The snake girl drops in (King Weng, 1974)



Seguito pseudoapocrifo hongkonghese del cambogiano Snake girl, accreditato allo stesso regista (ma sarà poi vero?) e che ripropone il personaggio della ragazza serpente interpretato sempre dalla bellissima Dy Saveth. Ma le cose in comune tra i due film finiscono qui.

In questo sequel svanisce tutto l’aspetto fantastico/mistico/leggendario legato alla cultura tradizionale, e la ragazza serpente è presentata come una sorta di Gungala che vive splendida, libera e selvaggia nel cuore della foresta, e che si trova poi catapultata nella civiltà e deve fare i conti con la cattiveria e l’avidità degli esseri umani “evoluti”.

Sotto l’aspetto cinematografico il film, paragonato al suo antecedente, non ha più alcun fascino naif, ma è anzi realizzato secondo i canoni di una solida e prolifica industria cinematografica, e pur essendo un prodotto di serie b molto esile e dalle scarse pretese artistiche non presenta bizzarrie di sorta.
Si tratta di un filmetto insipido e noiosetto, in cui per tutta la pellicola si ripete allo sfinimento lo stesso canovaccio, con la ragazza serpente che sfugge ad libitum dalle grinfie di una banda criminale che cerca di catturarla non si capisce bene per quali loschi scopi.
Ci troviamo davanti ad una sorta di action kung fu comedy piuttosto deboluccia, che si riabilita parzialmente solo nel finale, in cui compare in scena la figlia della ragazza serpente, che raggiunge la civiltà per salvare la madre in pericolo, e combatte la banda criminale agitando la testa a destra e a manca e facendo così schizzar via dalla sua chioma serpenti che finiscono addosso agli avversari mordandoli mortalmente.
In questo finale scoppiettante non manca l’elemento spiazzante agli occhi di noi occidentali, ovvero un nemico che afferra al volo i serpenti scagliati dalla baby snake girl e li neutralizza mettendoli in bocca e schiacciando loro la testa tra i denti (senza effetti speciali of course).
Ma questo shock finale non riesce a salvare un film inconsistente e praticamente privo di trama.

Visto su YouTube sul canale del Wu Tang Clan, in una versione in lingua francese intitolata La vipère du karate che chissà da dove arriva!

A dispetto di quanto ipotizzava @bastardnasum nel topic dedicato a Snake girl, il film (stranamente) non ricicla scene dalla pellicola precedente ma presenta solo materiale girato ex novo.

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Il tizio su hkmdb è accreditato come “Snake-eating thug” :rofl: :rofl: :rofl:
Lo stesso attore in Princess and the Toxicant aka Succubare è accreditato come “Eats snakes, frogs, insects”…
Da vedere! :heart_eyes:

Ammetto di averlo appena visto, guardare un vecchio film del genere in lingua francese ci vuole una bella pazienza.
Tutto quelli che riguarda la bambina sArpente è inquietante, dalle movenze, le espressioni e i versi, poi quando pensi di aver visto tutto c’è il suddetto grandguignol finale coi sArpenti, che poi a vederli sembrano i soliti che si vedono a scopo alimentare in diversi filmati, non che il tutto renda le scene di più facile digestione.
Notare nel film come i giapponesi facciano sempre la parte dei cattivi e soprattutto non è stato detto del leader viados dalla testa volante è Ping-Ou Wei!

Ce lo ricordiamo tutti ne l’Urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente in una parte decisamente analoga ma più raffinata, coi suoi accattivanti completini sgargianti:

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E anche in Dalla cina con furore

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Qui faccio un outing… Nella mia smania di guardare sempre le cose più estreme/misconosciute/marginali spesso mi perdo per strada delle colonne portanti… Non ho mai visto neanche un film di Bruce Lee!!! :scream: :scream: :scream:
Cloni bruceploitation invece ne ho guardati a bizzeffe :sweat_smile:

Complimenti per esserti cimentato nella visione, provo brotherhood nei tuoi confronti :stuck_out_tongue_closed_eyes: :+1:t3:

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Ha segnato, in modo indelebile, la mia generazione… :writing_hand:

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Rileggendo il post di SWAT mi vengono in mente due ulteriori considerazioni.
La prima è che mi sono dimenticato del tizio con la testa volante, che manda in giro per la città con finalità di spionaggio. Ho scritto la rece a meno di 20 ore dalla visione del film ed ho fatto in tempo a scordarmene completamente… Ma quanto sto invecchiando!!!
La seconda (che piacerà a gu61) è che in fin dei conti si tratta di un film profondamente femminista (il che per una società come quella hongkonghese dell’epoca non è per nulla usuale!): gli unici personaggi positivi e moralmente validi sono quelli femminili, i maschi sono tutti imbecilli oppure opportunisti/affaristi/traditori/falsi/inaffidabili.

