Straziami ma di baci saziami : Dino Risi (1968)
Ho sempre trovato Straziami ma di baci saziami di Dino Risi, esilarante e pieno di tempi comici assolutamente divertenti ben recitati da Nino Manfredi.
Possiedo la sceneggiatura originale e molti punti, peccato, non sono stati inseriti nel film, probabilmente Risi li avrà anche girati, ma in fase di montaggio Antonietta Zita su sua segnalazione li ha eliminati.
Ed inizio con il caleidoscopio di reclame, loghi e marche scovati nel lungometraggio.
Prima di affrontare la lunga camminata sotto la neve, Marino Balestrini scende dal treno e affisso su una parete della stazione di Sacrofante Marche troviamo il manifesto della Innocenti Lambro 550.
Su indicazione sbagliata da parte di un tizio, (gli ha fatto attraversare una valle innevata anzichè la strada asfaltata) il nostro eroe, ritrova Marisa insieme a delle compagne di fabbrica per poi raggiungere il centro del paese e la bottega del barbiere dove, con delle autorevoli referenze, lavorerà.
All’interno del salone troviamo la reclame del
Bipantol.
Si trattava di una lozione per capelli che veniva spesso usata una volta fatto il taglio e lo shampoo per rendere la “chioma” più lucida e splendente.
e il Signor Tortorelli preso a leggere il quotidiano sportivo
Corriere dello sportin attesa del suo turno.
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La storia d’amore dei nostri eroi continua a mò di fotoromanzo, poesie d’amore da decantare all’amata sono canzoni che avevano partecipato al Festival di Sanremo del 1967 lette direttamente dall’apposito libretto dei testi ed era in vendita presso le edicole delle grandi città italiane
Il barbiere di Alatri alloggia nella pensione della vedova Adelaide (Moira Orfei) e nella sua cucina spiccano una bottiglia di
Acqua Pejo e una confezione di
Calinda in polvere (era uno dei primi detersivo per piatti).
Una serie di bugie, incomprensioni, e calunnie spingono Marisa a lasciare il paese per recarsi a Roma e una volta scoperta le vere verità Marino decide di raggiungere la capitale alla ricerca dell’amata e di farsi perdonare.
Quale miglior strumento?Quello di mettere un annuncio sul
Messaggero e sperare.La sede è proprio quella del quotidiano, si può notare attraverso la finestra via del Tritone.
Dopo diverse esperienze lavorative fallimentari, Marisa legge sì l’annuncio sul Messaggero, ma non si trattava quello di Marino , ma quello di un sarto che era alla ricerca di una sarta per farla lavorare nel suo “atelier domestico”.
Ascoltata o meglio intuita la storia della ragazza grazie al labiale, Umberto Ciceri (è sordomuto) la consola offrendogli un caffè che ordinerà al bar.
Il “garzone” del bar è Ettore Garofalo (Mamma Roma, Brutti sporchi e cattivi, Un borghese piccolo piccolo solo per citarne qualcuno) oltre all’insegna del
Caffè Tazza d’oro troviamo una serie di liquori famosi come
Plym Gin, il Rabarbaro Bergia, Sambuca Molinari ma sopratutto la macchina del caffè espresso
Faema E61
Gli adesivi dell’industria tessile
Trivera sono attaccati sopra il telefono a gettoni nella cabina posticcia sulla via Cristoforo Colombo.
Gli ultimi soldi Marino li lascia in quel telefono, e senza soldi, tenta di ritirarsi su facendo il cameriere in una villa ma con il pensiero sempre della sua amata.
L’occasione gli si presenta e spinto (che bastardi) da una serie di invitati alle prese di una gara di cucina, di parlare con un capo dei servizi segreti (Sifar) se può dargli una mano.
Il commendatore è più preso ad “assistere” al suo tacchino al forno e alla sua salsa d’accompagnamento con panna liquida e gocce di Worchestaire sauce della ditta
Lea & Perrins.
Marisa nel frattempo ha una vita più che dignitosa con il suo nuovo compagno: in questo fotogramma è all’interno del Piper con una serie di amici sordomuti.Intorno al loro tavolo spuntano delle bottiglie di
Pepsi Cola e Birra Wuhrer.
Ricordo che Ugo Tognazzi fu il testimonial di questa birra per Carosello tra la fine del 1964 e 1967.
Sempre più solo Marino, viene spinto da un Babbo Natale a chiamare un operatore di un telefono amico il giorno di Natale.
Troviamo sopra un telefono pubblico l’adesivo del
Fernet Branca e all’interno del bar, durante la loro chiacchierata oggetti della
Punt & Mes, J&B ed un panettone dell’Alemagna
Tenta il suicidio sul Tevere,viene salvato da Mister Ok (che intorno a mezzogiorno il primo gennaio di ogni anno aveva l’abitudine di tuffarsi come buon augurio) e da un suo vicino di letto che scommettendo una quaterna secca nel gioco del lotto, gli permetterà di conquistare Marisa, e una cospiqua vincita.
Va nella sartoria del Ciceri e dopo aver guadagnato la sua simpatia, viene invitato a pranzo.Troviamo in cucina uno dei pochi pastifici milanesi,
Ricciardi e barattoli di
pomodoro Cirio ed una busta del supermercati
Sma.
I nostri eroi si ritrovano per dei chiarimenti e successivamente per un possibile coinvolgimento carnale in una pizzeria.
Nelle pareti della pizzeria troviamo i manifesti del
Rosso Antico e del
Brancamenta mentre nella stanza da letto su un mobiletto una bottiglia di
Carpano e una di
Punt & Mes mentre echeggia il motivo
Io ti sento di Marisa Sannia.
Una festa di Carnevale in una scalcinata trattoria per pianificare la morte del sordomuto spicca una bottiglia enorme di
Nastro azzurro
e una volta rientrati a casa preparare un ordigno artigianale con filo elettrico collegato con una latta di miscela
Esso posizionata sul terrazzo.
Una buona domenica a tutti e a presto per un nuovo (si fa per dire) film…