da helander, un regista omofono di highlander, cosa aspettarsi se non un personaggio che anche ridotto quasi poltiglia tipo invasati di evil dead resta comunque vivo e accazzimmato il tanto che basta a far fuori con mezzi e modi più incredibili gli antagonisti?
per me medesimi difetti del primo, vuole tenere il piede sia nel mocassino pregiato del verismo e della verosimiglianza, con un inizio che ha un respiro a cavalcioni tra gli ultimi malick o il cimino de i cancelli del cielo (scope larghissimi, campi lunghissimi, insistiti dettagli naturalistici) che nello stivale dello sbrocco esponenziale dalle parti di un rambo cartoonistico a due passi dal demenziale involontario diretto metà da un primo raimi che si pulisce il culo con la sceneggiatura e metà dal fratello scemo di rodriguez, col paradosso che qua si sta quel minimo più al gioco sapendo già cosa aspettarsi. sbrocco che stavolta arriva vivaddio quasi subito, tenendo però invariato il problema di fondo: c’è tantissima carne devastata nei più iperbolici modi possibili e poi risorta come se fosse solletico (ma davvero roba che se non avete fatto i furbi durante la coda alla distribuzione della sospensione dell’incredulità lasciate proprio stare), ma nessuna carne al fuoco: la sceneggiatura sta tutta nel casus belli spiegato in un rigo di dialogo, quindi le motivazioni delle due fazioni sono praticamente sorrette sul quasi nulla, creando una coazione a ripetere che poggia su un vuoto sostanziale che non si trova nemmeno nel peggiore fumetto, cosa che poi il film dichiaratamente è con la suddivisione in capitoli fontati tipo cartone animato.
va preso per la sovrana stupidaggine che è ma anche così nonostante gli effetti speciali ultravivaci, lo splatter che fa i numeri da circo e le trovate omicidiarie survoltatissime resta pari a un chewingum che perde sapore dopo poca ruminazione e sputi via subito o che tieni comunque in bocca a lungo solo per inerzia.
perché gratta gratta non ci credi, non c’è niente che ti motivi a empatizzare davvero per l’angariatissimo protagonista, non ci sono giochi di prestigio di causa effetto che ti stimolino a berti un corpo portato alla quasi neutralizzazione capace di una simile resistenza e rinascita, non ci sono praticamente neanche dialoghi al punto da sembrare, per i suoi sforzi autoriali, un jerzy skolimowski che esaspera i rambo-movie a al punto di non ritorno o viceversa un konstanski che va a braccio con ambizioni autoriali. resta solo la coazione al massacro oversplatter orchestrata come un cartone animato della MGM o dellla WB con soluzioni anche divertenti, ma che attorno non hanno appigli motivazionali narrativi o di concetto di alcuna natura.
può piacere, beninteso, ma a patto che non si pretenda niente di niente di niente oltre la tautologia da videogioco cruento.