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E’ da una vita che non lo rivedo, non ricordo niente. Dovrei vedere che storia produttiva c’e’ dietro, ma non escludo che nelle sale cambogiane non ci e’ mai arrivato, anche perche’ non son mai riuscito a trovarne il titolo khmer. Guardandolo velocemente, mi pare che non abbia niente a che fare con la abborracciata produzione cambogiana. Resta il fatto pero’ che c’e’ Dy Saveth: forse era gia’ scappata via dal paese? probabilmente si. Il film fu cominciato in Cambogia e a causa del precipitare degli eventi e’ stato proseguito e terminato a Hong Kong o in Thailandia? Gli attori han tutti nomi cinesi, contrariamente al primo capitolo. Dovrei riprendere in mano gli appunti del cinema di laggiu’ ma li ho su un portatile che non funziona più da mesi… :frowning:

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Mi raccomando, prima o poi recuperali, sono un tesoro che non deve finire disperso!!! :slightly_smiling_face: :+1:t3:

Ricordi in che lingua lo guardasti? Anche tu in francese o circola anche una versione diversa?

si, lo stesso master qui di youtube, al Bophana Audiovisual Center, cioè il museo del cinema di Phnom Penh, gestito da ragazzi francofoni (non so se francesi o canadesi, visto che di entrambi ce ne sono a vagonate nel paese) e che - data appunto l’impossibilità di trovare le pellicole originali su altri supporti o in altre versioni, si devono contentare di raccogliere quello che riescono a trovare da vcd/dvd/vhs straniere, registrazioni da tv, youtube… era lo stesso master.
Parlando con altri collezionisti eravamo giunti ad ipotizzare appunto che il film avesse dovuto essere una nuova coproduzione HK/Cambogia, o comunque da girare li visto il successo del primo film e comunque di Dy Saveth che all’epoca era una signora attrice. Poi molto probabilmente è stato girato o in Thailandia o a Taiwan: d’altra parte è chiarissimo, lo riguardo ora, che di apporti cambogiani pare non esserci praticamente niente. Sul perchè, è facile ipotizzare che l’avvento del regime abbiam bloccato questo film come (è provato) moltissimi altri che si stavano girando e che molti attori (oddio neanche moltissimi, visto che sono tanti quelli che ci han lasciato la pelle) abbiano preferito scappare. So che Dy Saveth si è rifugiata in Thailandia e negli anni successivi in Francia. Avevo le foto dell’articolo di questa lunga intervista (erano 7-8 pagine su un magazine in lingua francese) e anche molti appunti che mi ero preparato ed avevo ovviamente ampliato quando ero in Cambogia, visto che ogni giorno andavo a questo Bophana Audiovisual Centre (piccolino ma delizioso, in una via tranquillissima dalle parti del Boulevard De Gaulle, per chi fosse interessato, proprio vicino ad un coffee bar Tout Le Jour altrettanto delizioso). Ma è tutto su questo portatile che non mi parte più, nè in windows nè in mac, ed è un miracolo che abbia sopravvissuto per tutti questi anni tra gelo, neve, vento, tempeste di sabbia, dai -50 ai +50, sballottato e sbatacchiato per migliaia di chilometri.

Vabè, tornando a noi… c’è una discussione interessante anche su Latarnia, il forum internazionale, poi vedo di estrapolare notizie alle quali avevo contribuito in piccola parte, ma ricordo che anche li c’è una grandissima confusione su tutta questa saga, tra versioni cinesi rimanipolate, versioni tailandesi rimanipolate ecc ecc

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Allora, sto rileggndo alcune conversazioni, la situazione è complicatissima e a quanto pare esistono ancora moltissime zone d’ombra o fatti totalmente sconosciuti:

  1. Esiste un primo film del 1970 o del 1971, coproduzione tra Thailandia e Cambogia che si chiama “ពស់កេងកង” (Puos Keng Kang / งูเก็งกอง / Ngu keng kong / The Snake Man / The Snake King’s Wife) con Dy Saveth che ha circolato e vinto numerosi premi in vari festival del Sud Est asiatico. Parrebbe esistere un VCD thailandese a quanto pare (sicuramente manipolato), ma è difficile localizzarlo con certezza perchè alcune edizioni con la riproduzione del poster in realtà contengono altri film. Potrebbe essere il VCD che ho trovato (vedi in fondo) ma che, dopo spedito a un “amico” non ne ho più saputo niente. E, oltre a non aver mai visto una lira, non he ho mai più trovata nessuna altra copia e nessun collezionista “tosto” l’aveva mai vista. Vedi comunque in fondo. Questo è il poster thai:

