AVERE VENT’ANNI : FERNANDO DI LEO (1978)
ovvero PIU’ PEJO DE COSI’…
Complice l’ascolto di Noi, il successo di Ornella Vanoni e i New Trolls che ho voluto “rispolverare” il film e soffermarmi sui loghi e marche presenti in questa pellicola cult, che presumo tutti voi avete visto.
Passano alcuni secondi dall’inizio del film e già dalla scene che si svolgono nella spiaggia, troviamo già vicino a Lia(Gloria Guida) una bottiglia da litro di Aranciata Pejo.
C’è chi per trascorrere una giornata al mare sotto un sole cocente si porta dei libri, giornaletti di Lando e Intrepido, la crema abbronzante, un registratore … i più “alternativi” non disprezzano una bella bottiglia di
J&B e
Coca Cola.
Con molta fatica riescono a trovare un passaggio per tornare a Roma e la prima cosa che fanno è fare la spesa in un supermercato (marca sconosciuta, almeno per me quell’ALAS che Fernando Di Leo, nei titoli di coda ringrazia).
Appena entrate, prima di procedere al “saccheggio” una voce maschile al microfono annuncia reclamizzando (ancora una volta credetemi e poi non la cito più, la Pejo e il Fernet Branca).
Gran mostra dei fustini
Dash (nel 1978 ricordiamo che era ancora Paolo Ferrari il testimonial) e
Dixan e altre due marche che non sono riuscito ad individuare.
Il raid tra gli scaffali continua, tra un panino e una spiata di un vecchietto arzillo che cerca di bloccare con una cassiera, coinvolgendo anche dei clienti le “nostre” ragazze.
L’
Olio di semi d’arachide Oio era prodotto dalla ditta Costa quando per cucinare veniva usato per tutte le preparazioni e l’eccezionale figura che reclamizzava il prodotto era la bravissima Bice Valori.
Spiccano invece dal carrello i Wurstel in barattolo
Plumrose (hanno avuto un brevissimo successo vista la concorrenza con la
Tulip) e lo
Yoghurt Yomo (che condivideva §visto che allora erano solo loro l’importanza§ con la Danone)
Beccate dallo spione, Tina e Lia cercano di guadagnare l’uscita, arraffando più generi alimentari, passando per uno scaffale notiamo dei piccoli sacchetti di
pastina per minestra Barilla e il
Riso Flora (allora prodotto dalla Liebig).
e confezioni di
Bagno Schiuma Vidal (allora si poteva trovare con o senza scatola, ma entrambi con il famoso tappo a pigna)
Il loro shopping continua, stavolta la tappa è un tabaccaio.
Poco prima di entrare nel negozio Lia passa davanti ad una cassetta postale dove nella facciata spicca un grande adesivo del
Bustometro(chi è vecchietto come me lo ricorderà certamente, che prima di spedire cartoline o lettere, dovevamo poggiarle su due facsmili prestampati e controllare se il formato era giusto: se il “taglio” non combaciava dovevamo entrare nell’ufficio postale o dal tabaccaio a “maggiorare” l’affrancatura)
L’indimentacabile insegna del
Totocalcio
I sacchetti autosigillanti (che per aprirli ogni tanto ci lasciavi qualche incisivo)delle mentine
Saila Menta e Saila Liquirizia.
E dopo le sigarette un buon caffè e magari riuscirlo a scroccare da un barista provolone…
che il titolare del bar con atteggiamenti “gaieschi” provvederà a redarguire il ragazzo, magari decurtandolo dal suo stipendio.
Trovato da mangiare, bevuto un caffè e preso un pacchetto di sigarette si avviano verso la comunità, non prima di chiedere ad un passante e ad una “contrabbandiera” (e che passante e che “sigarettaia” visto che sono il regista
Di Leo e la “mitica”
Franca Scagnetti)
Raggiunto l’edificio e fatta conoscenza del “Naziariota e Riccetto”(Vittorio Caprioli e Vincenzo Crocitti) spiccano sui muri un trionfo di artisti della casa discografica romana Rca, tra cui spicca un futuro attore di cinepanettoni…
Inoltre tra scaffalature, mensole e scrivanie…
Acqua Minerale Ferrarelle e Appia, Coca Cola, Aranciata Neri e Appia
![30 Aranciata Neri|690x372]
(upload://8YvQiJBcbArDPr2A9EHVVG9RS7u.jpeg)
Spazio per altri due caratteristi (stavolta non pronuncia nessuna battuta) Sergio Di Pinto, figlio del “macellaro” Meniconi.
L’altro è Paolo De Manincor (ricordate il fotografo di Sono fotogenico, dove Pozzetto andò per realizzare le istantanee consigliato dal suo agente Pedretti?)
Mentre Tina è in macelleria Lia visita una casa di una signora benestante (interpretata da Licina Lentini) dove nell’angolo bar spiccano:
l’immancabile J&B, l’amaro Cora il whisky Long John e a grappa Vite d’oro
Deluse e scontente si avviano verso il ristorante (piuttosto squallido come locale non credete? dove c’è solo quella tavolata di “bravi ragazzi”.
Nel bancone bar troviamo un espositore di **pandorini dell’Alemagna,
la macchina del caffè Faema(altro modello da 3 bracci),i vermouth Cinzano e Martini bianco e rosso, 2 bottiglie di China Martini, di nuovo la Grappa Vite d’oro,il Fernet Branca e la Branca Menta,Amaro Averna,l’Aperol, il Vat 69 (e fa bbbeeeeneeee),l’amaretto di Saronno, il Bosford Gin e un’indecifrabile bottiglia di Sambuca
Inoltre una clavetta di
Aranciata San Pellegrino e le marche di gelato
Chiavacci e Toseroni
Cosa al quanto curiosa visto che all’entrata del ristorante spicca in bella mostra l’insegna dell’
Algida.
Un saluto a tutti e al prossimo film.