Snake girl (King Weng, 1974)

Pellicola appartenente al filone del bizzarissimo cinema di genere ultra-popolare delle cinematografie dei paesi più poveri, con quel mix di scarsità di mezzi ed inventiva che ci fa superare il concetto di trash e ci eleva ad un livello superiore di coscienza… Siamo dalle parti del cinema di Sultan Rahi per capirci :sunglasses:
Anche se si tratta di una cooproduzione con Hong Kong e Taiwan credo che sia ambientato in Cambogia… E questo è tutto dire! Consigliatissimo a due esegeti del filone come @SWAT @bastardnasum


Visto in uno scrausissimo vcd pirata acquistato quasi 20 anni fa in Bolognina, per poi scoprire che è stato (regolarmente?) rilasciato su YouTube da quelli di Wu Tang Clan.

La vicenda corre su un doppio binario, a cavallo tra melodramma e horror, sicuramente rifacendosi ad elementi della tradizione locale. Saltuaria invadenza di siparietti comici malriusciti portati avanti oltrmisura. Fattura estremamente poveristica.

La trama:
Una donna, insieme al suo burbero amante, organizza l’assassinio del marito, una sorta di leader del villaggio con tanti servitori che dipendono da lui; il defunto lascia un bambino piccolo ed una ragazza adolescente, già a sua volta orfana, che era stata da lui adottata. Il comando della baracca viene preso dalla perfida assassina. Il suo amante però è un insaziabile e tanta di possedere la bella orfana; la spietata matrona allora fa gettare la ragazza nella grotta dei serpenti, dove l’attende morte certa.
Nella grotta invece la fanciulla viene posseduta da un grosso rettile (prima scena davvero esilarante della pellicola), che la mette in cinta.
Durante una notte di tempesta la giovane partorisce, ma non appena dà alla luce la creatura una parte della grotta frana uccidendo la ragazza.
Nella scena successiva vediamo la bambina crescere nella grotta in mezzo ai serpenti (incredibile, una creatura completamente ignuda di un anno o poco più, che a malapena si regge in piedi, piazzata in mezzo a serpenti di ogni dimensione, che li afferra e li maneggia con disinvoltura davanti alla mdp :scream: )
Successivamente la bimba cresce e diventa una bella fanciulla, che munita di una pacchianissima parrucca gialla decide di uscire dalla grotta e visitare il mondo degli uomini.
Arrivata nel villaggio conosce un ragazzo, che altri non è che il figlio del capovillaggio che abbiamo conosciuto all’inizio del film. I due si innamorano, si addentano nella foresta e fanno l’amore (altra scena trash). Dopo l’amplesso lei perde la parrucca e… ohmioddio! I suoi capelli in realtà sono formati da serpenti! (serpenti veri, non so come glieli abbiano attaccati sulla testa, incredibile!).
Il ragazzo scappa e torna nel villagio; poi capisce di essere innamorato nonostante l’aspetto orribile della sua lei, e decide di andare a cercarla nella grotta; però è promesso in matrimonio ad un’altra ragazza del villaggio allora viene rinchiuso in casa. Riesce però a fuggire. La matrigna cattiva allora assolda dei preti/fachiri per vaticinare e rintracciare il fuggitivo (scena assurda! I tre, senza nessun effetto speciale, si infilano spilloni da una parte all’altra delle guance, si fanno tagli sulla lingua con coltellacci affilati e dulcis in fundo si spengono in bocca un mazzetto di bastoncini di incenso).
Nel mentre il giovane ritrova la ragazza serpente e parte una canzone in stile bollywood, e i due cantano e ballano felici. Poi il ragazzo le dice che la accetta così com’è, la bacia e la abbraccia accarezzandole in continuazione i capelli-serpenti (cringe).
Ma la gente del villaggio li ritrova e li cattura. Non racconto come andrà a finire, ma anticipo che ci saranno un’invasione di serpenti e scene (ai nostri occhi) sadiche di violenza su animali, con un coniglio decapitato con una spada ed eviscerato e serpenti tagliati a pezzi con un coltello da una sorta di sacerdote che ride tutto il tempo come un ebete.

