è così anche per la seconda stagione.
l’authoring di questi cofanetti purtroppo si adegua alle impostazioni del lettore e non c’è proprio nulla da fare.
me ne ero accorto perché avevo il lettore settato in inglese, e i dischi venivano caricati automaticamente con lingua inglese e tedesca (se ricordo bene).
poi ho risolto settando il lettore in italiano.
nel tuo caso, temo proprio che ti convenga fare copie di back up
Ho visto la seconda stagione.
E’ una baracconata incredibile, piena di buchi di logica e con 3-4 episodi di troppo, ma in fondo è divertente.
La Lange è favolosa, le si perdonano anche i lifting. James Cromwell furoreggia alla grande e nella serie trovi di tutto e di più, dagli alieni ai nazisti, dal diavolo al serial killer. Appunto come in una bancarella che punta alla quantità più che alla qualità.
Sono un fan della serie dalla stagione 1, per quanto ha cominciato veramente a ingranare dalla 2 secondo me (Asylum resta la mia preferita assieme a Hotel) ormai sono arrivato alla 8 (Apocalypse). Ho i cofanetti DVD italiani, stranamente per la stagione 9 (1984, trasmessa anche in Italia) non è ancora uscito nulla in home video, neanche all’estero. Chissà come mai? Mi domando se non c’entri il fatto che ormai viene trasmessa anche su Netflix, data la politica del canale in questione sulla distribuzione in DVD e Bluray delle sue serie. O forse si tratta di ritardi dovuti all’emergenza Covid? Boh.
Io anche la seguo dalla prima (che mi era piaciuta moltissimo)
Le mie preferite: Asylum, Coven, Freakshow
Speriamo che la stagione 9 esca in dvd (anche se non è tra le migliori). Altrimenti sarebbe un’altra brutta perdita per l’home video.
Francamente non capisco perchè serie e film netflix non escano in DVD, anche solo in edizioni limitate per collezionisti.
Questo incentiva solo la pirateria. Ad esempio io come faccio a rivedere tra 15-20 anni La Casa di Carta o il tale titolo Netflix? Siamo sicuri che saranno disponibili per sempre sulla sua piattaforma? Che la piattaforma esisterà ancora e che il suo materiale un domani non andrà perduto?
Perchè non posso avere la possibilità di acquistare e quindi conservare nella mia collezione privata i suoi prodotti in copie fisiche?
Sembra che ormai sia tutto votato al presente, all’usa e getta.
Ma tra 80 anni questi prodotti saranno ancora reperibili in qualche modo come lo sono oggi molti film anni 30-40?
Secondo te quale interesse ha una casa che distribuisce solo su internet i loro prodotti (in realta’ credo di ricordare che in america ancora affitti i dischi, ma probabilmente qualcun altro ha informazioni piu’ precise in merito) a permettere che tu possa scegliere ed acquistare solo quello che vuoi piuttosto che mantenere un abbonamento che gli garantisce un introito costante, anche solo per vedere piu’ volte lo stesso contenuto?
Perché le aziende (poche, molte, tutte?) vogliono spostare il più possibile dall’acquisto alla rendita. Per loro e’ piu’ utile che tu acquirente non possieda nulla che possa essere visto o riutilizzato non a tuo piacimento, ma che invece possa essere utilizzato da te quanto basta per coltivare i loro interessi. Cosi’ continuerai a pagare gli abbonamenti in eterno.
i programmi non si installano piu’: girano sul browser, poi il governo dove l’azienda ha sede - a torto o ragione- decide che non puoi piu’ avere rapporti commerciali con te e ti annulla l’account (è successo), o ti annullano l’account senza motivo e rischi di perdere tutti i file (anche questo è successo);
i libri di carta non si devono piu’ comprare ma, bensi’, concessi in licenza (di fatto affittati), fintanto che conviene ai detentori dei diritti o ai gestori delle piattaforme; altrimenti, indipendentemente dalle responsabilita’ dell’acquirente, li cancellano dai computer (o dispositivi come va di moda chiamarli adesso) degli utenti (quando addirittura non si decide di chiudere tutta una divisione).
Si potrebbe fare lo stesso discorso per i film e per la musica. Probabilmente dovremo aspettare l’uscita di scena della nostra generazione per vedere (ipotizzo) scomparire del tutto i supporti fisici (o pensi che mia nipote vorra’ in eredita la mia collezione di dischi, ammesso che per allora ci saranno macchinari per riprodurli?): a quel punto restera’ solo la televisione: sul computer, sul telefono. Solo televisione.
Tralascio per non annoiare piu’ di quanto non abbia gia’ fatto, l’aspetto ambientale che questo tipo di approccio porta con se; lo “streaming”, il “cloud” anche se il marketing gli appioppa nomi fluidi, eterei, impalpabili, sono impianti industriali che consumano energia e altre risorse ambientali (tipo l’acqua per di raffreddamento) e neanche poca.
