altra cosa che mi faceva paura quando la intercettavo sulle private (e accadeva spesso) era il video di the war song dei culture club, specie quando ballavano davanti allo scanner osseo e si vedevano i loro scheletri - e poi ovviamente quando entrava in scena il fungo atomico.
rinfresco con gianfranco d’angelo, eccettuando lo spot del nelsen piatti. ma quando lo vedevo negli sketch o nella sigla de la sberla era fifa blu. per fortuna non vidi mai il trailer de io zombo tu zombi egli zomba.
per rinfocolare a tutta diavolina le paure catodiche, segnalo questo interessantissimo canale yt, che esplora appunto il lato grottesco, bizzarro, terrifico delle emissioni televisive: una sezione - a oggi suddivisa in sette blocchi - compendia gli spot più inquietanti e disturbanti mai mandati in onda, il che fa anche pendant con questo topic.
ma ci sono anche non pochi video dedicati alle morti in diretta televisiva, alle tv locali più weird/trash/stravaganti e annessi loro fondi di magazzino, speciali su maurizia paradiso, antonella elia e le bestie di satana, la dark side di non è la rai e via intimorendo..
Anch’io, Signore, ebbi paura degli annunci della Maria Grazia ( io, in ogni caso, chiamo tutte le ex signorine buonasera, affettuosamente, col loro nome di battesimo) , diciamo tra il 1974 ed il febbraio 1978 , con ogni probabilità a causa di un disturbo chiamato venustrafobia o paura delle belle donne.
Esso è abbastanza comune e fa leva sulla bellezza a volte aggressiva di certe donne, vuoi per il trucco, vuoi per l’eccessiva severità dello sguardo, vuoi per la pettinatura ( infatti, soprannominai la signora Picchetti " l’ annunciatrice dai capelli bombardati😅). Quando poi ella annunciava qualsiasi cosa preceduta dalla sigla del collegamento Eurovisione, beh, allora era una vera e propria tragedia.
Quando poi le due paure finirono di botto nel suddetto 1978 i miei, che da crddente e praticante perdono, iniziarono a sbriciolarmi le parti intime ricordandomi quando fuggivo a tale vista, e continuarono sino al 1992 colla Maria Grazia e al 1988/89 col Te Deum di Charpentier.
Pertanto, fui costretto a diventare un campione di… slalom speciale anti annuncio e o sigla.
Per esempio, nel 1981 evitai l’annuncio domenicale di tg l’una perché, al termine della Santa Messa delle h 12 andai al bagno della sacrestia e mi allacciai entrambe le scarpe per strada, visto che la Chiesa di Boccadasse distava solo 550 metri circa da casa.
Ripeto Signor D’Orsi, non era affatto venustrafobia, mi metteva paura solo quel tratto di matita intorno agli occhi di Maria Grazia Picchetti a spaventarmi.
![]()
Beh, infatti la venustrafobia era riferita a me e non a Lei, signor Jobarman.
E mi dica, Lei restava là fermo a subire tale paura tipo " esecuzione "
o, come me, si inventava scuse di ogni genere per non essere presente davanti al televisore in quei ( brutti) momenti?
Sapevo già da molto tempo, comunque, che non ero il solo ad avere tali paure e questo bel sito ne è la conferma.
Ritengo infatti che fare outing, in questo caso, sia assai salutare, e La ringrazio molto per la gentile risposta.
Saluti da Boccadasse
Il cosiddetto quadro di pre programmazione Rai non mi fece mai alcuna impressione ma la sigla del collegamento Eurovisione ( coi raggi scassati, come dicevo da ragazzino😅) mi faceva diventare più veloce di Mennea tra il 74 ed il febbraio 78 .
Se poi tale sigla era preceduta dall’ annuncio della Maria Grazia, beh, allora altro che Usain Bolt…
Beh, per ironizzare tutto e riderci su, parecchi anni dopo., credo nel 2003 , feci una parodia di Primavera a Sarajevo, trasformandola in Primavera i n Valbisagno, dove vissi fino al 1980 .
Faceva…
La maria Grazia, la maria Grazia/
Se non la guardo la mia mamma poi si incazza/
È ancora in onda, la Maria Grazia /
In questa tragica serata : è lunedì
Il tg1 sta per terminare /
E Carosello presto arriverà/
Un quarto d’ora e sarà fatta/
La diarrea ritorna ancora…
RIT
La sigla dell’ Eurovision/
Altra rottura di coglion/
Che parte senza preavvisar/
Con quel cartello quasi sempre storto/
Questa è la Valbisagno, la mia
madò chiamale belle! cioè, la orsomando e la cannuli due veneri proprio! avevano tutte un che di magiaro-zingaresco e stregonesco-austero, l’unica bellina (anche se non da impazzirci di infatuazione) che io ricordi resta la elmi. le altre mammaiut! non che fossero brutte, ma avevano tutte un aspetto molto severo e non erano comunque delle sventole: paurissima! non capitava spessissimo, deo gratia, ma era L’INCUBO DEGLI INCUBI quando non andava via la diretta e loro restavano là stoccafissate a fissarti con qualche sorrisetto nervoso forzato. là davvero me cacavo in mano, certo che ce l’avessero a morte con me e stessero per uscire dalla scatola (come allora la chiamavo) e ghermirmi per rinchiudermi per sempre con loro là dentro (ma non scappavo mai, la paura mi pietrificava): ti è mai capitato almeno una volta?
Signorsì, eccome se mi capitò! Almeno qualcuna di loro, però, era davvero molto bella, come, ad esempio, la povera Roberta Giusti (1944/1986) o Marina Morgan.
