Non solo J&B - Database di tutti i prodotti vintage pubblicizzati/identificati nei film

due brand inediti:

hostile dimensions è sponsorizzato dalla pirelli:

devilman trinca chivas regal (che credevo nemmeno esistesse più):

in linea di massima ho notato una presenza massiccia, nei film cinesi, giapponesi, thailandesi e indiani, della pepsi.

un discorso a parte lo meriterebbe il selvaggio product placement nella serie shameless. nomen omen, un arrembaggio pubblicitario davvero svergognatissimo. per approfondire però dovrei rivedermi la miseria di ben 11 stagioni e non è il caso.

mi limito a elencare senza apporto fotografico tutte le cose più insistite che ricordo a memoria

  • l’onnipresente cilindro di ajax in polvere (che diverrà liquido nelle ultime tre stagioni) sul bordo del lavello della cucina in tutte le scene della cucina/soggiorno
  • il megafustone del detersivo all (nei 70 e primi 80 giunto anche in italia) sopra la lavatrice
  • in una puntata a cavallo tra la quarta e la quinta stagione tutti i protagonisti perdono un cellulare, quindi c’è una democratica omnisponsorizzazione di almeno 10 marche tra nokia, samsung, alcatel, motorola etc
  • in una puntata lip - che ha sempre in mano o nel taschino le camel - vuole provare tutte le possibili sigarette sul mercato e compra un pacchetto di ogni marca: qualunque etichetta possiate ricordare o immaginare, la vedete lungo due puntate
    e poi birre corona, biscotti oreo, aranciata simply, snickers, (peraltro tutti prodotti non certo discount per una famiglia sul lastrico), distributori mobil, royal crown, catene macdonald e burger king e una paccata d’altri che prenderebbero almeno altre 20 righe per essere elencati tutti!!
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Oltretutto ripete per 5 o 6 volte una frase del tipo ‘grazie per essere venuti a Tutto Total’ che alla fine scoccia pure.

Credo anch’io che sia solo omonimia anche perché come puoi vedere per il film i grafici non si sono sforzati granché per cercare un luogo originale.

@Jobarman
Non ne ho la certezza ma penso che il cartello luminoso della Cinzano e la insegna della Agip ci sono capitati a forza. D’altra parte che altro potevano fare? Se ricordo bene quella è la Colombo e allora, te lo ricorderai, era strapieno di questi cartelli luminosi.

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Ma certo @rodar…ricordo tutto.
Da ragazzino mi incantavo a guardare insegne dei negozi e dei distributori con il naso appiccicato dal finestrino della Renault 6 di mio padre tra il “passaggio” pomeridiano e quello serale.:wink:
Ma visto che stavo vedendo il film ed erano di passaggio li ho inseriti semplicemente…tutto qui.:slightly_smiling_face:

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product placement sfrenato anche nei fuffadoc che con la scusa di investigare clinicamente le malattie veneree scodellano siparietti che sono una sfida tra te e la vescica: nell’ineffabile prima e dopo l’amore un grido l’allarme abbiamo quanto segue

nel primo episodio, l’agip a tutto campo quando ancora non c’era l’iconico logo del drago sputafuoco (in sottofondo, possiamo riconoscere anche il logo della chevron - distributore presente più avanti):

nell’impagabile episodio successivo del casanova siculo, questi al bar ordina tonante un averna. il bar come si vede da tre diverse angolazioni, è disseminato di confezioni di baci perugina:

mentre i due cicalano, possiamo intravedere sullo sfondo bottiglie di amaro cora, molinari, ramazzotti e grappa julia:

quando all’angolo il casanova arpiona la vittima, fernet branca come se fossimo astigmatici. questo verrà pubblicizzato anche nell’ep finale a piena voce:

il nastro del registratore a bobina del giornalista che registra il seminario sulla sifilide è, per la gioia di van harris, di marca BASF

anche la ferrarelle vuole la sua parte d’occhio, curiosamente sul tavolo di un andrologo (strategicamente in favore di obiettivo anche il posacenere che sponsorizza l’immarcescibile J&B):

nell’ultimo episodio, un bar si chiama invece direttamente birra peroni (accanto c’è un ortofrutta che espone il logo chiquita, ma è talmente sottofondale e sfocato che non mi è parso pertinente postarlo)

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AVERE VENT’ANNI : FERNANDO DI LEO (1978)

ovvero PIU’ PEJO DE COSI’…

Complice l’ascolto di Noi, il successo di Ornella Vanoni e i New Trolls che ho voluto “rispolverare” il film e soffermarmi sui loghi e marche presenti in questa pellicola cult, che presumo tutti voi avete visto.