Questo è il poster:

poster 1

  1. Poi c’è il sequel, ovvero ពស់កេងកង ភាគពីរ (Puos Keng Kang Pheak Pii / งูเกงกอง ภาค 2 / Giant Snake 2 / Snake Girl 2: Revenge) sempre con Dy Saveth, che è un diretto seguito delle avventure del primo film.
    Questo è il poster thailandese:

poster2

  1. Il terzo film è appunto The Snake Queen (Tida souk pous/ Neang prey souk pous/ Neang lavear chaik / The snake girl /She mo nu/蛇魔女/ The Snake Girl / Snake Hairs), ovvero quello di cui si parlava nell’altro topic, che è del 1972. Uscito in VCD e forse DVD per la Ocean Shores di HK. E’ uscito in VHS in Cina con l’artwork di un ulteriore misterioso film thai/taiwanese del 1972-1974 (vedi più in basso):

E’ uscito poi anche in una edizione DVD cambogiana stampata in America per le comunità immigrate, ma sostanzialmente è la medesima versione cinese rimaneggiata ed accorciata uscita in precedenza per la Ocean Shores di HK in laserdisc e vcd. Pochissime copie sono arrivate in Cambogia trovate in un solo negozio di Phnom Penh in una decina di copie (Street 139, per la precisione: tanto il negozio non esiste più), di cui sfortunatamente non mi è rimasto nessun DVD originale (il pacco, assieme ad una montagna di rarità, l’ho spedito da Khao San Road a Bangkok per l’Italia e non è mai arrivato): il film non è quello in copertina (che è un bel fantasy molto carino) ma la locandina più piccola sulla sinistra, a mo’ di pubblicità:

  1. Il quarto film è quello in francese del link su youtube, conosciuto come “The Snake Girl Drops In” (She mo nu da nao du shi/蛇魔女大鬧都市) e che DOVREBBE essere quello che in Francia è uscito come “La vipère du karaté” (uscito in VHS e anche in DVD per la Bach Films, curiosamente questa ultima utiliuzza un master inglese sul quale è stato imposto il titolo di testa in francese dalla vecchia vhs) ed è del 1974

Si ipotizza che esista un ULTERIORE capitolo (il quinto, di tutta 'sta pappardella) tra il film del 1972 e quello del 1974 intitolato “Boxing Girl” del 1974-1975 ma neanche Sweeney Tod, che è forse l’autorità mondiale in merito al cinema del sud est asiatico, sa dirne di più. Potrebbe essere anche semplicemente un titolo alternativo di “The Snake Girl Drops In”.
Secondo le mie informazioni che ricordo di aver letto in quella intervista dovrebbe essere il solito film del 1974, ma Sweeney Tod non ne è sicuro. O perlomeno, nessuno ha potuto vedere le due versioni per vedere se è il solito titolo o meno.
Comunque per molti collezionisti “The Snake Girl Drops In” = “La vipere du karate” e (forse) = “Boxing Girl”. Il film del 1974 è comunque una produzione HK / Taiwan con Dy Saveth che era già fuggita dalla Cambogia e quindi il film non è mai arrivato nei cinema cambogiani e non è quindi da considerarsi una produzione cambogiana nonostante la presenza dell’attrice…

Ma la confusione diventa ancor più caotica perchè Sweeney Tod fornisce il cast di questi 4 Snake Girl elencati qui sopra e tutti interpretati da Dy Saveth: cast belli dettagliati in cui nei primi due è chiara una coproduzione thailandese mentre negli altri due c’è la presenza dei cinesi. Ebbene nessuno di questi 4 cast corrisponde al cast fornito sulla vhs e sul dvd di “La vipere du karate”… e allora qui son tutti andati nel pallone. Forse allora esiste veramente un QUINTO film che dovrebbe essere “Boxing Girl” (ma con il film “La vipere du karate / The Snake Queen Drops In” ??) e si sa che forse questo capitolo della saga (cast: Dy Saveth, Kong Sam Oeun, Li Sha Yue, Oh Lan, Fong Au, Hon Kan, Choi Lam Lam) POTREBBE essere un remake di uno dei primi due. Ovviamente le versioni cambogiane di tutti questi film sono tutte scomparse e rimangono solo versioni pesantemente rimaneggiate: quella thailandese del primo (ma irreperibile o non ancora identificata) e quella del 1972 nella versione accorciatissima e rimanipolata cinese, oltre ad una versione francese in vhs intitolata “La vipere du karate” che dovrebbe essere il film del 1974 ma i cast non combaciano ed una versione in DVD sempre di “La vipere du karate” che utilizza un master in inglese con appiccicati sopra gli opening credit in francese che, in finale, non si capisce da cosa provengano
Ma questo fantomatico quinto capitolo titolato “Boxing Girl” (sempre che esista veramente) in realtà potrebbe essere solo una ennesima manipolazione dei primi due film della saga se si da credito alle pochissime informazioni che circolano, effettuato fuori dalla Cambogia (forse in thaiandia o a hong kong o in cina).