Dai magari non sono andato molto OT, anche questa e’ una storia d’orrore americana (ma non solo, anzi), in un certo senso.
Infatti lo trovo assurdo, potrei tranquillamente procurarmi la stagione 9 a scrocco ma ho acquistato gli altri cofanetti e mi garba l’idea di avere anche questo. Netflix credo sia restia perché la vede come concorrenza ai suoi palinsesti ma credo che come dici tu incentiverebbe solo la pirateria. E sì, un paio di stagioni me le sono riviste grazie alla mia collezione home video.
batticinque! asylum presenta oltretutto l’unica scena di esorcismo che sia mai stata capace di farmi cacare in mano da friedkin a oggi. io aggiungerei al podio anche roanoke, che specie nella prima parte mi ha davvero steso, forse anche perché vista dopo un lunghissimo digiuno di horror, e detto da uno che ha molto spesso disprezzato i mocku e i foundfootage degli ultimi 20 anni c’è da crederci - ed è anche, di tutte, l’unica che non finisce a ciobar e croissants, aspetto ricorsivo parecchio inficiante del brand.
al momento in attesa di poter tornare legale quanto basta per recuperare twin peaks 3 - che immagino richieda una soglia dell’attenzione da automa - sono a circa metà di cult che di tutte sto trovando la più insopportabilmente mediocre, scritta davvero con le emorroidi e con una sarah paulson mai così lagnosa 24/7 e detestabile - ma a onor del vero sono chi più chi meno tutti irritantissimi e tratteggiati ad minchiam. non vorrei che da qui alla 12 fossero tutte così disastrate.
A me Cult era piaciuta, molto satirica nel tratteggiare l’America trumpiana e sottolineare quanto reazionari e Dem si equivalgano sul piano etico. Chiaramente una cosa weird e diversa dalle stagioni precedenti, però il bello della serie era la sua capacità di spiazzarti. Non la seguo più da anni, l’ultima stagione che ho visto è stata la 8.
per me un aspetto troppo sgomitato e autocompiaciuto che finisce con lo scavalcare l’umore orrorifico anche se ammetto che vista oggi riacquista forse del doppio in attualità. ma a me il prodotto con aplomb instant non è mai piaciuto né interessato. ha alcuni spifferi figurativi non male - e la sigla è comunque notevole - ma calati in una narrazione che sa di rimasticatura (anche di sé stessa) a ogni passo e prego che dalla 8 si abbandonino questi binari
La 8 è divertente, una parodia degli horror satanici stile The Omen (ma al di là dell’umorismo nero, i consueti risvolti raccapriccianti ci sono) che si riallaccia alla stagione 1 (ma avrete notato che i rimandi autocitazionisti a stagioni precedenti abbondano, nella serie).
Si sono tutte interfacciate, talvolta anche troppo. Quasi finita la settima, certo che la sparata fantasy sulla solanas quale zodiac killer esecutore dello scum manifesto fa davvero cascare le palle. Tutta sta tarantella del patriarcato ha davvero polverizzato il cazzo.
Immagino, dato il titolo (apocalypse) che l’ottava si riallacci soprattutto a Omen conflitto finale.. che si mantenga un tono parodistico però mi entusiasma poco.
appena finita la settima. boh diventa talmente iperdelirante, sovraccaricatissimo iperbolico e grottesco a ogni costo che la maionese impazzisce e finisce col far ridere. ogni scena un mapperfavore e come in stranger things conta più l’affastellamento di citazioni in starover che altro, finendo col tirare dentro tutto, persino saw in mezzo a solanas e warhol, zodiac, manson, jones, koresh, gesù, la heaven’s gate (mancava giusto hitler per fare jackpot) e un numero di doppi tripli quadrupli giochi da mandare alla mensa caritas tutto gomorra. evan peters in quasi 10 ruoli spacca e fa le generalissime per dahmer ma per l’amor d’un dio qualcuno dia un biglietto da visita di uno bravo agli sceneggiatori.
Tutto sommato, è proprio il gusto per l’eccesso (che troviamo pure nelle prime due stagioni) delle sceneggiature ad attirare. Insomma, se ci pensi bene Asylum è favolosa ma a raccontarla, delirio puro.
asylum però non fa impazzire la maionese e sa dosare l’eccesso, difatti è anche l’unica che riesce a disturbare: cult invece è una corsa al sovraccarico, all’ipertrofia citazionara - con sbroccate rasenti il trash - e al sovratesto da foga di primo della classe e quel che dovrebbe impaurire suscita il riso o il maddai o irrita.