Passano alcuni secondi dall’inizio del film e già dalla scene che si svolgono nella spiaggia, troviamo già vicino a Lia(Gloria Guida) una bottiglia da litro di Aranciata Pejo.


C’è chi per trascorrere una giornata al mare sotto un sole cocente si porta dei libri, giornaletti di Lando e Intrepido, la crema abbronzante, un registratore … i più “alternativi” non disprezzano una bella bottiglia di J&B e Coca Cola.

Con molta fatica riescono a trovare un passaggio per tornare a Roma e la prima cosa che fanno è fare la spesa in un supermercato (marca sconosciuta, almeno per me quell’ALAS che Fernando Di Leo, nei titoli di coda ringrazia).
Appena entrate, prima di procedere al “saccheggio” una voce maschile al microfono annuncia reclamizzando (ancora una volta credetemi e poi non la cito più, la Pejo e il Fernet Branca).
Gran mostra dei fustini Dash (nel 1978 ricordiamo che era ancora Paolo Ferrari il testimonial) e Dixan e altre due marche che non sono riuscito ad individuare.

Il raid tra gli scaffali continua, tra un panino e una spiata di un vecchietto arzillo che cerca di bloccare con una cassiera, coinvolgendo anche dei clienti le “nostre” ragazze.

L’Olio di semi d’arachide Oio era prodotto dalla ditta Costa quando per cucinare veniva usato per tutte le preparazioni e l’eccezionale figura che reclamizzava il prodotto era la bravissima Bice Valori.

Spiccano invece dal carrello i Wurstel in barattolo Plumrose (hanno avuto un brevissimo successo vista la concorrenza con la Tulip) e lo Yoghurt Yomo (che condivideva §visto che allora erano solo loro l’importanza§ con la Danone)

Beccate dallo spione, Tina e Lia cercano di guadagnare l’uscita, arraffando più generi alimentari, passando per uno scaffale notiamo dei piccoli sacchetti di pastina per minestra Barilla e il Riso Flora (allora prodotto dalla Liebig).

e confezioni di Bagno Schiuma Vidal (allora si poteva trovare con o senza scatola, ma entrambi con il famoso tappo a pigna)

Il loro shopping continua, stavolta la tappa è un tabaccaio.
Poco prima di entrare nel negozio Lia passa davanti ad una cassetta postale dove nella facciata spicca un grande adesivo del Bustometro(chi è vecchietto come me lo ricorderà certamente, che prima di spedire cartoline o lettere, dovevamo poggiarle su due facsmili prestampati e controllare se il formato era giusto: se il “taglio” non combaciava dovevamo entrare nell’ufficio postale o dal tabaccaio a “maggiorare” l’affrancatura)

L’indimentacabile insegna del Totocalcio

I sacchetti autosigillanti (che per aprirli ogni tanto ci lasciavi qualche incisivo)delle mentine Saila Menta e Saila Liquirizia.


E dopo le sigarette un buon caffè e magari riuscirlo a scroccare da un barista provolone…



che il titolare del bar con atteggiamenti “gaieschi” provvederà a redarguire il ragazzo, magari decurtandolo dal suo stipendio.


Trovato da mangiare, bevuto un caffè e preso un pacchetto di sigarette si avviano verso la comunità, non prima di chiedere ad un passante e ad una “contrabbandiera” (e che passante e che “sigarettaia” visto che sono il regista Di Leo e la “mitica” Franca Scagnetti)


Raggiunto l’edificio e fatta conoscenza del “Naziariota e Riccetto”(Vittorio Caprioli e Vincenzo Crocitti) spiccano sui muri un trionfo di artisti della casa discografica romana Rca, tra cui spicca un futuro attore di cinepanettoni…








Inoltre tra scaffalature, mensole e scrivanie…
Acqua Minerale Ferrarelle e Appia, Coca Cola, Aranciata Neri e Appia


![30 Aranciata Neri|690x372]
(upload://8YvQiJBcbArDPr2A9EHVVG9RS7u.jpeg)

Spazio per altri due caratteristi (stavolta non pronuncia nessuna battuta) Sergio Di Pinto, figlio del “macellaro” Meniconi.
L’altro è Paolo De Manincor (ricordate il fotografo di Sono fotogenico, dove Pozzetto andò per realizzare le istantanee consigliato dal suo agente Pedretti?)


