Cannibali leggenda o realtà? (Bruno Mattei, 2009)

Con 20 anni di ritardo rispetto ai più ritardatari fra gli epigoni di un genere già allora al tramonto, Bruno Mattei ci stupisce tutti quanti, tira fuori dalla soffitta il vecchio revolver e spara a sorpresa l’ultima cartuccia.

Va da sé che questo mondo movie fuori tempo massimo non può che essere una cafonata colossale. Per giungere a questa valutazione non era necessario vederlo, bastava avere un minimo di cognizione di causa relativamente alla carriera del suo autore nel primo decennio del nuovo millennio; guardarsi il film per intero però ci fa rendere conto, tra una risata ed uno sbadiglio, di quanto pelo sullo stomaco ci volesse per proporre ad uno spettatore degli anni 2000 una tale sospensione dell’incredulità, che di fronte a delle evidenze così enormi nemmeno il pubblico poco smaliziato degli anni '60 avrebbe potuto fare propria.

Un’operazione scalcinata che mischia materiali eterogenei in un modo che più che smaliziato o superficiale definirei… irresponsabile!

Si pigliano dei veri documentari sulle popolazioni della Nuova Guinea o del Sud America e li si ridoppiano inserendo informazioni antropologiche su usanze e tradizioni frammiste ad informazioni storiche relative ai contatti tra la civiltà occidentale e questi popoli primitivi… Informazioni da prendere con le pinze, poiché io stesso che non ne so praticamente nulla di questo tema mi sono reso conto più volte che venivano dette imprecisioni o balle estremamente evidenti (ad esempio ripetono per due o tre volte che il casuario vola… ma quando mai! Se questo è il livello di attendibilità…). Le pseudo-informazioni sono snocciolate da un commento abbastanza piatto e televisivo, sembra quasi la voce dei documentari di Quark e similia; l’effetto tv è aumentato dal fatto che sia tutto materiale girato in digitale.

E veniamo ora al piatto forte: tra una narrazione di usi e costumi e un racconto di miti e leggende, Mattei ci spara dentro come se niente fosse, come se fosse del materiale originale, delle sequenze gore rubate dai suoi film cannibalici coevi (Mondo cannibale e Nella terra dei cannibali), con effetti davvero esilaranti. La voce descrive con serietà finalità e modalità dei rituali cannibalici mentre vediamo dei figuranti travestiti da indigeni che scimmiottano con recitazione esasperata una sorta di “interazione primitiva” eccitata e becera; e quindi vediamo questi pseudo-cannibali tirar fuori con magheggi vari petti di pollo ed interiora di maiale ed addentarli con bramosia e ferocia, il tutto chiaramente a favore di camera e con un montaggio che non esclude dettagli e controcampi… Le scene sono chiaramente costruite e quindi chiaramente false, e ciononostante per un’ora e mezza di film si continua a spacciarle per vere… Vedere per credere.
Dulcis in fundo, per dare un effetto più politically correct da “documentario per il grande pubblico” (o forse per mascherare l’artificiosità degli effetti speciali) tutte le sequenze gore sono pixellate come neanche nei porno giapponesi, rendendo così insoddisfatti anche coloro che hanno comprato il dvd per soddisfare la curiosità morbosa di sangue e raccapriccio promessa dalla fascetta.

A questo proposito concludo riportando l’esilarante testo della quarta di copertina:

Ma se me lo dici cosa me lo guardo a fare il documentario?!?!
:scream: :rofl: :sweat:

Il film è accreditato sulla fascetta a Pierre Le Blanc e nei titoli di testa a David Hunt, a quanto pare entrambi pseudonimi del buon Bruno.

Si trovano ancora in giro le ultime copie del dvd, affrettatevi gente, non restate senza!
https://www.amazon.it/Cannibali-Leggenda-Realta-G-Paolucci/dp/B076FVLPJ4/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&crid=1JUV82TGQNBNF&keywords=cannibali+leggenda+o+realtà&qid=1651226679&s=dvd&sprefix=cannibali+leggenda+o+realtà%2Cdvd%2C67&sr=1-1

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Adesso questa me la spieghi che sono curioso del nesso tra casuari e cannibali :smiley:

Ma nulla, praticamente questa popolazione della Nuova Guinea che praticava il cannibalismo avrebbe tradizionalmente un legame col casuario, che cacciano in occasioni speciali (tipo matrimoni); poi con le sue ossa fabbricano utensili e con le sue piume ornamenti. E il commento diceva che si ornano con le piume del grande uccello per innalzarsi metaforicamente in alto verso il cielo proprio come fa l’animale.
In un altro passaggio dicono anche che il casuario dorme sui rami più alti degli alberi della foresta.
Big Fail!

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Nel titolo c’è scritto relatà e non realtà. C’è una svista di battitura.

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Grazie, correggo subito!