Must see.

Ho scoperto che esiste un seguito, The snake girl drops in, anche questo sul canale YouTube Wu Tang Collection, che vedrò e recensirò quanto prima :+1:t3:

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si, il film è stato girato in Cambogia.
Dy Saveth era una delle più famose attrici cambogiane del periodo magico del cinema di laggiù tra il 1966 e il 1975 quando venivano girate montagne di film (quasi tutti con elementi a carattere fantastico o comunque in ogni film qualche elemento fantasy, soprannaturale o fantastico ci infilava sempre) e addirittura le pellicole cambogiane partecipavano a festival internazionali ed erano apprezzatissime in Francia.

Di Dy Saveth lessi proprio una lunghissima intervista su una rivista in kingua francese a Phnom Penh nel 2000qualcosa (forse 2012-2013) la prima volta che ci andai e ci stetti anche abbastanza a lungo (ci sarei tornato altre tre volte ma per periodi più brevi) ed è una delle poche attrici ancora vive e che non sono state uccise durante il regime di Pol Pot o durante gli anni di spaventosa carestia avvenuti subito dopo, durante l’occupazione vietnamita (che, ufficialmente, non è mai esistita, per il Vietnam, ma che ha creato altrettanti morti che durante gli stermini di Pol Pot).

Vabè, tornando a noi… di questo film esistono perlomeno 3 versioni:

La versione cambogiana, introvabile, probabilmente andata perduta o mutilata per sempre. Si sa solo che durava oltre le due ore, come ogni bel film cambogiano o del sud est asiatico (eh che cavolo, sennò si fan cortometraggi, eh)

La versione cinese (cioè di Hong Kong, ovviamente), ricavata da quella probabilmente cambogiana, ma stravolta nel montaggio, nelle musiche e in alcuni attori ma del quale è impossibile dire di più vista l’impossibilità di compararla con la versione originale. Ovviamente di molto sforbiciata perchè ai cinesi dopo un’ora e mezzo viene l’orchite a sapere che c’è almeno un’altra ora di film che li aspetta (e li posso anche capire)
Comunque è da questa versione che discendono tutte le copie in circolazione: il VCD HKese, la vhs HKese, il DVD cambogiano edito negli Stati Uniti ad uso e consumo delle sole comunità immigrate ed importato in Cambogia nella seconda metà degli anni 2000 in pochissime unità (e chi poteva permettersi di spendere 15-20 dollari in cambogia per un DVD vero quando a tutt’oggi gli stipendi medi sono di 80 dollari per i lavoratori?) ed infine per il VCD thailandese (di cui da ualche parte ho la foto della copertina ma il vcd l’ho venduto da tempo

Infine c’è la altrettanto fantomatica versione thailandese che dovrebbe essere altrettanto manipolata come la cinese nelle musiche, montaggio, ecc ecc ma di cui - come moltissime altre versioni tailandesi di altri film asiatici (“Mars Men” su tutti) è impossibile dire altro vista l’irreperibilità totale. Il VCD (rarissimo) tailandese, come detto, proviene dalla versione cinese. Ma nun ce l’ho più e, ora che mi fate ricordare, sto ancora aspettando che me lo paghino. Alla faccia degli “amici”…

Comunque esiste perlomeno un altro capitolo della saga, sempre con Dy Saveth, diponibile su VCD e VHS a HK. Qui di seguito un piccolo riassuntino:

-Tida souk pous/Neang prey sark pous/Neang lavear chaik/The snake girl (1972)… è quello di cui si parla nel topic, coproduzione HK/Cambogia del 1972 con Dy Saveth e altri attori autoctoni. Purtroppo la versione originale cambogiana è andata perduta definitivamente assieme a circa l’80% di tutto il cinema cambogiano pre-1975

