Matanza, Il Volto Della Morte (Sun'ya Satô, 1968)

Wow libidine ho appena beccato questo filmazzo in italiano !
incredibilee…:):gianmaria

http://www.davinotti.com/index.php?f=8036


Curiosi i sottotitoli, chissà da dove proviene il master? Sicuramente da quelche posto mediorientale.

TROPPO strana sta vhs in italiano con sub sia asiatici che inglesi di un film asiatico!!:smiley:

E’ ebraico.

Ho recuperato il dvd della Toei, nei prossimi giorni vedrò se riesco a fare un mux utilizzando l’audio italiano
della mia vecchia registrazione.

il mux esiste da parecchio. Io ce l’ho in lista da oltre un anno

Ma dvd completo di menù ed extra?

devo controllare, ma a memoria ha solo un menu per far partire il film
pero’ se gli extra sono in giapponese…:confused:

Intendevo dire che produrrò un mux lasciando intatto il dvd originale, semplicemente insertando la lingua italiana.
Di solito, a parte qualche mux di Maldorath, credo, i mux che girano sono “biechi” divx, mkv ecc…

Azzo, la versione italiana presenta tagli notevoli! sto faticando non poco a sistemare la traccia audio.


Non per fare lo sborone ma “a parte Maldorath…” circolano anche molti miei mux, che non ho mai firmato, che ho sempre fatto con cura maniacale, ripulendo alla perfezione l’audio evitando il fastidioso effetto denoiser il più possibile e sincronizzando al massimo del labbiale.
Da quest’anno comincerò a marchiarli partendo dal numero 80…

No, no, lo so, intendevo dire in formato dvd originale e integrale, dove si ha il mux della traccia audio lasciando intatta la struttura del dvd originale.

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Appena visto questo Matanza, credo nel mux realizzato dal buon @Caltiki (grazie!!!).

Spendo due parole sul film, visto che ancora nessuno l’ha fatto.

Innanzitutto bella sorpresa, perché non sapevo dell’esistenza di altri western giapponesi prima di Sukiyaki western Django.
Non si tratta di un film fracassone alla Il mio nome è Shanghai Joe ma di un film drammatico, ben scritto ed un po’ crepuscolare, in cui il focus viene messo (giustamente) sulla differenza culturale tra la tradizione nipponica e quella dei classici personaggi dell’epopea del grande west.
Ken vive ed agisce mettendo sempre in pratica i valori tipici del samurai, in primis l’onore e la fedeltà, e si ritrova a barcamenarsi in un mondo pieno di avanzi di galera che non danno alcun valore alla parola data e che sarebbero pronti a vendersi persino la propria madre in cambio di un benché minimo vantaggio personale. Il monto intorno a lui non capisce il suo modo di agire e lo considera ingenuo (se non peggio), ma la sua coerenza e la sua determinazione gli consentiranno di dimostrare il proprio valore.

Incredibile come la tematica centrale dell’omicidio dei genitori (Ken vuole vendicare i genitori che ha visto uccidere da bambino, e nel perseguire gli assassini si troverà costretto ad uccidere uno di essi davanti agli occhi del di lui figlio, innescando la stessa dinamica di odio che egli stesso ha subito per anni) ritorni paro paro anche nell’altro film che ho visto oggi, a prima vista distante anni luce, cioè Killer Tattoo.