Non odiare (Mauro Mancini, 2020)

https://www.imdb.com/it/title/tt8571674/?reasonForLanguagePrompt=browser_header_mismatch

altra pellicola che esplora il revanscismo nazionalsocialista urbano allo stato del cinema da camer(ett)a che confonde intimismo e implosione, facendo collidere il figlio di un sopravvissuto all’olocausto coi figli di un capoccia del sottobosco neofascista a cui (tranquilli, no spoiler, è l’incipit) ha rifiutato il soccorso stradale causandone la morte. un gioco di leve continuo tra ferite tettoniche di persone diversamente umiliate e offese dalla vita e dalle rispettive genealogie, che a volte trova inatteso amalgama proprio per asset contrappositivo. il cast lo porta bene in trionfo, gassman facendo la cartolina di favino, la serraiocco dando vita a una particolareggiata mappa geografica di dolore inespresso e inesprimibile, riconfermandosi puledra di super razza e meritato ennesimo nastro d’argento. è tuttavia nel suo insieme che il film, pur assaporabile senza troppi scancari, si tiene un po’ troppo contratto e quasi sclerotizzato nel suo interrogarsi nel bilanciamento tra colpe dei padri e riscatto dei figli, penalizzato da una miccia drammaturgica che si spegne sempre a pochi centimetri dal fare il botto e da quella tensiva che non si appiccia proprio mai. insomma non è al sangue come romper stomper (e se è per quello in tal senso nemmeno annoda la cravatta a teste rasate) né ambiguo e provocatorio al pari di the believer ma va via benino.

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