-Tida sok pous/Teeda sok puos/She mo nu/蛇魔女/The snake girl/The snake hair (1973, China copr., Ocean Shores DVD). Questa è la versione cinese, che dura quasi 40-50 minuti meno di quella cambogiana e si sa che ha differenze di montaggio e pure di alcuni attori minori. E’ la versione che circola in DVD, VCD, VHS e online. L’unica al momento disponibile, vista la totale scomparsa della versione originale camboggiana

-(Titolo originale cambogiano sconosciuto: probabilmente un film di montaggio solo HKese) / The snake girl drops in/Lady blood boxer/She mo nu da nao du shi/蛇魔女大鬧都市 (1974, DVD o VCD)

Boh… Non si sa se sia un prodotto ufficiale o meno. Men che mai se sia mai uscito in Cambogia e con quale titolo. Come altri misteri asiatici, è proababile che sia una operazione non autorizzata fatta a Hong Kong con spezzoni presi dal film originale e da svariate altre fonti e forse in Cambogia non ci è mai arrivato (anche perchè nel 1974-1975 mi sa che in Cambogia avevano altro a cui pensare)

Poi se non ricordo male dovrebbe esistere anche qualche altra versione apocrifa tailandese sempre usando il girato del film originale cambogiano - è da tempo che non riprendo in mano tutti i miei dati sul cinema cambogiano perchè da quando han chiuso un negozino nella capitale e da quando ho visto una davanti a me essersi sfondata la testa con una trave d’acciaio precipitata dalla cima di un palazzo, con relativo cervello rotolare fino ai miei piedi, non c’ho più rimesso piede laggiù anche se mi piacerebbe tornarci. Ma al momento ho gravi problemi personali da risolvere.

Comunque di questo film se ne parla abbondantemente su un forum di cinema internazionale da anni e al momento l’unico risultato è che non ci ha capito niente nessuno sulle varie versioni/edizioni/rimontaggi fatti tra Cambogia, Hong Kong, Tailandia e Dio solo sa dov’altro.

Poi ovviamente con la ripresa del cinema cambogiano nei primi anni 2000 (! eh che volete farci… ) ne hanno rifatti diversi remake televisivi: orribili, recitati da cani, girati col cellulare, roba veramente indegna tecnicamente ed artisticamente ma che va di brutto: tanto che in quell’anno che ero in Cambogia c’era un altro articolo dove il ministro della cultura si lamentava che si girassero troppi film fantastici in Cambogia (e che ci vuoi fare…) e bisognava puntare piu su film drammatici, sociali e d’impegno civile. Risultato? Ci son tornato altre 2 o 3 volte negli anni successivi e - a parte che i pochi negozi o punti vendita di dvd e vcd erano quasi chiusi tutti - il cinema cambogiano ha continuato imperterrito a sfornare prodotti televisivi horror, fantasy, fantastici, mistici, fantareligiosi sempre e assiduamente su praticissimi cd-r copiati e copertine fotocopiate che circolano fino alla periferia della capitale e non oltre. Alla faccia della volontà di ritagliarsi uno spazio nel mercato internazionale a forza di prodotti dai contenuti sociali e realistici.

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Sei davvero una inesauribile miniera di informazioni bastardnasum, la tua conoscenza delle cinematografie più marginali del globo mi lascia esterrefatto. Io mi esaltavo per questo film scherzandoci sopra e tu in quattro e quattr’otto mostri tutti i retroscena socio-cultural-artistici di questa opera e di tutto il mondo che ci gira intorno. Chapeau! E grazie!
Dovresti scrivere un libro su tutte queste conoscenze che hai accumulato negli anni, la tua competenza è davvero specifica e approfondita, sicuramente in italia non c’è nessun altro che abbia un così vasto bagaglio culturale in questo particolare settore… e anche nel mondo intero non so in quanti siete!