Mentre Tina è in macelleria Lia visita una casa di una signora benestante (interpretata da Licina Lentini) dove nell’angolo bar spiccano:
l’immancabile J&B, l’amaro Cora il whisky Long John e a grappa Vite d’oro

Deluse e scontente si avviano verso il ristorante (piuttosto squallido come locale non credete? dove c’è solo quella tavolata di “bravi ragazzi”.
Nel bancone bar troviamo un espositore di **pandorini dell’Alemagna, la macchina del caffè Faema(altro modello da 3 bracci),i vermouth Cinzano e Martini bianco e rosso, 2 bottiglie di China Martini, di nuovo la Grappa Vite d’oro,il Fernet Branca e la Branca Menta,Amaro Averna,l’Aperol, il Vat 69 (e fa bbbeeeeneeee),l’amaretto di Saronno, il Bosford Gin e un’indecifrabile bottiglia di Sambuca


Inoltre una clavetta di Aranciata San Pellegrino e le marche di gelato Chiavacci e Toseroni


Cosa al quanto curiosa visto che all’entrata del ristorante spicca in bella mostra l’insegna dell’ Algida.
Un saluto a tutti e al prossimo film.

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Nella terzultima foto l’attrice è la caratterista Lina Franchi. Sia De Manincor (con scene hard), sia la Franchi (in un ruolo attoriale) compariranno anche in due porno.

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oltre ai solitissimi e immancabilii pejo e J&B, ecco un paio di prodotti singolari sbaragliati in come perdere una moglie… e trovare un’amante:

la casini e la bouchet si scolano una batida de coco alla menta:

nel carosello dello scambio dei prodotti da toletta, in mezzo a molte etichette neutre o fake, fa capolino il tantum verde:

ma lo sponsor ufficiale del film sembra decisamente essere la colmar, che non s’accontenta di apparire solo in giubbotti e cappucci per metà film, ma campeggia a tutto schermo anche verso la fine. chi almeno una volta ha fatto una settimana bianca ricorderà senz’altro quest’etichetta:

ci sarebbe anche una certa bottiglia grappa che presenzia a più riprese nella seconda metà del film, ma mai inquadrata ravvicinatamente e con chiarezza, impossibile dire esattamente di quale si tratta. demando a @Jobarman l’identificazione qualora dovesse vedere un domani il film.

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@schramm faró senz’altro questo reportage pubblicitario, promesso…

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la bottiglia ha un collo stretto lungo circa 10 cm e un corpo, non diviso dalla spalla, semicilindrico bello largo. l’etichetta non sembra presentare un logo preciso né un nome ingombrante. appare molto spesso nel film ma non ho ritenuto opportuno un catchscreen trattandosi di una vhsrip abbastanza sporca che rendeva impossibile l’ingrandimento senza sfarfallamento della grana (non viene mai inquadrata in primo piano). cercando su google immagini grappe storiche anni 70-80 non sono riuscito a trovare niente che ci vada neanche vicino.

@schramm ho il film in un hard disk e piú tardi spero di vederlo, ora sono straimpegnatissimo, scusami.

Questa?

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ha una vaga somiglianza ma la sproporzione tra collo e corpo è maggiore e meno sfumata

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In effetti sembra proprio lei!

qui sarebbe stato preciso poter emoreagire con un pappagallo. d’oro.

Il tappo però è diverso.

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Mi correggo, è lei, nel film è già stata stappata!

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Buffo che questi fossero produttori di grappa in Friuli, e si siano poi trasferiti in Sud Africa:

ancor più buffo è che il cascinale si trovi nel valtellinese ma parlino tutti veneto!

@JerryDrake grazie per aver visionato tu il film, in questo periodo non certo facile, avrei rapportato marchi e prodotti il tutto con estrema difficoltá.
Un abbraccio virtuale.

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Da notare che già nel 1978 le riviste di settore vendevano i posteroni col faccione di Boldi.

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