Certo, effettivamente, altre erano bruttine e non lo metto in dubbio. Un mio amico fu terrorizzato, tra i 3 ed i 16 anni, da Annamaria Gambineri e, onestamente, non posso dargli torto perché era piuttosto aggressiva ed anch’ella fissava la telecamera per interminabili secondi dopo la fine dell’ annuncio.
Le mie tre preferite, invece, erano Marina Morgan, Peppi Franzelin e Roberta Giusti.
Le tre più inquietanti ( ma solo una di queste mi spaventò molto per quattro anni circa) erano, secondo me, Maria Grazia Picchetti, Ilaria Moscato e forse la Viaggi
Onestamente il dj colla testa tipo lampadario da discoteca non mi ha mai fatto né caldo né freddo, forse perché nel 1982 , quando lo vidi per la prima volta, avevo già 12 anni suonati
…
Beh, la voce severa dell’ annunciatrice diventava inquietante se essa si sovrapooneva al monoscopio, specie se esso era in b n
.Piero Piccioni fu l’autore della ( triste) sigla della Rete 3 79/86 ma, onestamente, essa non mi fece mai né caldo né freddi
Ho il 45 giri e l’arrangiamento é leggermente diverso.
Almeno la versione televisiva si avvicina alla sigla storica Armonia del pianeta Saturno
Ecco, Signore : quella generica di chiusura trasmissioni 1954/86 fu un’altra sigla per la quale non provai mai alcuna inquietudine : e a Lei come sembrava? Io , ad esempio, adoravo la sigla accompagnata dalla versione elettronica del glorioso Inno di Mameli
Una domenica qualsiasi… del 1981 .
Non so che età abbia Lei, ma io ero in prima media e, intorno alle h 12:12 , quindi in lieve anticipo, sentii dal cavedio del bagno il televisore della vecchionza sorda del primo piano dire : « toc! Tra poco andrà in onda Linea Verde, seguirà tg l’una, quasi un rotocalco per la domenica».
Imprecai e tirai lo sciacquone, restando là dentro ,per " sicurezza", ancora un minuto.
Uscii e sentii la mia povera mamma che ci invitava a tavola.
Pranzammo, passarono i minuti e i quarti d’ora ed iniziai a sudare sebbene fosse l’inizio di aprile e fuori la temperatura fosse di 5 o 6 gradi.
Ai 47 ’ circa mio padre mi disse di vestirmi e di prendere i soldi perché si era dimenticato i pasticcini.
Andai a cambiarmi e ci misi il più possibile, ovviamente, e fui pronto solo verso i 52’15", con entrambe le scarpe slacciate.
Scesi in strada e mi allacciai la prima di esse di fronte al cancello della palazzina dove abitava un mio amico che, invece, ebbe paura della Gambineri e per molti anni in più.
Attraversai via Cavallotti ed entrai in pasticceria solo ai 55 e qualcosa.
Un cliente finì di essere servito ai 56’30" e poi toccò a me : scelsi tutto con calma e pagai, uscendo da D’ Arrigo intorno ai 59’45".
Aspettai di attraversare sino agli 00’20" e, arrivato dall’altra parte, mi allacciai la seconda scarpa, ripartendo agli 00’50.
Giunsi di fronte a casa mia verso gli 01’ 55" e finalmente sentii ( ci fu il cosiddetto annuncio interminabile, in cui, oltre ai programmi, venivano elencate le punizioni riservate agli abbonati ancora insolventi) « tg l’una, quasi un rotocalco per la domenica. Arrivederci a domani! » .
Quella volta, e molte altre, riuscii ad evitare la presa in giro dei miei.
@Alessandro_D_Orsi sono molto piú vecchio di lei.
Ho capito.
Beh, comunque è vero che il bianco e nero rendeva tutto assai più tetro e, a mio avviso, anche gli anni detti " di piombo " , colla loro atmosfera così pesante, diedero un contributo non indifferente.
L’ambiente in cui vissi la mia infanzia, poi, ebbe una parte importante in esso : palazzoni orrendi in Valbisagno collegati tra loro da corridoi male illuminati e dove l’eco fantozziano dei televisori era davvero inquietante.
Una volta arrivato a Boccadasse nel giugno 1980 , però, cambiò tutto : mare a 500 metri, pochi scalini e subito in strada e nel verde a giocare. Insomma, un altro mondo
.
Ah, io nacqui il 14/9/1969
se fai backscroll trovi sicuramente osservazioni e ricordi a riguardo. se ne è sicuramente parlato perché è una sigla che fece paura a tantissimi, la trovava angosciante anche aldo fabrizi. anche quella di piccioni per rai3 quanto a cupezza non scherzava anche se per certo non andava a pari con quella di lupi
pensavo di rasentare il patologico io, ma devo dire che mi si batte per lunghissimo distacco: a chiudermi in bagno sudando freddo pur di non vedere una signorina dei programmi (come le chiamavo io, perché non le vedevi solo a tarda sera) non ci sono mai arrivato.
Beh, come già spiegai, non sudavo freddo una volta in bagno, almeno dal 1978 in poi : il " non vedere una signorina dei programmi " come la chiamava Lei mi capitava , solo. DOPO quella data, per cercare di evitare le crudeli prese in giro dei miei genitori, con frasi del tipo « guarda chi c’è… ti ricordi quando fuggivi? » e che ovviamente non facevano piacere, tutto qui. Era solo una questione di rotture di " cabasisi " , tutto qui.
Se i Suoi furono più comprensivi, sono contento per Lei.
Un mio vicino di casa, ad esempio, temette la Gambineri addirittura tra i 3 ed i 16 anni e una volta, passando davanti a casa sua, lo sentii bestemmiare gridando « spegni il televisoreeeee! »
Ah, un’altra cosa a cui non sono mai arrivato è dare del patologico per distacco al mio prossimo.
