Backrooms (Kane Parsons, 2026)

Visto ieri sera al Visionario di Udine, in lingua originale con sottotitoli presenti anche nelle scene bonus. All’ingresso siamo stati informati della presenza del materiale extra dopo i titoli di coda.
Il video è un documento di indagine realizzato da una squadra dei tipi in tute hazmat che vediamo anche durante la storia principale. Le riprese riguardano la scoperta e l’analisi di una serie di cartelli pubblicitari con il testo “Everything must go”, da cui il titolo di questa nuova versione estesa.

Sono andato al cinema senza aver visto il materiale precedente di Parsons, e ho trovato il film eccellente. La storia passa in secondo piano, anche se sono curioso di sapere come queste Backrooms, che esistono e sono un fenomeno studiato da scienziati, si vadano a intersecare con i prodotti delle menti dei personaggi. Mi vedrò quanto prima gli altri video su YouTube.
Le soluzioni visive sono stupende e inquietanti. Quando sono deserti, i luoghi pensati per accogliere grandi numeri di persone e oggetti sono spaventosi, dai quadri di De Chirico a Shining e Session 9. Parsons ha una sensibilità surrealista incredibile, riflessa anche dalla colonna sonora di cui è co-autore.
Per me è un grande pezzo di cinema e di arte, e con le idee giuste potrebbero andare avanti all’infinito con questo soggetto.

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