Midsommar - Il Villaggio dei Dannati (A. Aster, 2019)

Una giovane coppia di americani in crisi e alcuni compagni di corso vengono invitati da un loro amico svedese al folkloristico festival di mezza estate, un evento unico ne suo genere, sole, fiori, persone sorridenti e amichevoli, contro ogni più ovvia aspettativa, le cose prenderanno una brutta piega…

Per un film che richiama per assonanza il mio capolavoro-feticcio “Sommerderliebe” (mai visto) ho saputo difficilmente rinunciare alla seconda opera di Ari Aster, dove vira dal dramma familiare all’horror più oscuro ed esoterico. Film a mio avviso promosso a pieni voti, un insolita atmosfera svedese (girato tutto in Ungheria) tensione e mistero non si risparmiano per tutto lo svolgimento, difficile parlarne senza scivolare nello spoiler.
Oltre che essere un horror che rivisita tematiche note in chiave inedita, offrirà molti spunti interessanti su tematiche quali l’amore, la vita e l’amicizia, vi farà riflettere per un po’ di giorni.
Assolutamente da vedere.

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Pur preferendo l’inquietante opera prima del regista (Hereditary) devo dire che l’ho trovato bellissimo.
Molte le scene che mi hanno colpito e alle quali mi è capitato di ripensare anche a distanza di parecchi giorni dalla visione: una su tutte quella del pianto collettivo, assolutamente straziante.
Ho avuto la fortuna di vederlo in una sala abbastanza piena ma senza bimbiminkia e in un raro silenzio che mi ha permesso di calarmi a pieno nella vicenda ed anche nei vari trip allucinogeni.
Da rivedere in Blu-ray per ammirare la versione lunga (e già di per sé dura due ore e mezza che però scorrono magnificamente).

Verso l’inizio del film quando Dani incontra Pelle per la prima volta:

lo si vede intento a disegnare qualcosa sul suo sketchbook e chiuderlo rapidamente, fino alla fine del film ho pensato a chissà quale visione oscena o profetica della situazione, invece stava semplicemente disegnando il tavolo di fronte a lui.
Se andate sul canale ufficiale instagram del film, potrete fare un comodissimo fermo-immagine:
https://www.instagram.com/p/Bzdg5-8luZg/

PS: aggiornata pagina Trivia dell’IMDB :cool:

Concordo. Un altro bell’horror di quelli che piacciono a me, di quelli che entrano piano piano sotto pelle e ti fanno strizzare il culo fino alla fine lasciandoti quella bell’angoscia che ogni horror vero dovrebbe lasciarti. Andatura giustamente lenta, omaggio palese al classicone the wicker man, paranoico alla polanski e a tratti pure bello grafico. Poco rispetto alla durata del film ma quando lo è… porca troia!La scena della coppia che si butta dalla montagna, lei che si maciulla totalmente la faccia, lui preso a martellate perché non è ancora morto… non è niente male!

Bello. Piaciuto proprio. Anche lei, è bravissima.

Inoltre è già annunciata una Director’s Cut con oltre 30’!

Sì, ho letto. È già bello lunghetto così, però, mi chiedo se con altri 30 minuti non sia un po’ troppo. Lo vedrò sicuramente per vedere se regge lo stesso.

Anche se c’è chi fa ipotesi su sangue e violenza o addirittura di dettagli sulla morte di:

(Simon, quello appeso nel pollaio che viene tenuto sadicamente in vita con la tortura detta “Blood Eagle” praticata dai vichinghi, praticamente il malcapitato veniva “aperto” da dietro ed appeso, il tutto senza danneggiare gli organi vitali.) Googolate al riguardo, alquanto terrificante.

Pare siano 30’ di dialoghi e intermezzi.

Spero di sì, perché lo splatter dosato in quel modo va benissimo. Poco ma quando ci deve stare. Altre scene sanguinose forse rovinerebbero l’atmosfera ambigua del film.

Faccio la voce fuori dal coro ma a me questo film ha deluso. Ho amato Hereditary perchè per la prima volta mi ha fatto rivivere una tensione che da tempo non avvertivo più con gli horror. Questa seconda opera di Aster mi ha generato l’esatto contrario: assenza di thrilling. Probabilmente sarà il ritmo lento, anche se non noioso, che ha contribuito a depotenziare la tensione ma in più di un’occasione mi è capitato di capire dove si andava a parare. Per esempio nella scena emblematica del suicidio dei due anziani mi era chiaro che i due si sarebbero gettati dal dirupo non appena vista la location della scena.
Visivamente intrigante ad eccezione degli effetti speciali che sono di una modestia imbarazzante. Nella scena di cui sopra le teste di gomma vuote rimandavano ad horror degli anni '80..
Anche il finale purtroppo non cambia registro all’andamento della storia.
Alla fine se devo ricordarmi qualcosa di veramente inquietante di questo film penso alla scena iniziale dell’omicidio-suicidio della sorella di Dani con il tubo fissato alla bocca con il nastro americano ed alle urla strazianti di Dani stessa quando telefona a Christian dopo averlo saputo.
Chissà se una durata più contenuta avrebbe portato ad un prodotto meno autoriale ma più efficace.

