Il mio caro concittadino Angelo Cecchelin, che per il suo spirito umoristico mordace ebbe guai con fasci titini e Alleati, in una gag radiofonica diceva che prima della guerra in Italia c’erano 45 milioni di fascisti. A fine guerra invece, 45 milioni di antifascisti. A volte, tale affermazione rischia di essere mero qualunquismo. In altre occasioni, è amara verità. Specie per chi, come appunto il succitato Cecchelin, nella sua vita e carriera vide non pochi cambi di bandiera, casacca e tessera. Infatti ancora oggi, nella mia (e sua..) città, egli è clamorosamente (e vergognosamente) “dimenticato” dalle istituzioni. Non servono commenti…![]()
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beh bilanciando diciamo anche che nella tua citta’,o limitrofe,hai un illustre antifascista della prima ora ,che casacche,ne idee non le cambio’ mai..parlo di vittorio vidali
Gianni, per favore. Stai parlando di un famigerato stalinista, e forse “collaboratore” delle BR. Il peggio del peggio, proprio. Come “antifascismo”, hai fatto un esempio assai infelice…![]()
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non concordo assolutamente,neghi che sia stato anti fascista?,collaboratore delle Br è una panzana ,stalinista?vero fino a un certo punto,e comunque di fronte a un personaggio di tale coraggio e coerenza io mi tolgo tanto di cappello
Non voglio cominciare polemiche, né con te né in senso assoluto. Anche perché si va subito OT. Dico solamente che Vidali è il tipo di “antifascista” che non mi piace, perché la sua visione del mondo rappresenta un altro tipo di fanatismo. Quello che banalmente ma correttamente, viene definito “il fascismo degli antifascisti” (o in altro modo, il parimenti pernicioso “antifascismo militante”). E di conseguenza, “coerenza e coraggio” di un uomo simile, ammesso ma non concesso che tali siano stati , non mi piacciono per nulla. Non li ritengo un “esempio”. E anzi sono controproducenti, nell’ambito di un corretto e giusto percorso di evoluzione della sinistra italiana. O centrosinistra, se vi pare.![]()
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P.S. Minchia, ho scritto una roba che pare “tribuna politica”. Mi sono lasciato prendere la mano. Troppo “impegno”, per un cazzaro debosciato come il sottoscritto…![]()
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Topic interessantissimo questo, ma anche scivolosissimo…vi prego non trasformatemelo in scontro politico che fino adesso a parte la sgommata di rodar eravate stati bravissimi ![]()
Ricordo che c’è un topic apposito su Luisa Ferida & Osvaldo Valenti:
Torniamo in carreggiata, allora. Facendo il nome del buon(?) Mario Castellacci. Regista, sceneggiatore. Nonché fondatore, insieme a Pingitore e Oreste Lionello, del Bagaglino. Nel 1943, diciannovenne, si arruolò nella RSI. E già che c’era, scrisse “Le donne non ci vogliono più bene”, sorta di inno ufficioso per quei “baldi giovani”(
). Fra le altre sue attività in carriera, collaborò pure con Gigi Proietti. Il quale era, tutt’altro che un camerata. Gli “strani incroci” del mondo dello spettacolo italiano…![]()
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E ovviamente Raimondo Vianello.
Raimondo Vianello era partito con un serio handicap, almeno in questa Italia faziosa: aveva aderito volontario alla Repubblica Sociale Italiana, come sottufficiale dei bersaglieri, e per questo fu rinchiuso nel campo alleato di Coltano, vicino Pisa, come Pow (Prisoner of war). Insieme con lui c’erano Enrico Maria Salerno, Enrico Ameri e il futuro ministro della Repubblica italiana Mirko Tremaglia. Anche Ugo Tognazzi, con cui lavorò per anni, era nella Rsi, nelle Brigate Nere di Cremona. Tantissimi personaggi famosi e popolari del mondo dello spettacolo provengono da quell’esperienza: per citare solo i più famosi ricorderemo Walter Chiari (nella Xma Flottiglia Mas), Giorgio Albertazzi, Ernesto Calindri, Lia Zoppelli, Gino Bartali, Dino Buzzati, Rossano Brazzi, Carlo Dapporto, Marco Ferreri, Gilberto Govi, Pietro Mascagni, Paolo Ferrari, Marcello Mastroianni, Valentina Cortese, Ugo Pratt, Mario Castellacci, Luciano Salce, Giorni Kramer, Lina Volonghi, Gino Boccasile, Pietro Caporilli, Amedeo Nazzari, Giovanni Comisso, Salvator Gotta, Ugo Ojetti, Vasco Pratolini, Renato Rasscel, Tito Schipa, Nino Taranto, Tino Buazzelli e tantissimi altri, tutti negli ottocentomila volontari della Repubblica di Mussolini.
