializzata e non, francese e spagnola? Ovviamente no. Tu infatti stai parlando d’altro: della notorietà di Marina all’estero a partire dalla metà circa degli anni 90, soprattutto grazie alla progressiva diffusione di Internet. Comunque non interloquirò più con te perché sei una persona di animo cattivo, pronto a strumentalizzare e distorcere le opinioni altrui e ad attaccare qualcuno solo perché ti contraddice o mette in evidenza i tuoi numerosi svarioni.

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Scusate, senza spirito polemico ma alla ricerca di chiarimenti. A me è sempre stata impressa la battuta di Marina a Renato Polselli in occasione della scena da girare con il cavallo Principe. " A Rena’ che mme fai fa?"

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Si trattava del numero 2. Polselli ha raccontato nei dettagli la sequenza, con lo zucchero messo da Marina di sua iniziativa sul seno affinché il cavallo la leccasse, e con la protesi in cuoio del membro equino costruita appositamente (la sequenza è infatti interamente truccata).

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I film hard, invece di suscitare spumeggiante allegria, generano amare polemiche.

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Conobbi questi film grazie al dizionario del cinema italiano Stracult circa 27 anni fà

Del primo non si sapeva neppure la regia, il secondo venne attribuito erroneamente a Sacco.
Però 27 anni fà, il cartaceo, le videocassette ed i vecchi giornali erano le uniche fonti su cui documentarsi.
Certo poi ci sono anche gli addetti ai lavori, ma spesso le loro dichiarazioni sono “alterate” dal tempo che passa.
Un po’ come qualche muratore che dice “questo palazzo l’ho tirato su io”, per poi scoprire che ai tempi era un semplice manovale, e che al massimo faceva l’impasto o portava su i mattoni.
Ora con il web ci sono tante informazioni, ma spesso sono frutto di un copia e incolla, con eventuali errori al seguito.
In conclusione, ben vengano le discussioni, a patto che siamo costruttive. Io ho solo da imparare da entrambi, ho acquistato entrambi i libri, e avere la possibilità di interagire con gli autori è un grande valore aggiunto.

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Non sono gli hard a generare polemiche, ne parlo con tanti appassionati come me da sempre e davvero non mi era mai capitato un caso patologico come questo, certo il 100% degli appassionati (piani altissimi e bassifondi) mi aveva avvisato sul modo di essere di un certo tale. Ho voluto “rischiare”. Aveva ragione, come sempre, la massa. A generare polemiche è l’atteggiamento spocchioso di chi crede di rappresentare la “legge”, di chi ha la presunzione di sapere già tutto, di chi non agisce per amore di un genere o di un’attrice ma solo per amore di sè stesso, di chi non vede il film perchè se no non metteva in dubbio la presenza di Marina in STAR CRASH, di chi soffre a tal punto di gelosia da insultare chi porta avanti il lavoro di ricerca, forse perchè scopre qualcosa prima di lui e soprattutto perchè va ad aggiornare il suo gioiello. Il suo… il LORO, diciamo. Perchè Luce rossa non è solo merito suo, ma anche di un gran signore che risponde al nome di FRANCO GRATTAROLA, caro amico da oltre 25 anni, l’opposto di lui. E del lavoro di tanti appassionati come me, a parte le dichiarazioni da me raccolte e inserite, gli ricordo che tutto il capitolo su Marina nel suo splendido volume è al 90% proveniente dal mio archivio, come anche i “primitivi” articoli su Blue. Consigliategli di cambiare nome, “scaccia-adepti” è più appropriato, ne ha firmati di fogli di via da Gdr…

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Lungi da me ogni spirito polemico…ciò che deve rimanere una gioisa e giocosa riscoperra di una branca del cinema e del costume da cui volenti o nolenti non è possibile prescindere può rimanere al massimo una punta di nostalgia per una gioventù e un’innocenza perdute…
Comunque e in ogni caso Polselli non ebbe parole di elogio per Sacco, asserendo che lui i films più che altro li montava perchè di girare non era capace…anche se di tutto ciò non ci sono conferme; Polselli è passato al regno dei più e uno come Sacco (che negando se stesso si atteggia a novello Leo Longanesi) figurarsi se ammette una cosa del genere.

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Basta. Non rispondo agli insulti personali - qualcuno veramente miserabile - nei miei confronti.

Solo una cosa, la più ridicola di tutte: ma ti pare che io, alla mia età e con alle spalle un passato che con la massima onestà e severità reputo abbastanza dignitoso, possa provare gelosia per un libro sulla Frajese?