..vediamo come butta con le altre 5 e i 3 spin off..
quasi finito (meno -2 eps) apocalypse: se la settima iniziava demmerda per quasi (quasi eh) migliorare al fotofinish degli ultimi 3-4 episodi, qua l’incazzatura è duplice se non quadruplice perché inizia alla grandissima (primi due episodi bomba, anche letteralmente sul fronte narrativo), per poi peggiorare inarrestabilmente da un episodio all’altro.
la confezione è sempre prelibata con forma extralusso (e alcuni momenti molto alti, come il flashback action della bates versione mossad), ma sul piano della scrittura siamo davvero al facepalming continuo: alla partenza equilibrata che faceva ben sperare in un the day aftter sovrannaturale, si succede un giocare di sovraccumulo e vampirizzazioni e autocannibalizzazioni che manda la godibilità in tilt (peraltro impossibile capirlo bene se non si ha una salda memoria della prima, terza e quinta stagione), gli scripters quasi ci godono a fare la stropicciata cartolina della serie e a saltare ogni squalo, segno che le idee sono proprio finite e quelle poche belline in piedi non si sa come amminìstrarle.
si parte a cavallo tra nuke movies e mad max (con fotografia e atmosfere da silent hill per gli esterni e barry lyndon per gli interni) e grande “evvai!” a 150 db per il ripristino in qualità di bad bitches di kathy bathes e jessica lange (ma soprattutto il repechage - purtroppo breve - di una joan collins che fa il verso alla dunaway/crawford di mammina cara). poi i richiami-innesto a hotel e soprattutto alla terza stagione prendono il sopravvento e qualcosa si guasta sempre più irreperabilmente, grazie a un flashback la palingenesi diventa ex abrupto una faccenda agonica tra stregoni e maghe magonze e soprattutto un’imbarazzante pantomima di charmed misto elvira misto eastwick senza più milieu dopobombesco e con le soliti insopportabile menate sovratestuali tra patriarcato vs emancipazione femminile che hanno davvero ridotto i testicoli in coriandoli e una stucchevolezza che passa ogni misura con la gitana bianca canterina (manca solo mary poppins, massignorepietà!) - ma non ci vengano risparmiati nemmeno grossi bocconi rimasticati della prima stagione (che già di suo era un bric-a-brac di tutti gli haunted house finiti su schermo, da shining a changeling, dalla saga amityville a sentinel), specie nell’immaginario BDSM-kinkygay (che rispolvera pure relax dei FGTH) e nel sesto episodio che è una vera e propria reimmersione in murder house così che ci portiamo a casa il superfiller (però quella jessicona gedeona…beh…)
dopo arriva pure strombazzata col megafono la saga omen (con particolare predilezione sul terzo capitolo) e il mondo dei robot, con tanto di revisionismo arbitrario su anton szandor la vey tratteggiato esattamente come lo sventravergini che non era e non è mai stato neanche per scherzo e un papa legba che è l’anello mancante tra slash e marilyn manson e con la sbronza intertestuale abbiamo finito. mentre a fronte del presagio a non arrivare affatto è il disagio, vien quasi voglia di rivalutare cult ed è davvero tutto un dire.
non nego la carineria delle 7 prove magiche stilisticamente convertite nell’era del muto (stagione 4 anyone?) e soprattuttissimo grande emozione nel vedere/ascoltare spirits in the material world dei police finalmente calata in un contesto horror, praticamente il mio sogno bagnato di sempre da quando acquistai, bimbo, ghost in the machine.
per tutto il resto, e al netto del gran finale che devo ancora vedere, se anche le prossime 4 sono così ditemelo che non ci perdo più tempo.
Boh, io m’ero divertito parecchio con Apocalypse. Ovviamente de gustibus, mica ti voglio convertire o che… avrei continuatro a seguire ma, come scrivevo tempo fa, hanno smesso di sfornare i DVD quindi amen.
sai cosa, a me visivamente acchiappa anche parecchio, sul fronte formale e figurativista spacca (qua a titolo di esempio è da urlo il pentagono king size formato con arti, organi e teste umane) ma mi manda in necrosi i cababasisi questa foga meta-tutto citazionara che mi sembra una mera scappatoia per coprire una mancanza di pregnanza e di inventiva e arrivare botoxati al decimo episodio. senza contare che non ho molto in simpatia il revisionismo del true crime romanzato, culturalmente distorsivo e nocivo per le generazioni a venire (un dodicenne di adesso che non ha mai masticato certi fenomeni tenderà a credere che quella è la verità/realtà senza un minimo di controverifiche; in tal senso, pur avendola senza dubbio apprezzata, non ho digerito neanche l’operazione biofantasy elaborata da ed gein) e altra cosa abbastanza irritante sono gli attori che narrativamente si moltiplicano in ennupli ruoli creando anche della confusione cognitiva e percettiva, sembra quasi che debbano rispondere a specchio delle mie brame, chi è tra noi il più gigione del reame? (capisco che si risparmia sui cachet, ma ampliare il cast no eh?)
una cosa è certa, è una stagione che può dare immensa gioia nell’anima solo a chi ha molto apprezzato la terza e la prima.
io le ho tutte in saccoccia, a breve conto di varare 1984, ti faccio sapere, ma prego davvero che non sia altrettanto malata di febbre citazionara a 40 perché quello di privilegiarla alla forza narrativa autonoma è un modus operandi che ha preso a stancarmi.