Sweet Home (2020 - )

Cha Hyun Su è un siddetto Hikikomori, ossia un disadattato puzzolente che passa il proprio tempo davanti ai videogiochi, a seguito della tragica perdita della sua famiglia si trasferisce in un centro residenziale in attesa di farla finita prematuramente suicidandosi, potrebbe essere la fine e il peggior giorno della sua vita, ma qualcosa di molto peggio sta per accadere, una terribile epidemia sta dilagando…

Per ora ho assaggiato solo due puntate, il debito a Il Demone Sotto la Pelle e Demoni 2 e soprattutto The Mist, si sente subito, ma c’è quel retrogusto di Resident Evil che si spera non mandi tutto in malora con degenri, visioni e superpoteri ad cazzum.
Avendo apprezzato la serie coreana Kingdom, parto con una vena di ottimismo, bella l’ambientazione un mega condominio sudicio popolato da gente più o meno inquietante, piano piano si delineeranno le personalità dei vari soggetti di fronte alla pandemia.
L’aroma è molto videoludico, mostri tutti diversi e tutti molto belli, ci sono armi, combattimenti e tanto sudiciume, il protagonista è talmente laido e con una pettinatura al limite del sopportabile che ti sembra di sentirne la puzza di piedi quasi un sollievo quando a metà del secondo episodio indossa scarpe e calzini cioè, la cosa assurda è che indosso le stesse ciabatte, ma non puzzo così:

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Quasi al termine di questa prima stagione, la storia si fa sempre più intrigante e grazie al cielo non troppo scontata, le personalità degli inquilini si delineano egregiamente, impossibile non affezionarsi o addirittura identificarsi in qualcuno.
Per ora: consigliatissima.

Conclusa la prima stagione, diciamo che soffermarsi alle prime puntate in maniera superficiale sarebbe stato un grave errore, la mia vena di ottimismo iniziale è stata premiata.
Sugli ultimi episodi viene dato il meglio, a livello di trama e di personaggi, la serie si conclude in maniera aperta, ma soddisfacente.

A parte magagne e interrogativi insormontabili, tipo l’ultima scena dove Sang-Wook che trasporta Cha Hyn-Su, il gangster non ha più il viso ustionato ed è vestito da soldato, cosa è successo? Chi è chi? Si è mostrificato anche lui guardendo le cicatrici? Soldato? Che non sapeva neanche sparare?
Così come Han Du Sik da mostro è tornato a camminare lui è guarito da colpo di pistola e ustioni? boooo…

A questo link trovate un po’ di soluzioni alle magagne del finale, huge spoiler ovviamente:

Non ci resta che aspettare la seconda stagione…

Tornando alla serie, è ispirata all’omonima “webtoon” praticamente un fumetto su youtube, vi posto il trailer, il resto degli episodi li trovate tranquillamente sul tubo, rimarrete sorpresi dalla coerenza con la serie:

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Anzi, vi lascio anche qualche piccolo dietro le quinte da gustarsi come extra a fine stagione:

C’è un altro palese omaggio al cinema italiano:

La vita è bella di Benigni, il rapporto che si crea tra il vecchio malato Ahn e il bambino, dove a quest’ultimo viene mostrata la faccenda come un grande gioco, dove loro sarebbero degli agenti segreti in missione anziché prigionieri della situazione, ancora più palese quando viene catturato dai terroristi e si volta verso il bambino sorridendo, come se fosse appunto un gioco.
Il vecchio è interpretato dai Kim Kap-su, ve lo ricordate in Tale of Two Sister?

Comunicazione di servizio per @SWAT .
Non resterai solo in questo topic. L’ho iniziata a vedere (sono al terzo episodio) e mi sta prendendo tantissimo. Non appena con i miei tempi l’avrò finita tornerò in argomento.
Per il momento non posso che ringraziarti per lo spunto.

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Non sempre la computer grafica è all’altezza.

Ok, il pelo nell’uovo me lo sono tolto subito dalle scatole per cui posso iniziare a commentare e cercherò di farlo misuratamente. Nella mia limitata conoscenza delle serie televisive voglio sommessamente dire che questa è la migliore che abbia mai visto da quando l’uomo ha inventato Netflix. Più volte mi è capitato di vedere serie avvincenti ma sono abbastanza sgamato da capire che perlopiù si trattava di situazioni “normali” nelle quali s’inserivano elementi sospensivi ad arte per creare la dipendenza. Qui siamo su un altro pianeta.

Le premesse non erano fra le migliori perché di opere horror del genere “sopravvissuti dell’edificio” ce ne sono diversi (a quelli di SWAT aggiungerei REC) ma vedendo le dieci puntate non ho mai avuto l’effetto deja-vu. Si tratta di una storia coinvolgente e ben scandita, dove le scene di azione sono dispensate con oculatezza ma non ti arriva la noia perché l’approfondimento dei personaggi crea un’empatia con il dramma di queste persone che alla fine neanche t’interessa più di tanto spaventarti. Effettivamente per me la cifra di questa serie è un lirismo che, come si diceva altrove, è legato alla sensibilità asiatica. Secondo me anche il miglior remake che si potesse fare in USA non potrebbe restituire le sensazioni emanate dai visi e dagli occhi dei protagonisti. Una recitazione splendida con i due bambini al limite del mostruoso (ma come hanno fatto a far recitare così il piccolo?).

Vincente la scelta di fare una pluralità di mostri diversi legata alla metafora di quelli che albergano in ognuno di noi. Alcuni sono veramente raccapriccianti.

Dicevo che la CGI a volte non è perfetta mentre lo è assolutamente il trucco. Incredibile la resa delle ferite, bruciature, ematomi. Tanta violenza, esplicita ma mai volgare, buttata in faccia allo spettatore per lo shock gratuito. In generale la regia è attentissima con alcune inquadrature veramente ricercate e ad effetto.

Finale soddisfacente che poteva anche essere definitivo se non fosse per i due/tre cliffhangers che hanno messo. A riguardo leggo che ancora non hanno previsto la seconda stagione. Sarei tentato di dire meglio così in modo da serbare questo ricordo di “Sweet Home” ma invece dico nun famo scherzi e sbrigateve a mette in produzione i nuovi episodi.

Imperdibile.

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Effettivamente se non ci mettevano il delirio post-onirico potevano anche concluderla così, ma sono proprio curioso di cosa ne verrà fuori.

Contento ti sia piaciuto, concordo su tutta la linea, la CGI mi ha soddisfatto, i mostri sono ben fatti, ma le idee estetiche non sempre vincenti, lo ammetto.

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