Scandalo - Salvatore Samperi, 1976

Rivisto ieri per la seconda volta, filmone, poco da aggiungere a quanto scritto 15 anni fa da D-Fens, un tetro cupio dissolvi della protagonista, una discesa agli inferi della abiezione morale senza possibilità di salvezza. Riguardo alla lettura politica del film, è molto ben personificata dal personaggio di Pellegrin, pavido, passivo di fronte all’ineluttabile distruzione della sua famiglia, già morto dentro. L’unico neo del film IMO è la Marsiani, con quella sua vocina acuta e quella recitazione scolastica, completamente fuori registro rispetto al resto del cast.

Mai capito come boiate di Samperi come Liquirizia siano annoverate come cult mentre perle come questa o Nenè siano condannate all’oscurità più totale.