  1. Col titolo “蛇魔女 / She Mo Nu” dato dai cinesi al film cambogiano del 1972, c’è anche un altro Laserdisc per la Ocean Shore uscito in contemporanea al film cambogiano del 1972 uscito anch’esso in laserdisc per la stessa compagnia e con il medesimo titolo !!! La confusione qui è totale: questo secondo film col medesimo titolo del film cambogiano del 1972 dovrebbe essere la coproduzione thailandese / taiwanese sempre del 1972 intitolata “แม่งู –” (Mae ngu) uscito poi nel 1974 a Taiwan come “蛇國女王 /Snake Queen”. La confusione viene dal fatto che il poster di HONG KONG riporta un titolo in cinese (“蛇國女王” appunto) e nomi di regista e attori tutti in tailandese, che sono i veri nomi del regista e degli attori originali:

qui sotto invece c’è il poster taiwanese, essendo il film una coproduzione con Taiwan (se ne giravano molte all’epoca di coproduzioni Taiwan / Thailandia) di cui ovviamente al Taiwan Film Institute non sanno niente e neanche gli mporta di sapere, che però l HKMDB data al 1974 con la regia di Choi San Nam e nomi di attori tutti cinesizzati:

Ma in finale è sempre il film uscito originariamente in Thailandia del 1972 e della durata di circa due ore e mezza e successivamente uscito nel 1974 a Taiwan e Hong Kong con circa un’ora in meno di girato per adattarlo alla durata di un film “normale” per gli standard cinesi e con nomi di regista e cast totalmente cinesizzati. Della versione thailandese lunga circa due ore e mezzo al giorno d’oggi non esiste traccia (non è una novità).
Come detto questo film Thailandia/Taiwan è uscito in Laserdisc per la Ocean Shores (vedi la foto sotto) con il medesimo titolo del film cambogiano del 1972 (She Mo Nu / Snake Queen) , creando quindi ulteriore confusione e usa un artwork molto simile alla vhs cinese che contiene invece lo Snake Queen cambogiano del 1972 (vedi sopra):

Dovrebbe essere il medesimo film contenuto in questo VCD tailandese che comprai per un tipo che - oltre a non avermi mai pagato, alla faccia degli “amici” - non mi ha neanche mai fatto sapere niente del contenuto. Inutile dire che non ne ho mai trovata nessuna altra copia e mi rompe le scatole perchè potrebbe essere lo Snake Queen cambogiano del 1972 visto che in copertina ci son foto del templio di Angkor Wat… purtroppo questo “amico” si è intascato il film, non ha pagato, e non si è più fatto sentire:

  1. Poi c’è un film coproduzione Hong Kong / Taiwan girato nelle Filippine del 1977, conosciuto come “The Magic Curse” e nella vhs francese come “Au pays de la magie noire”. E’ uscito anche in DVD, sempre in Francia. I poster qui sotto sono stati utilizzati in futuro per numerosi vcd, laserdisc, dvd che circolano in Thailandia dove dentro c’è infilato di tutto:


poster 4

  1. Un remake cambogiano recente del 2001 uscito anche in VCD in Cambogia è រឿងកូនពស់កេងកង (The Snake King’s Child / Kuon Puos Keng Kang / Snaker / Ghost Wife 2). Anche questa locandina è stata utilizzata in thailandia per un vcd di cui ignoro il contenuto mentre il VCD cambogiano contiene il film corretto perchè me lo ha confermato un collezionista svizzero a cui l’ho venduto. Probabilmente è lo stesso filòm che tu hai in quel vcd con il cartoncino rosso che hai postato:

poster 5

Infine, sottolineiamo come Dy Saveth appaia anche in probabilmente 3 (TRE) versioni cambogiane di “Krai Thong” ovvero il famigerato coccodrillone gigante. A quanto pare esistono:

  • Krai thong neng krapeu charavann/Crocodile man (del 1968)
  • Chompa thoung/Crocodile man/ចំប៉ាថោង (1969) (c’è il DVD cambogiano con copertina gialla che non ho: vedi però i punti sotto)
  • Krai thong krapeu chalawon/Kroper chharavan/Crocodile man (1972) (c’è un DVD???)
  • Krai thong/The crocodile man/天鱷/Tian’e (1983) (Ocean Shores DVD, Cina: l’ennesima versione manipolata / alterata di uno dei tre film sopra, forse quello del 1969, apparsa oltre 15 anni dopo? Quasi sicuramente)
  • Chompa thoung/Champa thoung/Crocodile man 2 (che esiste su uno scrausissimo DVDr con copertina bianca fotocopiata: l’ho comprato, spedito a un collezionista per indagare e non ne ho saputo più niente ma probabilmente discende dalla “versione” del 1983 rimaneggiata a HK, visto che di tutti 'sti film è l’unico disponibile, e che dovrebbe essere pure la fonte per il dvd cambogiano con copertina gialla)