Contribuisco nel mio piccolo linkando la scheda dell’hkmdb dedicata a Dy Saveth, che comprende alcuni titoli che sono stati distribuiti a Hong Kong per l’home video e che quindi dovrebbero essere un po’ più facili da reperire… Magari qualche cosa c’è anche su YouTube, ora controllo.

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In ogni caso smanettando su YouTube ho visto che anche il cinema nigeriano (anche lì… robe girate straight to video che generalmente hanno valori tecnico-artistici qualitativamente pessimi) ha dedicato diversi titoli al mito della donna serpente!

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Beh boh, ci son molti più studiosi e collezionisti esperti di me, senza dubbio alcuno
La differenza e’ che loro hanno montagne di soldi (in particolare certi dal nord Europa) e possono permettersi di spendere capitali per trovare tutte le versioni possibili o esistenti di un film e quindi poi studiarci sopra differenze di montaggio o di formati, e quant’altro
Io che non ho una lira, posso solo permettermi di andare direttamente in loco (“allora tu ce l’hai i quattrini”. No, col poco che guadagnavo in 4 mesi di lavoro l’anno, l’Asia orientale era l’unico angolo del globo dove potevo permettermi di vivere con 10 euro al giorno per mesi e mesi, tutto qui) e, come appunto hai detto, scoprirne i retroterra culturali e storici: leggendo riviste locali, articoli di giornale, andando in giro a cercare gente, negozi, istituzioni, enti, librerie, libri, poster, tracce e quant’altro, che magari c’entrano poco col film stesso ma aiutano a capire il contesto culturale e quindi forse anche certi contenuti e tematiche stesse, che poi alla fine son quelle che più mi interessano al di là di possibili montaggi o edizioni diverse, di attori più o meno rimpiazzati, di scene più o meno alternative.

La donna serpente e’ una iconografia molto presente in tutta l ‘asia induista / buddista e nelle culture animiste (e quindi anche nel buddismo di stampo più animista e/o tantrico come in Thailandia, Cambogia e alcune regioni piuttosto che altre dell’India) ma anche in moltissime culture pagane o pre-cristiane e pre-musulmane (arcipelago indonesiano e tutta l’aslfrica sub sahariana oggi in prevalenza scossa da fondamentalismi islamici) vista la sua ovvia relazione tra la donna e il sesso rappresentata dal serpente (ma introdursi in questo argomento manderebbe troppo lontano e non e’ questo il caso). Fatto sta e’ che, curiosamente, e’ proprio fuori dalle culture prettamente induiste (india, Pakistan, Cambogia, Thailandia, Laos e solo in minimissima parte in Mongolia semplicemente perché in Mongolia i serpenti sono praticamente inesistenti) e’ proprio nei paesi musulmani che il mito della donna serpente e’ vivo nella cultura tradizionale e popolare e anche nel cinema: vedi Nigeria, appunto, ma anche Indonesia e Malesia dove esistono numerosissime pellicole. Perche’ in fondo, l’Islam ha funzionato in questi paesi un po’ come il voodoo ad Haiti o la macumba in Brasile, sovrapponendosi ma mai eliminando le vecchie credenze e le vecchie religioni, la credenza in demoni e spiriti, in magia nera e bianca, negli stregoni e nelle creature mitologiche come la donna serpente o i fantasmi col buco o gli uomini-olio. Certo, essendo film girati in e per paesi musulmani, ci deve essere sempre una morale di fondo e finale volta sempre a ribadire l’assoluta invincibilita’ ed indiscutibilita’ del Corano ma e’ significativo che in questi paesi (Pakistan compreso) il cinema fantastico attinga a piene mani da elementi culturali, storici, religiosi che con l’Islam non c’entrano assolutamente niente

