Godzilla Minus One - Gojira Minus One (Takashi Mayazaki, 2023)

A distanza di sette anni da Shin Godzila, la TOHO ripropone orgogliosamente il suo iconico sauro atomico in un film che sta incontrando altissimi favori da parte di critica e pubblico. Premesso che non ho voluto leggere nulla della trama, l’unica cosa nota è che si tratta una sorta di reboot dell’originale e pertanto Godzilla sarà nella sua versione “cattiva” (la natura che si ribella all’uomo).

Purtroppo niente suitmation pura o mista, solo CGI comunque apparentemente di grande impatto (cfr. trailer nella scheda IMDB).

Per quanto riguarda il nostro Paese dovremo accontentarci, come per Shin Godzilla, dello special event dall’1 al 6 dicembre con proiezione dell’originale sottotitolato. Qui trovate l’elenco delle sale interessate.

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Ciao!

Ma non era cosi’ anche “Shin Godzilla”?

Ciao!
C.

Sì, è così. I giapponesi sembrano non interessati ad una loro saga, parallela al Monsterverse, come l’ultima che s’è chiusa con Final Wars. Poi magari lo vedo e si scopre che non è un semplice reboot.

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Ho vissuto male l’inizio di questa settimana perché per motivi vari non ero riuscito ad andare a vederlo entro il 6 dicembre, ultimo dei sei giorni programmati per la proiezione in sala. Tuttavia qualcuno dei distributori avrà saputo che King Ghidorah non aveva visto l’ultimo film della sua nemesi e così ha dato qualche giorno di proroga. Appena l’ho saputo, mi sono precipitato e l’ho visto oggi in matinée.

Ero molto curioso perché da tutte le parti del mondo, Italia compresa, arrivavano solo voci di lode per questo trentesimo film a marchio Toho anche se ufficialmente è targato trentatré perché si considerano anche i tre anime Reiwa. I giudizi positivi sono tutti ampiamenti meritati, senza esagerazioni. A me il precedente Shin Godzilla era piaciuto molto ma con questo Minus One l’asticella si è alzata parecchio.

Com’è noto anche in questo caso siamo di fronte ad un reboot ma qui la saldatura con l’archetipo del 1954 è definitiva. E’ un film di un lirismo che riecheggia quello del maestro Honda. Si passano oltre due ore senza rendersi conto che il minutaggio dedicato a Godzilla è limitato. La storia struggente del kamikaze fallito Shinkishima ti rapisce dal primo minuto ed è impossibile non empatizzare con la sua lotta personale con il senso di colpa. L’ambientazione bellica e della ricostruzione è resa ancora più realisticamente con fotografia poco luminosa ed una palette di colore marrone. Fondamentale l’apporto della bellissima colonna sonora di Naoki Sato che commenta alla perfezione tutti i passaggi fondamentali del film. Poi ovviamente, quando all’inizio della scena che porta allo showdown finale parte il Godzilla Theme dell’immenso Akira Ifukube, vengono i brividi e si sale in un’altra dimensione.

C’è tanto amore per l’icona popolare giapponese che, per quanto modernizzata (si guardi la modalità di getto del raggio nucleare), viene trattata con il massimo rispetto. Ritorna l’isola natale di Oda, il ruggito è quello originale (almeno all’inizio), compaiono sotto altri nomi e vesti Serizawa e l’Oxygen Detroyer, ecc. Anche in questa occasione il messaggio che la Toho ha dato al mondo è quello che possono pure affittare Godzilla agli americani ma il Re dei Mostri è sempre stato e sempre sarà nipponico e solo loro potranno valorizzarlo come merita.

Per fare un crossover con il topic dell’abbandono delle sale cinematografiche, stamattina tutti noi spettatori siamo rimasti fino alla fine dei titoli di coda. La cosa è abbastanza assurda se si pensa che si è trattato di cinque minuti abbondanti di ideogrammi giapponesi, tradotti solo per gli attori principali ed il regista. Lo spettacolo al quale avevamo assistito e la musica che usciva dagli altoparlanti hanno reso quel momento come una sorta di ringraziamento spirituale. E’ come se, qualora ce ne fossimo andati dopo l’ultima scena (occhio, eh…), avessimo praticato una sorta di coitus interuptus. Una sensazione difficilissima da verbalizzare.

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quanti eravate in sala, per curiosità?

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Il trailer, è meraviglioso. Il film, lo recupero, purtroppo, in br fra qualche mese. E dal punto di vista tecnico e visivo, questo Godzilla non ha nulla da invidiare a quello proposto dagli yankee. Warner, impara… :sunglasses:

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Non capisco però il senso di fare un film in patria nonostante negli Stati Uniti già ne facciano altri con lo stesso personaggio. Tra l’altro col prossimo con Godzilla e King Kong si rischia di arrivare alla versione 2.0 dei film di Ishiro Honda (sono già al quinto).

Devi tenere conto che, per i musi gialli (grazie, John Wayne… :stuck_out_tongue_winking_eye:), il mostrone radioattivo è “patrimonio nazionale”. Quindi ci tengono, a continuare coi LORO film…
:heart::blush:

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Una decina circa, secondo me un numero importante per uno spettacolo alle 10:50 di un sabato di dicembre proposto in giapponese con i sottotitoli ed al nono giorno di programmazione.
Il film comunque deve essere andato bene per ottenere una proroga di programmazione.

Ha ragione Zardoz. I giapponesi ritengono Godzilla un loro patrimonio e quindi ogni tanto fanno un film per marcare il territorio.

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Comunque, a quanto pare, alla Toho i dollari non fanno schifo visto che poi fan tanto i patriottici.

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La cultura giapponese è molto diversa da quella occidentale. Anche li business is business ma nel DNA hanno ancora il concetto di onore (ed orgoglio).

Ed intanto sono stati superati i 50mln di dollari d’incasso nel mondo (il budget è stato di 15mln). E’ il live action giapponese più visto nella storia in USA. Nel suo genere, un piccolo fenomeno che solo la miopia dei nostri distributori ha reso fruibile come un porno clandestino degli anni '70.

Vi segnalo questo bell’articolo, a mio avviso lineare e centrato:

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Mentre nel frattempo il film ha superato i 100mln di dollari d’incasso, la cosa stupefacente è che stato candidato agli oscar per i migliori effetti speciali.
Stupefacente perchè con le persone che ci hanno lavorato ed i soldi che hanno speso in USA ci fanno una clip di cinque minuti.

Qui vedete la reazione compassata dello staff VFX di Godzilla Minus One alla notizia della nomination.

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Pensa se vincessero…

Da quel che ho visto nel trailer, se lo meriterebbero. Hanno lavorato con una somma a disposizione, tipo l’1% rispetto ai loro colleghi americani. Con un risultato analogo, visivamente… :ok_hand::heart::sunglasses:

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