Sullo stesso tema, esiste ovviamente il ben più famoso Crocodile (sempre Krai Thong, anche in thailandese) di Sampote Sands, uscito in vhs anche da noi che in realtà parrebbe essere un film coreano molto più vecchio, sul quale il nostro Sampote ha messo le mani, thailandesizzato tutti i nomi di cast e tecnici, girato altre scene, eliminate altre ancora e trasformato in un film thailandese. Niente di nuovo sotto il sole: ha effettuato la stessa operazione con la saga giapponese di Ultraman per creare film autonomi e era pratica comunissima che ogni paese arraffasse pellicole altrui e le manipolasse a proprio uso e piacimento (come la versione tailandese del film taiwanese “Mars men - Gli Uomini di marte” che si sa essere molto più lunga e diversa ma di cui non esiste più traccia)

Ecco… il cinema asiatico, tra sud-est, Taiwan e Hong Kong è stato per 30 anni tutto così… tirate voi le conclusioni

In finale però data l’assoluta sparizione dei primi “Snake Queen” cambogiani, andati perduti e distrutti dal regime di Pol Pot, data la manipolazione fatta negli anni da cinesi, tailandesi e chi altri sulle pellicole, data l’assoluta confusione con titoli reinventati, cast riscritti o adattati in questo o quel linguaggio, data la presenza di svariate edizioni vhs/vcd/laserdisc/dvd dove si ricicciano sempre le solite immagini per spacciare film rititolati o che non c’entrano niente con quanto annunciato in copertina… data l’assoluta inerzia di certi istituti culturali come il TFI di Taiwan e gli sforzi spesso inutili della cineteca di Bangkok (che ogni 3 per 2 va a fuoco con relativa distruzione di copie uniche o frammenti reperiti di film altrimenti scompoarsi), vi immaginate che studiare il cinema asiatico di quegli anni, non è proprio cosa semplicissima…

Ed alla fine ho aggiunto solo confusione alla confusione…

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Davvero affascinante il tuo racconto.
La complessità che si delinea però al contempo mi induce a perdere interesse nella ricostruzione filologica di tutta la miriade di diverse versioni di uno stesso film, mi basta sapere quali film sono stati prodotti in origine, che poi i cinesi o i thailandesi ne abbiano fatto e rimaneggiato alcune varianti mi sta bene saperlo, ma entrare in questioni di lana caprina così dettagliate mi sembra come finire in un vicolo cieco, andare a sbattere la testa contro un muro che, anche a sfondarsi di capocciate, non si riuscirebbe ad abbattere. Mi basta poterne vedere una versione, sapendo che è una delle tante e che non è l’originale, ma mi rassegno alla complessità della situazione senza pretese di completismo più irreali che concrete. Se mi pagassero per farlo magari potrei farci un pensiero, ma altrimenti… Mi ritroverei a svolgere nel tempo libero ciò che, per l’estensione della materia, forse non si riuscirebbe a raggiungere neanche dedicandoci anima e corpo con un ingaggio ed investimento da lavoro a tempo pieno!

PS Bellissime le locandine/manifesti, la mia preferita è quella con la vecchia in stile strega di biancaneve!

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beh in finale di Snake Queen cambogiane ne son stater girate 4 o forse 5. Nessuna di queste sopravvive nella versione originale cambogiana. C’è una versione cinese accorciata di circa un’ora del terzo capitolo (“The Snake Queen”), una versione sconosciuta del quarto capitolo (“The Snake Queen Drops In”) che gira su youtube in francese e forse - ma irreperibili o non ancora identificate .- le versioni thailandesi dei primi due capitoli che è altamente probabile siano anch’esse diverse dalle versioni originali (forse scene di balli e canti son stati sostituiti con qualcosa girato in thailandia)

Poi, ripeto, esistono diverse edizioni in dvd, vcd, vhs che usano tutte piu o meno gli stessi artwork ma che all’interno contengono analoghi prodotti thailandesi o addirittura analoghi film indonesiani. E quelle che contengono i veri film cambogiani (cioè in pratica solo il film del 1972, l’unico reperibile) in realtà contengono le versioni cinesi accorciate di un’ora.