Ciao!

Non direi brutto (magari la qualita’ media dei film fosse questa) ma,
per me, un mezzo passo indietro rispetto al suo lavoro precedente.

Mi pare che l’autore sia bravo quando tratteggia le emozioni dei
personaggi, lo sa fare con intelligenza e grazia, affidandosi anche (o
per lo piu’) a sguardi o dettagli, piu’ che solo ai dialoghi. Ed anche
qui mi pare ci riesca (per esempio mi ha molto colpito la scena del
pranzo dove si esplicitano con pochissime frasi i conflitti -piu’ o
meno sopiti- tra tre personaggi (la protagonista il fidanzato e il
collega di quest’ultimo che si e’ visto “scippato” la tesi)
.

Visivamente e’ anche affascinante ma si perde - come detto-
nell’intreccio troppo inverosimile gia dall’inizio Tua
sorella minaccia di uccidere lei e i tuoi genitori e tu non chiami la
polizia come minimo? Due tuoi amici che come te si trovano a migliaia
di Km di distanza da casa non si trovano e tu che fai, te ne lavi le
mani? Ma poi nessuno cerchera’ le persone scomparse?

Per me questa e’ sciatteria (mai come la tempesta di neutrini che
distrugge le vele dell’astronave
dell’ultimo film di Scott), io quando
vedo queste cose perdo interesse per tutto il resto: sono fatto cosi’
:frowning:

Anche perche’ lo avevano gia’ detto pochi minuti prima

“…cosa succede dopo i 72 anni…”.

Domanda non retorica: come interpretate il sorriso
dell’ultima inquadratura? E’ la soddisfazione per una una sorta di
vendetta della protagonista per come e’ stata trattata dal fidanzato
(ingannarla sulla partenza in svezia, dimenticarsi del compleanno
ecc.)?

Ciao!
C.

Personalmente mi è sembrato di assistere ad un reboot di The Wicker Man. Troppe lungaggini (alludo all’omicidio/suicidio della sorella della protagonista, il trip dei protagonisti dopo aver assunto stupefacenti,il balletto per la designazione della “Regina di Maggio”) e una serie di circostanze totalmente prevedibili (che sanno di già visto) ne hanno penalizzato la visione. Tuttavia il clima di incombente minaccia e pericolo, che si respira una volta giunti al villaggio, viene reso abbastanza bene dall’ambiguità degli indigeni e dai loro strambi rituali.

Insommar :smiley: non mi è piaciuto molto :smt018.mi aspettavo qualcosa di più…un passo indietro rispetto al malsanissimo Hereditary

E, personalmente, ci aggiungerei anche il pranzo, anch’esso “lisergico”. Il problema, secondo me, e’ che una volta si usava la pellicola e c’era un costo aggiuntivo da affrontare per ogni minuto di film. Ora che si imprimono le immagini su di un supporto digitale a capacita’ enorme e’ venuta meno questa limitazione e i registi sono a briglia sciolta :-). Un po’ come quando scatti seicentomila foto in digitale -che mai vedrai- delle vacanze. E probabilmente non ricorderai nulla neanche delle vacanze perche’ le hai passate in giro a fare fotografie! ;-D

Personalmente io credo che -tranne rare eccezioni- qualunque cosa tu voglia dire (se hai qualcosa da dire, s’intende) si possa dire in un’ora e mezza. :slight_smile:

Ciao!
C.

Visto circa un mese e mezzo fa, lo ho trovato davvero ben fatto, con un atmosfera surreale che accompagna tutto il film, almeno fino a quando avviene il sacrificio dei vecchi che si gettano giu dalla rupe, gentilmente finiti a martellate in faccia nel caso la caduta libera sulle rocce non li abbia seccati sul colpo, giusto per non prolungargli l’agonia.… e la fiaba finisce per dare spazio all’orrore.
I simbolismi e le allegorie si sprecano. Interpreti bravi anche se sconosciuti e, nelle battute del film, dal comportamento a tratti un po infantile e grottesco se non ricordo male alcuni sulle prime pensavano alla droga o a svaghi effimeri per poi realizzare a una certa di scappare da un branco di folli….e poi il loro amico svedese insopportabile nel minimizzare praticamente ogni cosa. Crudo il finale ma ci sta.

Bellissimo, allucinato e perfino poetico. Sembra The Wicker Man rivisitato da Peter Greenaway, lui si conferma un regista davvero innovativo e intrigante per il genere. Hereditary mi aveva turbato e spaventato di più ma questo è come un quadro da ammirare, una festa per gli occhi e non è da meno del suo predecessore quanto a cattiveria.

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