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Poi ovvio che l’iconografia della donna con tutti quei serpenti in testa, quasi sempre regina, principessa, padrona di qualche regno fantastico… non è che ci vogliano grandi sforzi mentali per capire cosa stia a rappresentare e tutti quei serpenti cosa significhino (e nel film cambogiano, quella ce ne ha assai…). D’altra parte in tutte le religioni, filosofie morali o credenze al di fuori del Cristianesimo, Ebraismo e Islam, il sesso è una delle pochissime basi di qualsiasi società che motivano e giustificano il comportamento, orientamento, incontro/scontro, ragione di esistenza e necessitià di ogni essere umano

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Trovati altri 2 film con donne serpente tra i vcd pirata che acquistavo a bologna! :heart_eyes:


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Il primo parrebbe anch’esso un film cambogiano, perlomeno il sottotitolo e’ in cambogiano (c’e’ una lettera che non esiste in thai). Di che anno e’ più o meno?
Il secondo potrebbe essere il sequel del 1974, perlomeno l’artwork ricopia malamente il disegno della locandina hongkonghese del sequel del 1974 ed e’ stato pure utilizzato per un VCD della thailandese Lepso per un analogo prodotto thai televisivo (benche’ i crediti sulla cover facessero ulteriore riferimento ad altro film, in puro stile di quei criminali della Lepso) e per un altro VCD ancora su Happy Time, sempre thailandese che mi pare fosse proprio lo Snake girl cambogiano originale del 1972 che avevo (senti che casino). Pero’ vedo che hai scritto Sisworo Gautama Putra, ovvero il mitico Sam Gardner di Primitiv
. Ci sta che sia uno dei vari film della saga di Nyi Blorong con Suzzanna allora

Tipici labirinti all’asiatica, tra Hong Kong, Thailandia, Malesia, Indonesia dove le solite cover e artwork si ricicliamo in continuazione per smerciare di tutto e di più, senza renderne conto a nessuno, a partire da autori e compratori finali

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Il primo è dei primi anni duemila credo, o fine '90, come testimoniano gli imbarazzanti ed invasivi effetti speciali digitali. Pensavo che fosse roba thai ma in effetti può esser benissimo cambogiano o indonesiano.
Il secondo invece è proprio il celebre The Snake Queen di Putra, reperibile anche su YouTube col doppiaggio inglese.

Hai perfettamente ragione, in questo sottobosco spesso è davvero un casino riuscire a capire di che film si tratti, ma probabilmente nell’ottica di produttori e distributori è un aspetto secondario che non interessa a nessuno, l’importante è intrattenere e vendere.

Si , dai primi anni 2000 son stati girati innumerevoli sequel o remake dei vecchi classici cambogiani fantasy, avevo visto anche qualche Snake Queen recente ma non li ho mai presi perche’ e’ tutta roba girata in video e di scarso interesse. Non ho mai fatto una mappatura di tutte queste produzioni cambogiane degli anni 2000, ma son veramente tante. Avevo un po’ di foto e dati sul portatile di viaggio ma mi e’ morto da ormai un 2-3 mesi dopo anni di onorato servizio. Tra l’ altro l’ avevo comprato proprio al central market di Phnom Penh… E mi rompe perche’ c’erano un sacco di informazioni utili che non avevo mai condiviso con nessuno…

Il secondo vcd non contiene il film di Putra (non so come all’epoca arrivai alla conclusione che fosse quello) ma tutt’altro: purtroppo negli anni il disco si è deteriorato e ora non si riesce a leggere né a copiare, si blocca in continuazione. Ora sto provando a convertirlo con Handbrake, se ce la faccio poi lo metto online a disposizione degli interessati nella speranza di riuscire a scoprire cosa contiene. Per quello che sono riuscito a vedere mi sembra una roba anni ottanta molto interessante…

ATTENZIONE, OT

Sono riuscito a convertirlo al 96% (poi si blocca): in realtà non c’entra nulla col film di Putra. Si tratta di King of snake, l’ho riconosciuto perché buona parte delle sue sequenze furono riutilizzate da Godfrey Ho nel suo Thunder of gigantic serpent, che vidi in una copia della vhs greca.

FINE OT