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qui c’è un articlo molto interessante sui primi due capitoli, i due “Snake Man”, L’unico appunto è che si cita un film del 1991, “Snaker” primo film della Cambogia liberata dal regime di Pol Pot e dall’invasione vietnamita (che in realtà non è mai esistita, per i vietnamiti): il film in realtà è del 2001, perchè fino ai primi anni 2000 manco c’erano strade asfaltate o infrastrutture nel paese. E nel 1991 la Cambogia era probabilmente il 2° o 3° paese piu povero e disastrato dell’universo: immaginarsi una produzione cinematografica negli anni 90 laggiù, è pura e semplice fantascienza.

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Al di là dell’interesse piuttosto scarso verso il film devo dire che questi discorsi su un cinema di genere lontano anni luce dai nostri canoni mi affascinano sempre.
Ad un certo punto citi anche Mars Men sul quale anni fa abbiamo discusso nel mio forum di origine apprendendone la particolarissima storia (grazie a @MEGATONE che vedo essere utente anche qui). Secondo me non sarebbe male proporre e leggere aneddoti su altri film come quello di questo topic.

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Beh, son cinematografie che interessano purtroppo a 4 gatti in croce, di cui io te e swat rappresentiamo il 75% :smiley: … Beh, no, un altro paio di studiosi ed appassionati molto preparati ci sono e sono decisamente molto ferrati in materia. Ma siamo sempre una nicchia piccolissima. Mentre vedo che in altri paesi, tipo Francia, Inghilterra, Germania, paesi del nord ci stanno molti più appassionati. Sara’ anche perché storicamente molte pellicole del sud est asiatico furono all epoca distribuite in buone quantita’ in vhs in quei paesi e quindi da sempre c’e’ maggior familiarita’… Boia, più che passa il tempo e più si scopre che una montagna di film tailandesi, indonesiani, filippini sono usciti in VHS per label olandesi, francesi, tedesche… Quindi forse anche per questo e’ da anni che laggiu’ c’e’ molta piu’ familiarita’ con questo tipo di cinema che in Italia dove tutt’ora e’ un cinema sconosciuto anche ai più grandi appassionati.

Sicuramente con le tue recensioni, qualcun’altro potrebbe interessarsi (e lo spero tanto perchè è un terreno appassionante, divertente, interessante) ma non penso che in Italia comunque ci siano tante persone interessate a questi film, soprattutto se molti sono solo in lingua originale e difficilmente coi sottotitoli in inglese.
Un tipo una volta mi chiese se gli vendevo dei filmetti indonesiani - roba facile da trovare: i vari film di Suzanna, la saga di Nyi Blorong, quella di Sundelbolong, Anak Setan, Pontianak… e già facevo prezzi bassi (tipo 10 euro l’uno quando su certi forum, collezionisti famosi si vandano di averli pagati “solo” 25-30-40 euro…) poi mi ha proposto un prezzo da indegni (tipo 5 euro perchè “vedo un adesivo dove c’è scritto 12 ringgit che sono 2 euro e mezzo”) e poi la fatidica domanda: “ma hanno audio o sottotitoli in italiano?” “No”. “Ah allora non li prendo”. Vabè… purtroppo anche la voglia di vedersi film coi sottotitoli in inglese è un trend che tra noi italiani si è diffuso solo in tempi recentissimi: uno dei tanti motivi dello scarso appeal di queste pellicole è appunto che non sono mai state doppiate nella nostra lingua. Nel nord europa , come sai, quasi tutti i film sono in lingua originale sottotitolati e da decenni e decenni la gente è abituata a sorbirsi film in tutte le lingue possibili ed immaginabili. Da noi, fino all’altro giorno, praticamente no.

E’ vero anche che la ricerca di questo materiale e la condivisione su YouTube o su dvdr caserecci assemblati e fatti circolare usando le migliori fonti a disposizione dei collezionisti, richiede ingentissime risorse economiche che il collezionista/appassionato/studioso italiano difficilmente ha.

Io ho degli ex clienti nordeuropei che pagano migliaia di euro per reperire lo stesso film in tutte le versioni disponibili. “Cavoli loro”, dirai. Si, vero. Pero’ poi sono loro che studiano i film, riescono a fare chiarezza sulle storie produttive e sulla cinematografia di quei paesi (la dove nei paesi di origine non ci son studiosi o collezionisti seri o gente così preparata o che semplicemente di sbatte così tanto come gli studiosi europei) ed e’ proprio grazie a questi facoltosissimi collezionisti (ben per loro) che molti di questi film spuntano fuori o addirittura vengono scoperti e successivamente condivisi. Di questo bisogna ringraziarli perchè riescono a farli girare e anche fornire informazioni utilissime per capirne le storie produttive e tutto quello che ci sta dietro, come cinematografia, cultura, background storico e sociale… insomma, è una medaglia a due facce.

