Speak No Evil (Christian Tafdrup, 2022)

Una famiglia danese in vacanza in Italia (Volterra) conosce una simpaticissima famiglia olandese di coetanei, anche loro con un figlio, gente piacevole con la quale scambiare quattro chiacchiere.
Al loro ritorno in patria riceveranno una foto-cartolina dei nuovi amici che li invitano a trascorrere una settimana nella loro casetta nel bosco, cosa potrà mai andare storto?

Ecco il classico film che spezza in due il pubblico, o lo ami o lo odi, adesso “amare” un film del genere è una parola grossa, ma devo ammettere che funziona, dall’inizio alla fine.
Il film nasce da un’esperienza personale di Tafdrup, che venne in vacanza in Italia e conobbe questa coppia di Olandesi che invitarono lui e la moglie un weekend da loro, lui non rispose neanche, ma fantasticò per anni su cosa sarebbe mai potuto succedere se avessero accettato l’invito… ovviamente ammette in un intervista che erano sicuramente bravissime persone, ma non si sa mai.
Il film come dicevo sopra, funziona, perché avendolo visto ieri sera sono ancora qui che ci rimugino sopra, sui concetti che ti trasmette, sulla fiducia delle persone e sul peggiore
inferno che alla fine sono le persone che ci circondano.
Ma sopratutto dove il film calca più la mano e la passività, l’essere accondiscendenti su tutto per non deludere il prossimo, la cosa è soprattutto enfatizzata sul finale, dove Bjørn non prende mai la situazione in mano, troppo concentrato a non deludere le aspettative di chi lo circonda, a non reagire, quando si trova da solo con l’auto in moto e gran finale dove vengono barbaramente lapidati, circondati da due mucchi di pietre che ad armi pari avrebbero almeno potuto tentare di scagliare contro i propri aggressori.

-Perché ci fate tutto questo?
-Perchè ce lo avete permesso.

Riguardo il finale, Tafdrup dichiara che doveva finire con un esecuzione di massa, dove altre coppie, avrebbero ucciso altre coppie in maniera inenarrabile, il tutto però avrebbe raggiunto costi spropositati e dato troppa coerenza alla storia, ossia una setta che sacrificava per non si sa quale motivo le proprie vittime.
Inoltre il finale è volutamente aperto per non adeguarsi all’ennesimo blockbuster dove si spiega ogni cosa anche al pubblico più troglodita.

Tornando al film, un bel dramma della nouvelle vague dell’horror, ad Ari Aster devono avergli ben fischiato le orecchie. Non lapidatemi per fanatismo, ma lo associo al mio neo-feticcio nostrano Fuori Stagione.

Guardatelo, guardatelo, guardatelo, di$ponibile su Midnight Factory di Primevideo.

3 Mi Piace

Gradevole e coerente analisi del film, ovviamente stracolma di SPOILER, solo per chi ha visionato:

1 Mi Piace

Visto ieri, purtroppo sono per la seconda categoria, non posso amare questo film, ci sono troppi elementi, oltre al semplice fatto del perchè è stata realizzata questa storia, che mi fanno pensare al decadimento della cultura occidentale, magari un domani questa pellicola sarà un ottimo esempio che illustrerà questo momento sociale.

2 Mi Piace

Visto anch’io e stoltamente con la mia fanciulla, quella scena le rimarrà impressa a vita. Non aggiungo altro a quanto già detto da Swat, gran film, disagio a mille dal primo minuto, veramente insostenibile. Chapeau.

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