Ottocentomila volontari? Mi pare una cifra ampiamente esagerata. Credo ci siano un paio di zeri di troppo. Certo, se tale numero è fornito dal Secolo d’Italia, il “refuso” è comprensibile. Scontato, perfino…![]()
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D’accordo, in realtà si parla di meno della metà. Comunque molti dovettero andare al Nord per la necessità di lavorare (e quindi mangiare), visto che a Roma era tutto fermo. Ne parlava anche Sordi in Polvere di Stelle.
Infatti quel periodo “incerto” avrebbe meritato un bel documentario in più puntate, con interviste a personaggi dell’epoca. Motivazioni, speranze, illusioni, delusioni. Ma è qualcosa che andava fatto, preferibilmente dalla Rai, vent’anni fa almeno. Quando in giro c’erano ancora abbastanza sopravvissuti. Adesso, quelli che aderirono a Salò e dintorni, sono praticamente tutti al cimitero. Una clamorosa occasione persa, a livello storico, politico e ovviamente cinefilo. Ah, Italia cara e dannata…![]()
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A memoria erano lui e Totò i soli a fare satira sotto il fascio gli altri stavano più attenti
Aggiungi Rascel, che scrisse la memorabile “È arrivata la bufera”.
no quali polemiche,anche se l argomento so che scalda gli animi,condivido anche questo tuo ultimo intervento,il mio citare Vidali,che sicuramente non era uno stinco di santo e era un personaggio con chiaro scuri,era per dire che la frase che hai citato dei 45 milioni di fascisti,poi 45 milioni di antifascisti (di un abissale qualunquismo)aveva delle eccezioni svariate,e sapendo che era tuo diciamo "compaesano"ho citato un esempio di persona che oggettivamente non si era mai piegato,subendo arresti,torture,ecc dal regime fascista.Sicuramente segui sempre le direttive del pcus ,di Mosca,questo si.sul suo stalinismo ,si fino a un certo punto,ma rischio’ di finire ammazzato proprio da Stalinisti o finire in un gulag durante le famose purghe staliniane del 38..insomma biografia estremamente complessa
pe rrestare in carreggiata cito un altro personaggio che stimo e mi sta a cuore,di segno opposto stavolta,Giuseppe Berto,altra biografia complessa,che per il cinema fu sceneggiatore
di mastroianni avevo letto che non aderi’ alla RSI ma si uni’ all organizzione Todt (tedesca)
Bene. Mi sento meglio. Pure con Gianni abbiamo raggiunto un compromesso. Che oserei definire… STORICO!!![]()
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P.S. La frase “incriminata”? A volte qualunquista sì, ma non sempre e comunque. Pensando male, ci si azzecca quasi sempre. Il gobbetto docet.![]()
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del buonsenso del gobbetto ,nonostante tutto,ci sarebbe sempre bisogno
Su Mastroianni: diplomato da poco, lavorò come disegnatore tecnico all’Istituto Geografico Militare di Firenze. Che venne “assorbito” dalla Organizzazione Todt. Specializzata nel cosiddetto “lavoro coatto”. Così il giovane Marcello venne mandato a Dobbiaco, provincia di Bolzano. Sapendo che poi sarebbe stato spedito in Germania, Mastroianni fuggì. Aveva capito benissimo che aria tirava. A fine guerra, cominciò a prendere lezioni di recitazione. Il resto, si sa, è storia…![]()
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