Quindi: nel bene (molto) ma anche nel male altrettanto perché son disposti a pagare ciecamente cosi’ tanti soldi per ogni scemenza (che io potrei vendere a 10 euro e gia’ farci il 500% di profitto), che si e’ creato un mercato e uno spaccio drogatissimo di VHS, DVD, VCD dove ovviamente i pusher asiatici con due sole genericate trovate in qualsiasi bancarellina sotto strada, stanno facendoci salari mensili da paura sapendo che ci son collezionisti europei disposti a pagare cifre sempre più folli soprattutto perche’ molti collezionisti europei non avendo la possibilita’ di conoscere approfonditamente quei luoghi, non hanno la minima idea spesso e volentieri del vero valore e della reperibilita’ di certi prodotti (ho sentito di tedeschi che han pagato 600 euro per un DVD che io trovavo a 1 euro e l ho rivenduto vergognandomi a 25… Ed io personalmente mi e’ capitato di aver trovato dei film rarissimi praticamente in cambio di qualche sigaretta e di ore di conversazione su tutto a parte che il cinema: come mi dissero in Turchia: “ti diamo questi film gratis perche’ hai dimostrato di amare questo paese e questa gente e non sei l’ennesimo americano che viene qui, offre cifre folli, pretende di avere tutto e se ne va in un altro paese a fare altrettanto”. Vero, perchè alla fine cerco film, musica, libri ma perchè mi piace “vivere” il paese in cui sto, stare con la gente del luogo, adattarmi, creare relazioni ed amicizie, sentirmi parte del luogo: non mi è mai piaciuto andare in giro a fare il ricco straniero col portafogli gonfio che misura tutto a soldi: anche perchè in Asia, tradizionalmente continente di mercanti e levantini, si rischia di cadere molto molto male e rimetterci montagne di soldi quando si diffonde la notizia che “il collezionista straniero è disposto a pagare cifre importanti”… quindi bisogna anche capire il paese, sapere cosa + facile trovare e cosa no, capire veramente tra la gente del luogo a che prezzi veramente certi film circolano o vengono venduti: ma la stragrande maggioranza di questi studiosi e collezionisti europei o americani non ci è mai stata in quei paesi - ben per loro, ad un certo punto - o non ci ha passato 15 anni come ho fatto io: e si che anche io agli inizi l’ho preso nel didietro molte volte prima di capire meglio come funzionano le cose, di ambientarmi, di fare amicizie vere e non solo di interesse) …:pero’, ripeto, oltre al feticismo collezionistico (sul quale ormai mezzo sud est asiatico ci vive di rendita), questi collezionisti occidentali sono anche coloro che in finale studiano, restaurano, diffondono, chiariscono ed esplicano una cinematografia altrimenti studiata e divulgata da nessuno neanche nei paesi di origine. Quindi se da un lato mi fa rabbia vedere come questo cinema e la riscoperta e successiva diffusione di queste pellicole sia dovuta a gente che ha risorse economiche a non finire, e’ altrettanto vero che se riusciamo a vedere e sapere sempre più pellicole ed informazioni su questi film, e’ proprio grazie a loro.

Figurati al TFI di Taipei, che e’ l’archivio nazionale del cinema, mi han detto che neanche si provano a cercarli questi film perché hanno valori culturali prossimi allo zero e non rappresentano nessunissima immagine oleografica del paese (come se alla Cineteca di Bologna o in qualsiasi archivio del cinema italiano si ignorassero di proposito gli spaghetti westertn perchè non rappresentano una immagine bella e armoniosa del nostro paese e delle sue bellezze storico-paesaggistiche: scelte veramente suicide che possono portare solo alla scomparsa di certo tipo di cinema del passato).
Ma anche alla cineteca di Bangkok mi han detto chiaramente che questi film son veramente gli ultimi della lista ad essere eventualmente presi in considerazione o a essere cercati di recuperare, studiare e diffondere… perchè è più importante trovare film d’amore o romantici o drammi perchè offrono una certa immagine del paese, della società, ci son canzoni d’amore passate alla storia e cose del genere… insomma c’è uno studio parziale e dettato solo da criteri spesso puramente patriottici o etnocentrici che non servono assolutamente a niente.

Un po’ meglio in Indonesia dove fortunatamente ci sono moltissimi appassionati (l’ho sempre detto: gli indonesiani sono in gamba anche se vivono in una società purtroppo veramente ingiusta e strapiena di problemi a non finire), studiosi e ricercatori seri, libri, pubblicazioni, musei, tentativi di restaurare e diffondere sui canali satellitari le vecchie pellicole (purtroppo in Indonesia e Malesia il media DVD e tutti i media fisici come CD e altro son stati cessati di produrre dalle major già nel 2016 e si punta tutto solo su formati adatti agli iphone e ai cellulari).
Quando vado a Chow Kit, il quartiere degli immigrati indonesiani a Kuala Lumpur, ogni giorno i negozi di elettrodomestici trasmettono vecchi film indonesiani: horror, action, fantasy, sword’n’sorcery, polizieschi… e c’è sempre capannelli di gente seduta, in piedi, seduta sull’asfalto a guardarli. E quando ti metti a parlare con loro è bellissimo: “ah se ti piace questo film allora devi guardarti anche quest’altro, se ti piace uesto attore allora devi guardare questi altri film” e così via. E’ bellissimo perchè veramente gli si apre il cuore quando vedono altra gente interessata al vecchio cinema e soprattutto uno straniero che si interessa dei loro film.