Quanto al fatto che gli articoli di Blue e i capitoli di Luce rossa sarebbero farina del tuo sacco, è davvero una cosa incredibile da leggersi e che fa sbellicare dalle risate, se non fosse da istituto psichiatrico.

Provo molta tristezza e amarezza per le tue parole. Se intendevi ferirmi ci sei riuscito. Comunque è vero, ognuno raccoglie quello che semina, e se il risultato è questo vuol dire che non ho seminato come avrei dovuto. Ti auguro di avere successo con il tuo libro e di avere una vita felice e fortunata.

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…queste polemiche mi fanno venire voglia di abbandonare il blog

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Sandro, tu hai chiesto onestà intellettuale nella critica e io mi sono limitato a metterla in pratica. Ho anche precisato che so benissimo che un lavoro grafico prescinde dall’autore perchè coinvolge la casa editrice e quindi so benissimo che è già tanto che abbiamo questo libro che ci permette di andare avanti nelle ricerche ed essere un ottimo strumento per chi vuole avere uno sguardo il più completo possibile sulla nostra meravigliosa Marina. Sul resto io credo che al di là delle divergenze, delle critiche, della filologia che poi interessa relativamente tu debba restare nel club perchè andarsene è un atteggiamento stupido che ha senso solo se uno non ha più interesse nella materia allora uno se ne va ma se la materia ti interessa è giusto restare controbattere, difendersi ma non andarsene… questo vale per tutti…

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Ho vissuto 25 anni fra le polemiche a causa di un matrimonio catastrofico: 51 - 25 = la metà della mia vita. Vi lascio immaginare la voglia che ho di litigare. Non abbandono la ricerca, ci mancherebbe. E neppure gli amici, infatti noi ci sentiamo bellissimamente in privato. Chiunque può farlo, in tanti lo avete fatto, ho cercato sempre di instaurare un rapporto di collaborazione.

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Off Topic dichiarato anche perchè della Lotar m’interessa poco e nulla
Dalla qualifica sotto il mio nick s’intuisce che ho attraversato diatribe come quelle in essere perciò consiglio: chiaritevi per PM o ignoratevi bellamente ma abbandonare il forum per divergenze private non ha alcun senso.
Fine Off Topic dichiarato

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Giusto per sdrammatizzare un po’..
La mia copia del libro risulta “consegnata con successo” in data 13 Agosto. Quindi il giorno successivo mi sono recato presso l’ufficio postale della mia zona, ai quali non risulta alcun pacco in giacenza, pur presentando loro il codice di tracciamento. Sono stato quindi rimbalzato presso un centro distribuzione postale a qualche km di distanza, e anche loro non sono stati in grado di dirmi DOVE sia finito il mio pacco! Maledette poste italiane!! :zipper_mouth_face:

@Squittolo sei arduino pacco

comunque visto che è stata lamentata la presenza di una del resto impossibile intervista, per la ristampa riveduta e ampliata futura suggerirei a @Lindo di implementare con una raccolta delle interviste disponibili rilasciate in passato, ammesso che ve ne siano e siano rintracciabili. detto da un altro per cui l’unico lothar che conta è schramm.

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@schramm Dopo qualche vicissitudine, alla fine sono riuscito a rintracciare il pacco e ho iniziato la lettura: solo poche pagine per ora, quindi per ora non esprimo giudizi sull’opera, attendo di finire il libro.

Buonasera a tutti, mi presento: sono un appassionato di cinema in generale e in particolare di cinema di genere (western spaghetti, commedia erotica, giallo all’ italiana, mondo movie ecc.) e quindi anche di cinema erotico e hard.
Seguo Andrea Napoli da quando inviò una lettera a Nocturno riguardo un film ambientato a Bomarzio con Donald Sutherland di cui mi sfugge il titolo, da allora lo seguo e stimo. Ho acquistato e letto il libro Luci Rosse, che considero la bibbia del genere e mi sono procurato anche Cinema ‘50 di Arturo Lanocita e curato dal nostro.
Di Alessandro Palama’ ho acquistato e sto leggendo il suo libro, che mi pare ben fatto e che è una pietra militare riguardo la vita e l’ opera di Marina Frajese.
Si tratta di due personaggi fondamentali riguardo lo studio e la ricerca sul cinema di genere, per questo mi rivolgo direttamente a loro invitandoli a mettere da parte i rancori e, come dire, a perdonarsi reciprocamente e a tendersi una mano per il bene del cinema di genere e anche per tutti gli appassionati dello stesso.
Sono sicuro che la stragrande maggioranza degli iscritti al forum la pensa come me.

In attesa di un riscontro saluto tutta la community e in particolare i diretti interessati.
Steve G.

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