Ma difficilmente condividono informazioni all’esterno se i rapporti sono solo online tipo tramite email o attraverso siti o pagine internet: devi essere li di persona, mischiarti tra di loro, far capire che sei uno di loro e non un anonimo tedesco che manda una email e dice “offro 500 euro per quella vhs”: d’altra parte vedi che su tutti i forum di cinema internazionale dedicati al cinema del sud est asiatico non c’è mai stato o non ha mai partecipato nessuno da Thailandia, Indonesia, Malesia, Singapore… al massimo intervengono solo sui mercatini per offrire film genericissimi a prezzi scandalosi e il loro apporto si limita solo a quello. E quindi, non offrono ne contributi informativi importanti (spesso leggo da arte di studiosi tedeschi o inglesi che le informazioni che si trovano sui siti in lingua originalie aggiungono solo confusione alla confusione, a dimostrazione che non esiste - ed è vero, purtroppo - un dibattito ed una ricerca così sviluppata come in occidente) ma contribuiscono solo a creare un mercato dai prezzi vorticosamente sempre piu alti, anche perchè mi girano le palle quando sento tailandesi che dicono: “se vuoi quel film, te lo faccvio 50 euro… ne ho circa 200 copie a casa, non lo trovi da nessun’altra parte se non da me”)… insomma, son vari fattori che nel corso degli anni mi han progressivamente allontanato dalla ricerca di questi vecchi film, tra collezionisti arrapati e accecati ma dal portafogli stragonfio e gente del luogo che ben se ne approfitta. “50 US$, no big money for you”. Eh, insomma…

Come vedi, purtroppo e’ un settore di studio ancora troppo sbilanciato, di nicchia e sul quale vertono piu’ interessi economici che una vera e propria voglia di creare condivisioni e dibattiti a livello più ampio. Poi, ovvio, ci sono le fortunate eccezioni… ma mi augurerei che ci fosse piu interscambio culturale tra occidente e oriente su queste cose e non un puro e semplice rapporto di profitto e prezzi vorticosi. Perchè son convinto che il cinema - qualsiasi tipo di cinema: bello o brutto, vecchio o nuovo - deve essere patrimonio mondiale, come tutta l’arte. Avrei potuto essere milionario se anche io avessi avuto la faccia tosta - quando ero in tailandia e su consiglio di collezionisti di la (autoctoni o stranieri che vivono li da anni) - a vendere bischerate a 50-100-200 euro… ed invece ho sempre anteposto l’idea di diffondere queste cose a basso prezzo per permettere a tutti i potenziali interessati di interessarsi e fruire di questi film, giusto per creare piu appassionati e cultori. Ed invece oggi mi ritrovo a campare con 20 euro a settimana e senza lavoro, mentre certi stranieri che vivono laggiu si son comprati case e macchine di lusso a vendere film anche a 500 volte il prezzo che li facevo io. Son approcci differenti, il mio basato sulla volontà di far conoscere questo cinema ai piu e quello degli altri basati sulla pura exploitation verso altri collezionisti, appassionati e studiosi. Boh, di sicuro paga piu la loro che la mia, anche perchè comunque chi studia, ricerca e diffonde poi uesti film, pare abbia risorse a non finire ed io ormai mi son fatto solo la nome di “quello che gira il mondo e riesce a trovare film rari rivendendoli a due lire”. Eh vabè. Ma mi consolo col fatto che se alcuni film fortunatamente riescono a girare anche da noi, è anche grazie a me… meglio che niente…

E’ soprattutto per questo che ho in gran parte abbandonato queste ricerche ed ho avuto un pò una crisi di rigetto perchè son rimasto deluso da tutti, buoni e cattivi, occidentali e orientali… ultimamente ho spostato i miei interessi e le mie ricerche sulla storia della musica rock metal e punk di quei paesi piuttosto che sul cinema: c’e’ meno interessi economici e più vera condivisione di idee e opinioni con gli appassionati di quei luoghi

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La tua passione traspare potente da ogni tua singola parola…
Ora capisco perché mi ero messo a leggere il tuo blog, il primo e unico blog che io abbia seguito in vita mia! :smiley: :+1:t3: